Latino

Le cinque declinazioni latine: guida ed esercizi svolti

Le cinque declinazioni latine spiegate in modo semplice: come riconoscerle dal genitivo, i sei casi e le desinenze, con 5 esercizi svolti e verificati e 3 FAQ.

Consigliato per: 1ª superiore · 2ª superiore

Il latino ha cinque declinazioni: cinque gruppi di nomi che condividono lo stesso schema di desinenze. Per capire a quale gruppo appartiene un nome guardi la desinenza del genitivo singolare, quella che il vocabolario scrive accanto al nominativo: -ae (1ª), -i (2ª), -is (3ª), -us (4ª), -ei (5ª).

Che cos’è una declinazione

Declinare un nome significa cambiarne la desinenza per esprimere la sua funzione nella frase. Ogni declinazione ha sei casi — nominativo, genitivo, dativo, accusativo, ablativo, vocativo — al singolare e al plurale. È il caso, non la posizione nella frase, a dire se un nome è soggetto, complemento oggetto, complemento di specificazione e così via.

I sei casi in breve

  • Nominativo: soggetto e nome del predicato.
  • Genitivo: complemento di specificazione (di chi? di che cosa?).
  • Dativo: complemento di termine (a chi? a che cosa?).
  • Accusativo: complemento oggetto.
  • Ablativo: complementi di mezzo, modo, luogo, tempo, causa.
  • Vocativo: per chiamare o invocare.

Come riconoscere la declinazione

Il nominativo da solo non basta: nomi diversi possono avere lo stesso nominativo ma appartenere a declinazioni diverse. La chiave è il genitivo singolare. Per questo il vocabolario dà sempre due forme, per esempio rosa, rosae: la prima è il nominativo, la seconda il genitivo, e la sua desinenza rivela subito la declinazione.

  • 1ª declinazione — genitivo in -ae, prevalentemente femminile (es. rosa, rosae).
  • 2ª declinazione — genitivo in -i, maschile o neutro (es. lupus, lupi; templum, templi).
  • 3ª declinazione — genitivo in -is, di tutti i generi (es. consul, consulis).
  • 4ª declinazione — genitivo in -us, in prevalenza maschile (es. fructus, fructūs).
  • 5ª declinazione — genitivo in -ei, quasi sempre femminile (es. res, rei).

Un’avvertenza sui neutri

I nomi neutri (presenti in 2ª, 3ª e 4ª declinazione) seguono due regole fisse: il nominativo è sempre uguale all’accusativo e, al plurale, questi due casi escono in -a (templumtempla). Ricordarlo evita molti errori quando declini.

Negli esercizi qui sotto parti dal semplice riconoscimento della declinazione e arrivi a declinare nei singoli casi, fino alla quarta e alla quinta. Ogni risposta è verificata sullo schema delle desinenze.

Esercizi svolti

1. A quale declinazione appartiene 'rosa, rosae'? Qual è il suo genere prevalente? base

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  1. La declinazione si riconosce dalla desinenza del genitivo singolare, non dal nominativo.
  2. Il genitivo 'rosae' termina in -ae.
  3. La desinenza -ae è quella della prima declinazione.
  4. I nomi della prima declinazione sono in grande maggioranza femminili.

Risultato: Prima declinazione, femminile.

2. Classifica 'servus, servi' e 'templum, templi': declinazione e genere. base

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  1. Entrambi hanno il genitivo singolare in -i, desinenza della seconda declinazione.
  2. 'servus' ha il nominativo in -us: è maschile.
  3. 'templum' ha il nominativo in -um: è neutro.

Risultato: Entrambi seconda declinazione; servus maschile, templum neutro.

3. Data 'rosa, rosae' (1ª declinazione), scrivi l'accusativo singolare e l'ablativo plurale. intermedio

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  1. Nella prima declinazione l'accusativo singolare esce in -am.
  2. Accusativo singolare: ros- + -am = rosam.
  3. L'ablativo plurale esce in -is.
  4. Ablativo plurale: ros- + -is = rosis.

Risultato: rosam ; rosis

4. A quale declinazione appartiene 'consul, consulis'? Scrivi il dativo singolare e il genitivo plurale. intermedio

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  1. Il genitivo singolare 'consulis' termina in -is: terza declinazione.
  2. Il tema si ricava togliendo -is dal genitivo: consul-.
  3. Dativo singolare in -i: consul- + -i = consuli.
  4. Genitivo plurale in -um: consul- + -um = consulum.

Risultato: Terza declinazione; dativo sing. consuli, genitivo plur. consulum.

5. Riconosci la declinazione di 'manus, manūs' e di 'res, rei', poi scrivi l'ablativo singolare di ciascuno. avanzato

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  1. 'manūs' ha il genitivo singolare in -us: è quarta declinazione (femminile).
  2. Nella quarta declinazione l'ablativo singolare esce in -u: manu.
  3. 'rei' ha il genitivo singolare in -ei: è quinta declinazione (femminile).
  4. Nella quinta declinazione l'ablativo singolare esce in -e: re.

Risultato: manus = quarta declinazione, abl. sing. manu; res = quinta declinazione, abl. sing. re.

Domande frequenti

Come si capisce a quale declinazione appartiene un nome latino?

Dalla desinenza del genitivo singolare, che il vocabolario indica sempre accanto al nominativo: -ae è prima, -i seconda, -is terza, -us quarta, -ei quinta declinazione.

Perché il vocabolario dà il nome con due forme, per esempio 'rosa, rosae'?

La prima forma è il nominativo singolare, la seconda il genitivo singolare. Insieme indicano il tema e la declinazione, cioè tutto ciò che serve per declinare il nome in ogni caso.

Quanti casi ha ogni declinazione?

Sei: nominativo, genitivo, dativo, accusativo, ablativo e vocativo, al singolare e al plurale. Nei nomi neutri il nominativo è uguale all'accusativo e al plurale escono in -a.