Latino

La prima declinazione latina: schema e desinenze

Come riconoscere la prima declinazione latina, lo schema completo delle desinenze, i maschili come nauta e il dativo in -abus.

Consigliato per: 1ª superiore · 2ª superiore

La prima declinazione latina raccoglie i nomi che hanno il nominativo singolare in -a e il genitivo singolare in -ae, come rosa, rosae. È la prima che si studia perché ha lo schema più regolare: si prende il tema (ros-) e vi si aggiungono dieci desinenze fisse, cinque al singolare e cinque al plurale.

Come riconoscerla

Non basta il nominativo in -a: la prova decisiva è il genitivo singolare in -ae, la seconda forma che il vocabolario scrive accanto al nome. Se leggi silva, silvae o puella, puellae, sei nella prima declinazione. Il tema si ottiene togliendo la -a dal nominativo: silv-, puell-.

Lo schema delle desinenze

CasoSingolarePlurale
Nominativorosarosae
Genitivorosaerosarum
Dativorosaerosis
Accusativorosamrosas
Vocativorosarosae
Ablativorosārosis

Tre forme si ripetono e vanno riconosciute dal contesto: rosae vale genitivo singolare, dativo singolare e nominativo (o vocativo) plurale; rosis vale dativo e ablativo plurale. Al singolare, nominativo e ablativo si scrivono uguali (rosa) e si distinguono solo per la quantità della vocale: breve nel nominativo, lunga nell’ablativo (rosā).

I nomi maschili

Il genere non dipende dalla declinazione ma dal significato. I nomi che indicano ruoli maschili appartengono alla prima declinazione ma sono maschili:

  • nauta, nautae — marinaio
  • agricola, agricolae — contadino
  • poeta, poetae — poeta
  • pirata, piratae — pirata
  • scriba, scribae — scrivano

Si declinano esattamente come rosa, ma gli aggettivi e i participi che li accompagnano vanno al maschile: nauta bonus, non nauta bona.

Il dativo e ablativo plurale in -abus

Due nomi fanno eccezione al normale -is: dea (dea) e filia (figlia) formano dativo e ablativo plurale in -abus, cioè deabus e filiabus. La ragione è pratica: le forme regolari deis e filiis coinciderebbero con quelle di deus e filius, che sono di seconda declinazione, e la frase diventerebbe ambigua.

Errori tipici da evitare

  • Tradurre rosae sempre come plurale: da sola la forma è ambigua, decide il verbo o il resto della frase.
  • Accordare al femminile gli aggettivi di nauta, poeta, agricola.
  • Confondere il genitivo plurale -arum con l’accusativo plurale -as.

Negli esercizi che seguono parti dalle desinenze di base e arrivi all’analisi di una frase completa e alle forme in -abus. Ogni risposta è verificata sullo schema qui sopra.

Esercizi svolti

1. Scrivi il genitivo singolare e l'accusativo singolare di 'puella, puellae'. base

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  1. Il genitivo singolare in -ae indica che il nome è di prima declinazione.
  2. Il tema si ricava togliendo la -a dal nominativo: puell-.
  3. Il genitivo singolare esce in -ae: puell- + -ae = puellae.
  4. L'accusativo singolare esce in -am: puell- + -am = puellam.

Risultato: puellae ; puellam

2. Di 'rosa, rosae' scrivi nominativo, genitivo e accusativo plurale. base

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  1. Il tema è ros-.
  2. Il nominativo plurale esce in -ae: ros- + -ae = rosae.
  3. Il genitivo plurale esce in -arum: ros- + -arum = rosarum.
  4. L'accusativo plurale esce in -as: ros- + -as = rosas.

Risultato: rosae ; rosarum ; rosas

3. Nella frase 'Puellae rosas portant', in che caso sono 'puellae' e 'rosas'? Traduci la frase. intermedio

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  1. La forma 'puellae' da sola è ambigua: può essere genitivo singolare, dativo singolare o nominativo plurale.
  2. Il verbo 'portant' è alla terza persona plurale, quindi il soggetto deve essere plurale: 'puellae' è nominativo plurale.
  3. 'rosas' esce in -as, desinenza dell'accusativo plurale: è il complemento oggetto.
  4. Il verbo 'portant' significa 'portano'.

Risultato: puellae = nominativo plurale (soggetto); rosas = accusativo plurale (complemento oggetto). Traduzione: 'Le fanciulle portano le rose.'

4. Perché si dice 'nauta bonus' e non 'nauta bona'? Che genere ha 'nauta, nautae'? intermedio

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  1. Il genitivo 'nautae' in -ae mostra che il nome segue la prima declinazione, come rosa.
  2. Il significato però è 'marinaio': il nome indica una persona di sesso maschile, quindi è di genere maschile.
  3. L'aggettivo concorda con il genere del nome, non con la declinazione a cui il nome appartiene.
  4. La forma maschile dell'aggettivo è 'bonus' (seconda classe di uscita -us), perciò si scrive 'nauta bonus'.

Risultato: 'nauta' è maschile: si dice 'nauta bonus'. L'aggettivo concorda con il genere, non con la declinazione.

5. Traduci in latino 'ai marinai e alle dee' (nauta, nautae; dea, deae) e spiega la forma usata per 'dea'. avanzato

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  1. 'ai marinai' è complemento di termine plurale: serve il dativo plurale.
  2. Il dativo plurale della prima declinazione esce in -is: naut- + -is = nautis.
  3. Per 'dea' il dativo plurale regolare sarebbe 'deis', che si confonderebbe con 'deis' di 'deus' (seconda declinazione).
  4. Per evitare l'ambiguità, 'dea' e 'filia' conservano la desinenza arcaica -abus: deabus.
  5. La congiunzione 'e' si rende con 'et'.

Risultato: nautis et deabus

Domande frequenti

Come si riconosce un nome della prima declinazione?

Dalla desinenza del genitivo singolare in -ae, che il vocabolario scrive accanto al nominativo (rosa, rosae). Il nominativo singolare esce quasi sempre in -a, ma è il genitivo a dare la certezza.

Tutti i nomi della prima declinazione sono femminili?

No. La grande maggioranza è femminile, ma i nomi che indicano mestieri o ruoli svolti da uomini sono maschili: nauta (marinaio), agricola (contadino), poeta (poeta), pirata (pirata), scriba (scrivano). Si declinano come rosa ma vogliono aggettivi maschili.

Perché dativo e ablativo plurale sono identici?

In tutta la prima declinazione entrambi escono in -is (rosis). Si distinguono dal contesto e dalle preposizioni: 'cum rosis' è ablativo, mentre un dativo di termine sta senza preposizione. Fanno eccezione dea e filia, che al dativo e ablativo plurale danno deabus e filiabus.