Analisi logica

Predicato verbale e nominale: tabella e 8 esercizi

Il predicato verbale è un verbo con significato proprio; quello nominale è copula più nome del predicato. Tabella, casi limite e 8 esercizi svolti passo passo.

Consigliato per: 1ª media · 2ª media · 3ª media

Il predicato è ciò che la frase dice del soggetto. Se il verbo ha un significato suo e si regge da solo è un predicato verbale; se invece il verbo è essere usato come semplice collegamento, il significato lo porta la parola che viene dopo e i due pezzi insieme formano un predicato nominale.

Predicato verbalePredicato nominale
Com’è fattoun verbo solo, anche compostocopula (essere) + nome del predicato
Chi porta il significatoil verboil nome o l’aggettivo dopo la copula
Quali verbitutti i verbi di senso compiutoil verbo essere usato come collegamento
EsempioIl vento soffia forte.Il vento è gelido.
Come si scrivesoffia = predicato verbaleè gelido = predicato nominale (è = copula, gelido = nome del predicato)

Prima di analizzare il predicato conviene aver fissato l’altro pilastro della frase: la guida su come trovare il soggetto spiega il metodo della domanda al verbo, che qui do per acquisito.

Il predicato verbale: quattro forme

Il predicato verbale non è solo il verbo attivo della frase semplice. Sono predicati verbali anche il passivo, il riflessivo e i tempi composti, perché in tutti questi casi il gruppo di parole funziona come un verbo unico.

FormaEsempioPerché è verbale
Attiva transitivaAnna legge un romanzo.legge ha significato proprio e regge un complemento oggetto
Attiva intransitivaI bambini dormono.il verbo basta da solo a dire tutto
PassivaIl ponte fu costruito nel 1890.fu è ausiliare, non copula: il soggetto subisce l’azione
RiflessivaMarco si pettina.si pettina è un verbo unico, la particella non si stacca

Il punto delicato è il terzo. Nei tempi composti e nella forma passiva il verbo essere compare, ma non come copula: fa l’ausiliare. In sono partito il predicato verbale è tutto il gruppo sono partito, e lo stesso vale per è stato premiato o era caduta.

Anche i verbi servili (dovere, potere, volere) non si analizzano mai da soli: si uniscono al verbo che reggono. In devo partire il predicato verbale è devo partire, non devo.

Il predicato nominale: copula più nome del predicato

Il predicato nominale è fatto di due pezzi che non si separano mai:

  • la copula, cioè una voce del verbo essere che da sola non dice nulla e serve solo a cucire il soggetto con ciò che lo descrive;
  • il nome del predicato, che porta tutto il significato.

Nonostante si chiami “nome”, il nome del predicato non è per forza un sostantivo:

Che cos’èEsempio
NomeMio zio è un architetto.
AggettivoLa stanza è silenziosa.
PronomeIl colpevole sei tu.
Participio usato come aggettivoLa porta è chiusa.
Gruppo con preposizioneQuel ragazzo è di poche parole.

Quando il nome del predicato è un aggettivo, concorda con il soggetto in genere e numero: le sedie erano rotte, non rotto. È il controllo più rapido che puoi fare, e vale anche per il participio.

I verbi copulativi

Alcuni verbi si comportano come essere: da soli restano in sospeso e chiedono una parola che completi il senso. Si chiamano verbi copulativi.

VerboEsempioChe cosa aggiunge
sembrare, parereIl problema sembra difficile.attenua l’affermazione
diventare, divenireLuisa è diventata capitana.indica un passaggio, un cambiamento
restare, rimanereI ragazzi rimasero immobili.indica permanenza
risultareIl documento risultò falso.esito di una verifica
apparireLa firma appare autentica.come la cosa si presenta

Qui i libri di scuola si dividono, e vale la pena saperlo prima del compito. Alle medie molti testi trattano questi verbi come copule e parlano di predicato nominale. Alle superiori, invece, l’analisi standard è un’altra: il verbo copulativo è un predicato verbale e la parola che lo completa è un complemento predicativo del soggetto. Nessuna delle due è sbagliata: segui la convenzione del tuo libro e restaci fedele per tutto l’esercizio.

Quando essere non è una copula

È il vero spartiacque dell’esercizio, e da solo spiega la maggior parte degli errori.

Significato di essereEsempioAnalisi
Esistere, esserciC’erano molti turisti.predicato verbale
TrovarsiIl libro è sul tavolo.predicato verbale + complemento di luogo
AppartenereLa penna è di Marco.predicato verbale + complemento di specificazione
Accadere, svolgersiIl concerto è in piazza.predicato verbale
AusiliareSono partito presto.predicato verbale (tempo composto)

La prova pratica è la sostituzione: se al posto di essere puoi mettere esiste, si trova, appartiene o accade senza cambiare il senso della frase, non hai una copula davanti.

Gli errori più comuni

Scambiare l’ausiliare per la copula. È partito non è un predicato nominale: partito non descrive il soggetto, racconta un’azione. Se il participio può essere sostituito con un verbo attivo di senso compiuto, è un tempo composto.

Separare la copula dal nome del predicato. In analisi logica il predicato nominale si scrive per intero: è gelido = predicato nominale. Analizzare è come predicato e gelido come complemento è l’errore che costa più punti.

Confondere participio-aggettivo e passivo. La porta è chiusa descrive uno stato: predicato nominale. La porta è chiusa dal custode ogni sera racconta un’azione subita, e infatti ha un complemento d’agente: predicato verbale passivo. Se puoi aggiungere da qualcuno, è passivo.

Analizzare esserci come copula. In ci sono due bauli, i bauli sono il soggetto, non un nome del predicato: il verbo significa esistono.

Spezzare i verbi servili. Voleva essere sostituito è un predicato verbale unico. Anche quando dentro c’è essere, il servile e il verbo che regge non si separano.

Il metodo in tre passi

  1. Trova il verbo. Se non è essere e non è un copulativo, hai finito: è predicato verbale.
  2. Se è essere, prova a sostituirlo con esiste, si trova, appartiene, accade. Se una di queste funziona, o se essere regge un participio con un agente possibile, è ancora predicato verbale.
  3. Altrimenti guarda che cosa segue. Se trovi un nome, un aggettivo o un pronome che dice che cosa è o com’è il soggetto, e che concorda con lui, hai un predicato nominale: scrivi la copula e il nome del predicato insieme.

Lo stesso schema torna utile quando analizzi il resto della frase: se vuoi rivedere il quadro completo, parti da come fare l’analisi logica, e se il dubbio è sulla parola singola più che sulla sua funzione, la guida sul nome nell’analisi grammaticale chiarisce la differenza tra le due analisi.

Negli otto esercizi qui sotto la difficoltà sale proprio lungo questa scaletta: si parte da un verbo di senso compiuto e si arriva a una frase con due predicati, un copulativo e un servile con il passivo dentro.

Esercizi svolti

1. Analizza il predicato di: Il vento soffia forte tra i rami. base

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  1. Cerco il verbo della frase: soffia.
  2. Non è il verbo essere, quindi non può esserci una copula.
  3. Controllo che il verbo abbia un significato suo: soffiare vuol dire qualcosa anche da solo.
  4. Il predicato è tutto nel verbo: forte e tra i rami sono complementi, non fanno parte del predicato.

Risultato: soffia = predicato verbale.

2. Analizza il predicato di: La neve è bianca. base

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  1. Il verbo è la voce è del verbo essere.
  2. Da solo non dice nulla: «La neve è» resta una frase sospesa.
  3. Guardo che cosa segue: bianca, un aggettivo che descrive il soggetto la neve.
  4. Verifico l'accordo: neve è femminile singolare, bianca è femminile singolare. Concordano.

Risultato: è bianca = predicato nominale (è = copula, bianca = nome del predicato).

3. Analizza il predicato di: Mio zio è un architetto molto conosciuto. base

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  1. Verbo: è, voce del verbo essere.
  2. Provo a fermarmi lì: «Mio zio è» non ha senso compiuto, quindi è una copula.
  3. Dopo la copula trovo un nome, architetto, che dice che cosa è il soggetto.
  4. Il gruppo un architetto molto conosciuto è tutto nome del predicato, aggettivo compreso.

Risultato: è un architetto molto conosciuto = predicato nominale (è = copula, un architetto molto conosciuto = nome del predicato).

4. Analizza il predicato di: Luca è in palestra dalle cinque. intermedio

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  1. Il verbo è ancora essere, ma non basta questo per parlare di copula.
  2. Provo la sostituzione: «Luca si trova in palestra». La frase funziona e il senso non cambia.
  3. Quando essere significa trovarsi, esistere o appartenere ha un significato proprio: è un predicato verbale.
  4. Controprova: in palestra non dice che cosa è Luca, dice dove è. È un complemento di stato in luogo, non un nome del predicato.

Risultato: è = predicato verbale (essere nel senso di trovarsi); in palestra = complemento di stato in luogo, dalle cinque = complemento di tempo.

5. Analizza il predicato di: Il ponte fu costruito nel 1890. intermedio

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  1. Il verbo sembra doppio: fu + costruito.
  2. Il participio costruito non è un aggettivo che descrive il ponte: indica un'azione subita dal soggetto.
  3. La prova è che posso aggiungere chi l'ha compiuta: «fu costruito dagli ingegneri austriaci».
  4. Quindi fu non è una copula ma l'ausiliare della forma passiva, e i due pezzi formano un verbo solo.

Risultato: fu costruito = predicato verbale (forma passiva); nel 1890 = complemento di tempo determinato.

6. Analizza il predicato di: In soffitta ci sono due bauli antichi. intermedio

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  1. Il verbo è sono, preceduto dalla particella ci.
  2. Provo la sostituzione: «In soffitta esistono due bauli antichi». Funziona.
  3. Esserci significa esistere o trovarsi, quindi il verbo ha significato proprio.
  4. Non c'è niente che dica che cosa sono i bauli: due bauli antichi è il soggetto della frase, non un nome del predicato.

Risultato: ci sono = predicato verbale; due bauli antichi = soggetto; in soffitta = complemento di stato in luogo.

7. Analizza il predicato di: Marta è diventata una brava violinista. avanzato

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  1. Il verbo è diventare, non essere: la voce è qui è solo l'ausiliare del passato prossimo.
  2. Diventare non si regge da solo: «Marta è diventata» resta in sospeso e chiede un completamento.
  3. Verbi come diventare, sembrare, parere, restare, risultare si chiamano copulativi.
  4. Nell'analisi più diffusa nella scuola secondaria di secondo grado si scrive: è diventata = predicato verbale, una brava violinista = complemento predicativo del soggetto.
  5. Molti libri delle medie, invece, li trattano come copule e parlano di predicato nominale: controlla la convenzione del tuo libro e usa sempre la stessa.

Risultato: è diventata = predicato verbale con verbo copulativo; una brava violinista = complemento predicativo del soggetto (in alcuni testi scolastici: predicato nominale).

8. Analizza i predicati di: Dopo la partita i ragazzi erano stanchi, ma nessuno voleva essere sostituito. avanzato

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  1. La frase contiene due proposizioni, quindi devo trovare due predicati.
  2. Prima proposizione: erano è il verbo essere e da solo non dice nulla; stanchi è un aggettivo che descrive i ragazzi e concorda al maschile plurale.
  3. Quindi erano stanchi è un predicato nominale: erano = copula, stanchi = nome del predicato.
  4. Seconda proposizione: voleva è un verbo servile e non si analizza mai da solo, si unisce al verbo che regge.
  5. Essere sostituito è una forma passiva, quindi il gruppo voleva essere sostituito è un unico verbo.

Risultato: erano stanchi = predicato nominale (erano = copula, stanchi = nome del predicato); voleva essere sostituito = predicato verbale (servile + forma passiva).

Domande frequenti

Che differenza c'è tra predicato verbale e predicato nominale?

Nel predicato verbale il significato sta tutto nel verbo, che si regge da solo: «Anna corre». Nel predicato nominale il verbo essere fa solo da collegamento e il significato lo porta la parola che segue: «Anna è veloce». Il predicato nominale quindi è formato da due pezzi, copula e nome del predicato, che in analisi si scrivono sempre insieme.

Il verbo essere è sempre copula?

No. È copula solo quando da solo non dice nulla e ha bisogno di un nome o di un aggettivo per completarsi. Quando essere significa esistere, trovarsi o appartenere («Il libro è sul tavolo», «La penna è di Marco», «C'erano molti turisti») ha un significato proprio ed è un predicato verbale. È predicato verbale anche quando fa da ausiliare, come in «sono partito» o «fu premiato».

Il nome del predicato può essere un aggettivo?

Sì, nonostante il nome. Il nome del predicato può essere un nome («Giulia è la capitana»), un aggettivo («Giulia è puntuale»), un pronome («La capitana sei tu») o un participio usato come aggettivo («La porta è chiusa»). Se è un aggettivo concorda con il soggetto in genere e numero, ed è la prova più veloce per riconoscerlo.

Sembrare e diventare formano un predicato nominale?

Dipende dalla convenzione del tuo libro. Sembrare, parere, diventare, restare, rimanere, risultare e apparire si chiamano verbi copulativi perché, come essere, hanno bisogno di un completamento. Alle medie molti testi li trattano come copule e parlano di predicato nominale; alle superiori si analizzano quasi sempre come predicato verbale seguito da complemento predicativo del soggetto. Entrambe le analisi sono accettate: scegline una e usala sempre.