Filosofia
Platone: riassunto del pensiero, tabelle e 7 esercizi
Platone divide la realtà in mondo sensibile e Idee, con il Bene al vertice. Riassunto con tabelle su mito della caverna, anima e Stato ideale, più 7 esercizi.
Consigliato per: 3ª superiore · 4ª superiore · 5ª superiore
Platone (Atene, 428/427 - 348/347 a.C.) è il filosofo che trasforma le definizioni di Socrate in una realtà autonoma: le Idee, modelli eterni di cui il mondo che vediamo è solo una copia. Dalla sua teoria dipendono la conoscenza come ricordo, l’anima divisa in tre parti e uno Stato governato da filosofi.
Vita e opere
Il suo nome vero era Aristocle; “Platone” (da platýs, “largo”) sarebbe un soprannome. Di famiglia aristocratica, è allievo di Socrate fino al processo e alla condanna del 399 a.C.: l’evento che lo convince che la città ingiusta può essere riformata solo dalla filosofia. Viaggia a Megara, in Italia meridionale, dove incontra i pitagorici, e a Siracusa alla corte di Dionisio I. Intorno al 387 a.C. fonda ad Atene l’Accademia, che resterà aperta per oltre nove secoli; lì studierà anche Aristotele. Tornerà in Sicilia altre due volte nel tentativo, fallito, di realizzare il suo modello politico con Dionisio II.
Scrive dialoghi, quasi tutti con Socrate protagonista. Per orientarsi si dividono in periodi.
| Periodo | Dialoghi principali | Temi |
|---|---|---|
| Giovanile (socratico) | Apologia, Critone, Eutifrone, Lachete, Carmide | definizione delle virtù, confutazione, aporia |
| Maturità | Menone, Fedone, Simposio, Repubblica, Fedro | Idee, anima, amore, Stato ideale |
| Vecchiaia | Parmenide, Sofista, Timeo, Leggi | critica alle Idee, cosmo, politica realistica |
Platone critica anche la scrittura (Fedro): un testo non risponde a chi lo interroga. Per questo il suo insegnamento comprende anche “dottrine non scritte” in cui la realtà viene ricondotta a Uno e Diade, note solo da Aristotele.
La teoria delle Idee
Platone parte da un problema che Socrate aveva lasciato aperto: se esiste una definizione universale di “giusto” o di “bello”, a che cosa si riferisce? Non a un caso particolare, perché i casi cambiano. La risposta è che esistono realtà intelligibili, eterne e immutabili, le Idee (eide). Le cose sensibili esistono “partecipando” delle Idee o imitandole.
| Mondo sensibile | Mondo intelligibile (iperuranio) | |
|---|---|---|
| Come si coglie | sensi | intelletto |
| Natura | divenire, nascita e morte | eterno e immutabile |
| Rapporto | copie, immagini | modelli |
| Conoscenza | opinione (doxa) | scienza (episteme) |
| Esempi | un cerchio disegnato, un’azione giusta | il Cerchio, la Giustizia in sé |
Le Idee non sono concetti nella nostra testa: sono oggettive. Sono ordinate gerarchicamente e al vertice sta l’Idea del Bene, che nella Repubblica viene paragonata al sole: come il sole rende visibili le cose, il Bene rende conoscibili le Idee. Nel Timeo un artefice divino, il Demiurgo, plasma la materia guardando ai modelli ideali: per questo il mondo è ordinato e non caotico.
La conoscenza: reminiscenza e linea divisa
Se le Idee sono separate dal mondo, come le conosciamo? Con la reminiscenza (anámnesis): l’anima è immortale e prima di entrare nel corpo ha contemplato le Idee. Conoscere è ricordare, e le esperienze sensibili fanno da stimolo, come il quadrato disegnato nel Menone. Il metodo per risalire è la dialettica.
La Repubblica (libro VI) riassume i livelli del sapere nella linea divisa.
| Segmento | Grado | Oggetto | Nella caverna |
|---|---|---|---|
| Visibile (doxa) | eikasia | immagini, ombre, riflessi | ombre sulla parete |
| Visibile (doxa) | pistis | cose naturali e artificiali | oggetti dietro il muretto |
| Intelligibile (episteme) | dianoia | enti matematici | la salita e le prime cose viste alla luce |
| Intelligibile (episteme) | noesis | Idee e Bene | il sole |
Il mito della caverna
Il mito (Repubblica VII) descrive uomini incatenati fin dalla nascita in una caverna, rivolti verso la parete: vedono solo le ombre di oggetti portati dietro di loro e le scambiano per realtà. Uno viene liberato, risale faticosamente, è accecato dal sole e infine lo contempla. Tornato giù per liberare gli altri, viene deriso e minacciato di morte. La salita è l’educazione; il sole è il Bene; la sorte del prigioniero richiama quella di Socrate. Per applicare il mito a oggi si pensa a chi crede solo a ciò che appare sullo schermo.
L’anima e l’amore
Nel Fedro l’anima è un carro alato guidato da un auriga (la ragione), tirato da due cavalli: uno docile (la parte irascibile) e uno ribelle (quella concupiscibile). Nella Repubblica le parti diventano tre, ciascuna con una virtù.
| Parte dell’anima | Virtù | Classe dello Stato | Metallo |
|---|---|---|---|
| Razionale | saggezza | governanti-filosofi | oro |
| Irascibile | coraggio | guerrieri (custodi) | argento |
| Concupiscibile | temperanza | produttori | bronzo e ferro |
La giustizia è l’armonia delle tre parti, quando ciascuna fa il proprio compito. Nel Simposio Diotima descrive la “scala dell’amore”: dal desiderio per un bel corpo si sale alla bellezza delle anime, delle leggi, delle scienze, fino al Bello in sé. L’amore “platonico” è quindi un percorso filosofico, non un amore senza corpo.
Lo Stato ideale
Nella Repubblica la città è un’anima in grande. Tre classi, con compiti distinti. I governanti-filosofi si formano con un’educazione lunghissima (musica, ginnastica, matematica, dialettica) e non possono avere né proprietà né famiglia: per evitare la corruzione, beni e figli sono in comune per le prime due classi. Il “mito dei metalli” giustifica la divisione sociale, mentre l’arte è controllata perché imita le apparenze. Nel libro VIII Platone descrive il degrado delle forme di governo: aristocrazia, timocrazia, oligarchia, democrazia, tirannide. Nelle Leggi, scritte da anziano, lo Stato diventa più realistico e fondato su leggi più che su un governo di sapienti. Per il contesto storico è utile il riassunto sull’antica Grecia, per i temi di fondo quello su Socrate e quello sui presocratici.
Le critiche: il Parmenide
Nel Parmenide il vecchio Platone fa criticare le Idee dal filosofo di Elea: se le cose “partecipano” delle Idee, come? E il regresso del “terzo uomo” sembra mostrare che le Idee, trattate come cose, generano infinite Idee. Aristotele ne farà un’obiezione centrale: le Idee vanno cercate nelle cose, non fuori.
Errori più comuni
- Dire che le Idee sono “nella testa”: sono realtà oggettive, non pensieri.
- Pensare che l’iperuranio sia un luogo fisico: è una metafora della separazione.
- Attribuire a Platone la democrazia: nella Repubblica è tra le forme degradate.
- Confondere Socrate e Platone: il Socrate dei dialoghi maturi parla per Platone.
- Credere che il filosofo “preferisca” restare fuori dalla caverna: il suo dovere è tornare.
- Interpretare l’amore platonico come assenza di desiderio, invece di una scala verso il Bello.
Schema riassuntivo
Due mondi (sensibile e intelligibile); Idee oggettive, con il Bene al vertice; conoscenza come reminiscenza e ascesa dialettica; anima in tre parti con le virtù corrispondenti; Stato in tre classi governato dai filosofi; critica dell’arte imitativa; nella vecchiaia, la critica alla propria teoria nel Parmenide.
Esercizi svolti
1. Nel libro VI della Repubblica Platone descrive la linea divisa. Associa a ciascun grado di conoscenza (eikasia, pistis, dianoia, noesis) il suo oggetto e il momento corrispondente del mito della caverna. base
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- La linea ha due grandi segmenti: il visibile (opinione, doxa) e l'intelligibile (scienza, episteme). Ciascuno si divide a sua volta in due.
- Eikasia (immaginazione): oggetto = ombre e immagini riflesse. Nella caverna sono le ombre proiettate sulla parete.
- Pistis (credenza): oggetto = le cose naturali e gli oggetti fabbricati. Nella caverna sono gli oggetti portati dietro il muretto, illuminati dal fuoco.
- Dianoia (pensiero discorsivo): oggetto = gli enti matematici, che si studiano partendo da ipotesi e aiutandosi con figure. Nella caverna è la salita verso l'uscita, le prime cose viste alla luce.
- Noesis (intellezione): oggetto = le Idee, fino all'Idea del Bene. Nella caverna è la contemplazione del sole.
Risultato: Eikasia - ombre; pistis - cose sensibili; dianoia - enti matematici; noesis - Idee e Bene. I primi due gradi formano l'opinione, gli ultimi due la scienza.
2. Vero o falso? Correggi le affermazioni false. a) Per Platone le Idee esistono soltanto nella mente di chi pensa. b) Platone fondò l'Accademia ad Atene. c) Nella caverna il prigioniero liberato torna dai compagni e viene accolto come un benefattore. d) Nella Repubblica i governanti devono essere scelti per elezione. e) Il Bene è paragonato al sole. base
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- a) Falso: le Idee sono realtà oggettive, eterne e indipendenti dalla mente umana. Abitano l'iperuranio, non il pensiero.
- b) Vero: intorno al 387 a.C., in un giardino dedicato all'eroe Academo.
- c) Falso: i compagni lo deridono e, se potessero, lo ucciderebbero. È un'allusione alla sorte di Socrate.
- d) Falso: i governanti sono i filosofi, selezionati con una lunga educazione che arriva fino ai cinquant'anni. L'elezione popolare non garantisce competenza.
- e) Vero: come il sole rende visibili le cose e le fa crescere, il Bene rende conoscibili le Idee e dà loro l'essere.
Risultato: Vero: b, e. Falso: a (le Idee sono oggettive), c (il prigioniero è deriso), d (governano i filosofi, non gli eletti).
3. Completa lo schema dell'anima tripartita: per ciascuna parte indica la virtù, la classe sociale corrispondente e il metallo del mito. Poi spiega quando, secondo Platone, esiste la giustizia. base
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- Parte razionale (logistikon): la sua virtù è la saggezza; nello Stato corrisponde ai governanti-filosofi; metallo: oro.
- Parte irascibile (thymoeides): la virtù è il coraggio; corrisponde ai guerrieri-custodi; metallo: argento.
- Parte concupiscibile (epithymetikon): la virtù è la temperanza; corrisponde ai produttori (contadini, artigiani, commercianti); metallo: bronzo e ferro.
- La giustizia non appartiene a una parte sola: è l'armonia che nasce quando ogni parte svolge il proprio compito e la ragione guida le altre due.
Risultato: Razionale - saggezza - governanti - oro; irascibile - coraggio - guerrieri - argento; concupiscibile - temperanza - produttori - bronzo/ferro. La giustizia è l'equilibrio in cui ciascuno fa ciò che gli compete.
4. Nel Menone (82-85) Socrate interroga uno schiavo senza istruzione: dato un quadrato di lato 2 piedi (area 4), come si ottiene un quadrato di area doppia? Ricostruisci i tentativi dello schiavo con i calcoli e spiega perché Platone li usa per sostenere la reminiscenza. intermedio
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- Primo tentativo: raddoppiare il lato, quindi 4 piedi. Area = 4 x 4 = 16, cioè quattro volte l'originale, non il doppio.
- Secondo tentativo: un lato intermedio, 3 piedi. Area = 3 x 3 = 9, ancora diversa da 8.
- Terzo passo, guidato dalle domande: il lato giusto è la diagonale del quadrato di partenza. Per Pitagora d = radice di (2 al quadrato + 2 al quadrato) = radice di 8 = 2,83 piedi circa.
- Verifica: (radice di 8) al quadrato = 8, cioè esattamente il doppio di 4.
- Lo schiavo non ha mai studiato geometria, eppure con sole domande arriva a una verità universale: per Platone l'anima la possedeva già e la richiama alla memoria (anamnesi).
Risultato: Il quadrato di area 8 ha per lato la diagonale del primo, circa 2,83 piedi. Gli errori successivi (16 e 9) mostrano che la verità emerge solo con la guida del dialogo, e questo per Platone prova la reminiscenza.
5. Platone, nel libro X della Repubblica, critica la pittura dicendo che è 'terza dalla verità'. Ricostruisci l'esempio del letto e conta i gradi di distanza dalla realtà. intermedio
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- Primo grado: l'Idea di letto, unica e vera, la cui causa è il dio (o l'ordine intelligibile).
- Secondo grado: il letto che costruisce il falegname guardando l'Idea. È già una copia.
- Terzo grado: il letto dipinto dal pittore, che imita l'aspetto del letto del falegname visto da un solo punto di vista. È la copia di una copia.
- Il pittore non sa come si fa un letto né che cosa sia un letto: produce un'apparenza. Da qui la diffidenza verso poeti e artisti nell'educazione dei custodi.
Risultato: Idea (1) - letto del falegname (2) - letto dipinto (3): l'arte imitativa sta a tre gradi dalla verità, per questo Platone la ritiene pericolosa se non controllata.
6. Un lettore obietta: 'Platone vuole governanti filosofi perché disprezza il popolo'. Usa l'immagine della nave (Repubblica VI) per ricostruire l'argomento di Platone e valutarlo. intermedio
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- Nella nave il padrone è forte ma sordo e di vista corta; i marinai si contendono il timone senza aver mai imparato l'arte di navigare.
- Chi conosce davvero la rotta (il nocchiere, che osserva stagioni e stelle) viene chiamato 'perditempo e chiacchierone'.
- L'argomento è per analogia: come la navigazione, anche governare è una competenza (techne). Chi non la possiede, per quanto numeroso, non sa dove condurre la città.
- Valutazione: Platone non dice che il popolo sia incapace per natura. Dice che il consenso non è una competenza, e che il governo richiede un sapere del Bene. Resta la difficoltà: chi stabilisce chi lo possiede?
Risultato: L'argomento è per analogia: governare è una techne e non va affidato a chi non l'ha studiata. Non è disprezzo del popolo, ma una tesi sul sapere politico; il suo punto debole è l'assenza di un controllo sui governanti.
7. Aristotele e Platone stesso (nel Parmenide, 132a-b) discutono il 'terzo uomo': se le cose grandi sono grandi perché partecipano dell'Idea di Grande, che cosa accade se si applica lo stesso ragionamento all'Idea? Ricostruisci il regresso. avanzato
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- Premessa 1: più cose hanno una stessa proprietà (grandi) perché partecipano di una Idea (il Grande).
- Premessa 2: l'Idea del Grande è anch'essa grande, quindi ha la stessa proprietà delle cose grandi.
- Allora il gruppo 'cose grandi + Grande in sé' ha una proprietà in comune e ne richiede un'altra Idea: Grande 2.
- Ma Grande 2 è grande e forma un nuovo gruppo con le precedenti: serve Grande 3, e così all'infinito.
- Soluzione possibile: negare la Premessa 2 (l'Idea non è un caso particolare della sua proprietà, ma un modello). Platone nel Parmenide lascia l'obiezione aperta.
Risultato: Se l'Idea ha la stessa natura delle cose che spiega, serve un'Idea ulteriore per spiegare entrambe, e il regresso non si ferma mai. Per evitarlo bisogna sostenere che l'Idea è modello e non un esemplare tra gli altri.
Domande frequenti
Cos'è la teoria delle idee di Platone in parole semplici?
Per Platone dietro le cose che vediamo, che nascono e muoiono, esistono modelli perfetti ed eterni: le Idee. Un cavallo concreto è bello o grande perché partecipa dell'Idea di bellezza o di grandezza. Le Idee non si vedono con gli occhi ma si colgono con l'intelletto, e al vertice sta l'Idea del Bene.
Che cos'è l'iperuranio?
È il luogo 'al di sopra del cielo' descritto nel Fedro, dove abitano le Idee. Non è un luogo fisico: indica che le Idee esistono in modo separato e oggettivo rispetto al mondo sensibile. Le anime lo hanno contemplato prima di cadere nel corpo.
Cosa rappresenta il mito della caverna?
Rappresenta il cammino della conoscenza e dell'educazione. Le ombre sono il mondo sensibile e le opinioni comuni, la salita è la dialettica, il sole è il Bene. Il ritorno del prigioniero libero tra i compagni indica il dovere del filosofo di tornare nella città per guidarla, anche rischiando la vita.
Perché Platone dice che i filosofi devono governare?
Perché governare, per lui, è una competenza basata sulla conoscenza del Bene. Solo chi ha contemplato le Idee può distinguere ciò che è giusto da ciò che sembra tale. Nella Repubblica scrive che finché i filosofi non governeranno o i governanti non filosoferanno, le città non avranno tregua dai mali.
Qual è la differenza tra Platone e Socrate?
Socrate cerca definizioni universali attraverso il dialogo e non scrive nulla. Platone, suo allievo, trasforma quelle definizioni in realtà separate, le Idee, e costruisce un sistema con metafisica, teoria della conoscenza, psicologia e politica. Nei dialoghi giovanili Socrate è più fedele al maestro, in quelli maturi diventa portavoce di Platone.