Latino

Seconda declinazione latina: tabella e 8 esercizi svolti

Si riconosce dal genitivo in -i: tabelle di dominus, puer, ager e del neutro bellum, vocativo in -e, plurale in -a e 8 esercizi svolti passo per passo.

Consigliato per: 1ª superiore · 2ª superiore

La seconda declinazione latina raccoglie i nomi che hanno il genitivo singolare in -i: dominus, domini (padrone), puer, pueri (ragazzo), ager, agri (campo), bellum, belli (guerra). Il nominativo può uscire in -us, in -er oppure in -um: i nomi in -us e in -er sono maschili, quelli in -um sono neutri. Se hai già studiato la prima declinazione, qui il meccanismo è lo stesso: si toglie la desinenza del genitivo, si ottiene il tema e si aggiungono le desinenze di ogni caso.

Come riconoscerla

Guarda sempre la seconda forma del lemma sul vocabolario. Se leggi -i, sei nella seconda declinazione. Il tema si ottiene togliendo questa -i: domini dà domin-, belli dà bell-, agri dà agr-. Il nominativo da solo non basta: -us si trova anche nella quarta declinazione (manus, manus) e nella terza (corpus, corporis).

La tabella delle desinenze: dominus

CasoSingolarePlurale
Nominativodominusdomini
Genitivodominidominorum
Dativodominodominis
Accusativodominumdominos
Vocativodominedomini
Ablativodominodominis

Nel singolare dativo e ablativo sono identici (domino), nel plurale lo sono ancora (dominis). La forma in -i compare tre volte: genitivo singolare, nominativo plurale, vocativo plurale.

I neutri in -um: bellum

CasoSingolarePlurale
Nominativobellumbella
Genitivobellibellorum
Dativobellobellis
Accusativobellumbella
Vocativobellumbella
Ablativobellobellis

I neutri seguono una regola valida in tutte le declinazioni: nominativo, vocativo e accusativo hanno la stessa forma, e al plurale escono sempre in -a. Per questo bella può essere plurale neutro di bellum (le guerre) oppure femminile singolare di bellus: lo decide il resto della frase.

I nomi in -er: puer e ager

Casopuer (sing.)puer (plur.)ager (sing.)ager (plur.)
Nominativopuerpueriageragri
Genitivopueripuerorumagriagrorum
Dativopueropuerisagroagris
Accusativopuerumpuerosagrumagros
Vocativopuerpueriageragri
Ablativopueropuerisagroagris

Le desinenze sono le stesse di dominus, cambia solo il tema. Nel nominativo e nel vocativo singolare la desinenza -us cade e resta -er. Poi ci sono due gruppi: i nomi come puer mantengono la -e- in tutto il paradigma (puer, vir), quelli come ager la perdono (liber, libri, magister, magistri, faber, fabri). Non c’è una regola per capire a quale gruppo appartenga un nome: si impara dal genitivo del vocabolario.

Il vocativo in -e e le eccezioni

Il vocativo si usa per chiamare qualcuno. Nei nomi in -us ha la desinenza -e: Marcus diventa Marce, dominus diventa domine. I nomi in -ius hanno invece il vocativo in -i: filius diventa fili, Vergilius diventa Vergili. Per i nomi in -er e per i neutri il vocativo coincide con il nominativo.

Genere, eccezioni e nomi particolari

  • La regola generale è: -us e -er maschili, -um neutri.
  • Alcuni nomi in -us sono femminili perché indicano alberi o terra: fagus (faggio), pinus (pino), humus (suolo).
  • Pochi nomi in -us sono neutri: vulgus (popolo) e virus (veleno) hanno l’accusativo uguale al nominativo.
  • Deus è irregolare, soprattutto al plurale: dii, deorum, diis, deos (con varianti di, dei, dis, deis).
  • Alcuni nomi hanno anche il locativo in -i (Corinthi, a Corinto), ma si studia più avanti insieme alle città.

Quando le declinazioni cominciano a sommarsi, ti serve un quadro d’insieme: lo trovi nella guida alle cinque declinazioni latine, che mette a confronto tutti i paradigmi.

Errori più comuni

  • Scambiare dativo e ablativo singolare: sono uguali (domino), serve la funzione logica per distinguerli.
  • Usare il vocativo in -us: si dice domine, non dominus, quando chiami qualcuno; e fili, non filie.
  • Perdere la -e- di puer (puri al posto di pueri) o tenerla in ager (ageri al posto di agri).
  • Confondere -i con tre casi diversi: amici può essere genitivo singolare, nominativo o vocativo plurale.
  • Dimenticare che nei neutri nominativo e accusativo sono uguali: non cercare un soggetto e un oggetto diversi.
  • Scambiare bella neutro plurale con un femminile singolare.

I primi due esercizi riguardano le desinenze di base, poi arrivi al vocativo, ai neutri, alle forme ambigue e all’analisi di una frase completa. Ogni risposta è stata ricontrollata sulle tabelle qui sopra.

Esercizi svolti

1. Scrivi il genitivo plurale e l'ablativo singolare di 'dominus, domini' (padrone). base

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  1. Dal genitivo singolare (domini) ricava il tema: tolgo la desinenza -i e resta domin-.
  2. Il genitivo plurale della seconda declinazione esce in -orum: domin- + -orum = dominorum.
  3. L'ablativo singolare esce in -o: domin- + -o = domino.
  4. Controllo sulla tabella: dominorum è la colonna del plurale, domino quella del singolare. Nessuna forma è stata scambiata.

Risultato: Genitivo plurale: dominorum. Ablativo singolare: domino.

2. Dai il genitivo singolare e l'accusativo plurale di 'puer, pueri' (ragazzo) e di 'ager, agri' (campo). Perché i due nomi, pur uscendo entrambi in -er, non si comportano allo stesso modo? base

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  1. Il vocabolario dà la forma del genitivo: puer, pueri conserva la -e- nel tema; ager, agri la perde (agr-).
  2. Genitivo singolare: pueri e agri (basta leggere la seconda forma del lemma).
  3. Accusativo plurale in -os: puer- + -os = pueros; agr- + -os = agros.
  4. La differenza sta solo nel tema: quello di puer è puer-, quello di ager è agr-. Le desinenze sono identiche.

Risultato: Puer: pueri, pueros. Ager: agri, agros. Puer mantiene la -e- in tutti i casi, ager la perde dopo il nominativo e il vocativo.

3. Come chiami il padrone di casa in latino ('O padrone!') e come ti rivolgi a Marco ('Marcus') e al figlio ('filius')? base

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  1. Il vocativo dei nomi in -us ha la desinenza -e: dominus diventa domine, Marcus diventa Marce.
  2. Filius è un caso speciale: i nomi in -ius al vocativo escono in -i, quindi fili (non filie).
  3. Per i nomi in -er il vocativo coincide con il nominativo: puer resta puer.

Risultato: Domine! - Marce! - Fili! Nei nomi in -us il vocativo esce in -e; in -ius esce in -i.

4. Declina 'bellum, belli' (guerra, neutro) al nominativo, accusativo e genitivo plurale. Che cosa hanno in comune le prime due forme? intermedio

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  1. Il tema è bell-. Il neutro plurale forma nominativo, vocativo e accusativo in -a: bell- + -a = bella.
  2. Il genitivo plurale è uguale a quello dei maschili: bell- + -orum = bellorum.
  3. Nominativo e accusativo plurale coincidono: bella. Questa è la regola dei neutri di tutte le declinazioni.
  4. Attenzione: bella plurale neutro non va confuso con 'bella' femminile singolare di bellus (bello).

Risultato: Nominativo plurale bella, accusativo plurale bella, genitivo plurale bellorum. Nominativo e accusativo sono sempre uguali nei neutri.

5. Analizza la forma 'amici' (da 'amicus, amici'): quali casi e numeri può avere? intermedio

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  1. Tema amic-. La desinenza -i compare in tre posti dello schema.
  2. Singolare: genitivo (dell'amico).
  3. Plurale: nominativo (gli amici) e vocativo (o amici!).
  4. Dativo e ablativo sono esclusi: sono amico (singolare) e amicis (plurale).
  5. Per scegliere ti servono verbo e contesto: la forma da sola è ambigua.

Risultato: Genitivo singolare, nominativo plurale o vocativo plurale. Dativo e ablativo non sono possibili.

6. Traduci le due frasi: (a) 'Servus domino aquam dat.' (b) 'Dominum servus laudat.' intermedio

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  1. Frase (a): servus è nominativo (soggetto), domino dativo (a chi), aquam accusativo prima declinazione (che cosa), dat = dà.
  2. Traduzione (a): il servo dà l'acqua al padrone.
  3. Frase (b): dominum è accusativo singolare (desinenza -um), servus è nominativo (desinenza -us).
  4. In latino l'ordine delle parole non decide il soggetto: apre la frase l'oggetto, ma il soggetto resta servus.
  5. Traduzione (b): il servo loda il padrone.

Risultato: (a) Il servo dà l'acqua al padrone. (b) Il servo loda il padrone, non il padrone loda il servo.

7. Analizza e traduci: 'Pueri agros agricolarum laudant.' avanzato

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  1. Pueri: nominativo plurale di puer, pueri (seconda declinazione). Soggetto, perché il verbo laudant è alla terza persona plurale.
  2. Agros: accusativo plurale di ager, agri. Complemento oggetto.
  3. Agricolarum: genitivo plurale di agricola, agricolae, che è di prima declinazione ma maschile (desinenza -arum).
  4. Laudant: terza persona plurale del presente di laudare.
  5. Ordine di traduzione: soggetto, verbo, oggetto, complemento di specificazione.

Risultato: I ragazzi lodano i campi dei contadini.

8. Scrivi genitivo plurale e dativo plurale di 'deus, dei' (dio). Perché vengono considerati irregolari? avanzato

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  1. Deus segue il modello di dominus solo in parte. Il plurale è dii (o di, dei), deorum, diis (o dis, deis), deos, dii, diis.
  2. Genitivo plurale: deorum (si trova anche deum, più raro).
  3. Dativo plurale: diis (varianti dis, deis).
  4. Il nominativo singolare deus non ha un vocativo regolare: nella lingua classica si usa la stessa forma, deus.

Risultato: Genitivo plurale deorum (raro deum), dativo plurale diis (varianti dis, deis). L'irregolarità sta nel plurale, dove il tema cambia da de- a di-.

Domande frequenti

Come si riconosce la seconda declinazione latina?

Dal genitivo singolare in -i, la seconda forma che il vocabolario scrive accanto al nominativo (dominus, domini; bellum, belli). Il nominativo può uscire in -us, in -er o in -um, ma solo il genitivo in -i dà la certezza.

Come si forma il vocativo della seconda declinazione?

I nomi in -us hanno il vocativo in -e (dominus diventa domine); quelli in -ius, come filius, lo hanno in -i (fili). Tutti gli altri, cioè i nomi in -er e i neutri in -um, hanno il vocativo uguale al nominativo.

Perché i neutri latini hanno nominativo e accusativo uguali?

Succede in tutte le declinazioni: nei neutri nominativo, vocativo e accusativo hanno sempre la stessa forma, sia al singolare (bellum) sia al plurale (bella). Il caso si capisce dalla funzione nella frase.

Qual è la differenza tra puer e ager nella seconda declinazione?

Entrambi escono in -er al nominativo, ma puer mantiene la -e- in tutti i casi (pueri, puero), mentre ager la perde dopo il nominativo e il vocativo (agri, agro). Il vocabolario ti avvisa con il genitivo: pueri oppure agri.