Psicologia
Condizionamento classico di Pavlov: riassunto con schema e 5 esercizi svolti
Che cos'è il condizionamento classico: stimolo incondizionato, stimolo condizionato, acquisizione, estinzione, generalizzazione e discriminazione, spiegati con lo schema di Pavlov, 5 esercizi svolti e 3 FAQ.
Consigliato per: 3ª superiore · 4ª superiore · 5ª superiore
Il condizionamento classico è la forma di apprendimento in cui uno stimolo prima insignificante, associato ripetutamente a uno stimolo che provoca già una reazione automatica, finisce per provocare quella reazione da solo. È quello che accade ai cani di Ivan Pavlov, che iniziano a salivare al suono che annuncia il cibo, prima ancora di vederlo.
Le quattro sigle da non confondere
Tutto lo schema sta in quattro elementi. Lo stimolo incondizionato (SI) provoca una reazione senza bisogno di alcun apprendimento: il cibo in bocca. La reazione che ne consegue è la risposta incondizionata (RI): la salivazione. Uno stimolo qualsiasi che all’inizio non provoca quella reazione è lo stimolo neutro (SN): un suono, una luce, un metronomo.
Quando lo stimolo neutro viene presentato più volte poco prima dello stimolo incondizionato, cambia funzione e diventa stimolo condizionato (SC). La reazione che ora produce da solo è la risposta condizionata (RC). RI e RC si assomigliano, ma non sono la stessa cosa: la prima è innata, la seconda è appresa ed è di solito più debole.
L’esperimento di Pavlov
Pavlov studiava la fisiologia della digestione e misurava la saliva dei cani attraverso una fistola. Si accorse di un fatto che non cercava: gli animali salivavano già all’arrivo dell’inserviente che portava il cibo. Chiamò quella reazione «secrezione psichica» e decise di studiarla sistematicamente, accoppiando un suono alla somministrazione della carne. Dopo alcune ripetizioni il suono da solo bastava.
L’ordine e il tempo contano. Il condizionamento funziona bene quando lo stimolo condizionato precede di poco quello incondizionato, perché deve funzionare da segnale che annuncia. Se lo segue, l’apprendimento è debole o assente.
Acquisizione, estinzione, recupero spontaneo
La fase in cui la risposta condizionata si forma e si rafforza è l’acquisizione. Se poi lo stimolo condizionato viene presentato molte volte senza quello incondizionato, la risposta si indebolisce fino a sparire: è l’estinzione.
Sparita però non significa cancellata. Dopo una pausa di riposo, il solo stimolo condizionato riattiva la risposta, più debole ma presente: è il recupero spontaneo. E se si riprende ad accoppiare i due stimoli, la riacquisizione è molto più rapida del primo apprendimento. Sono le prove che l’associazione originaria era rimasta lì sotto.
Generalizzazione e discriminazione
Un cane condizionato a un tono di 1000 Hz risponde anche a 900 e a 1100 Hz, e tanto meno quanto più il tono si allontana dall’originale: è la generalizzazione dello stimolo, e la curva che ne risulta è il gradiente di generalizzazione.
Il processo opposto si ottiene con l’addestramento: se solo un tono viene sempre seguito dal cibo e gli altri mai, il cane impara a rispondere soltanto a quello. È la discriminazione, cioè un’estinzione selettiva applicata a tutti gli stimoli simili tranne uno.
Condizionamento di ordine superiore
Uno stimolo condizionato ben consolidato può a sua volta fare da base per un nuovo apprendimento: se una luce viene ripetutamente accoppiata al suono che già annuncia il cibo, anche la luce comincia a provocare salivazione, pur non essendo mai stata accompagnata dal cibo. È il condizionamento di ordine superiore, e spiega perché una paura o una preferenza si allarghino a catena a situazioni sempre più lontane dall’episodio iniziale.
Dove lo ritrovi fuori dal laboratorio
Lo schema di Pavlov spiega molte cose ordinarie: l’ansia che sale in sala d’attesa dal dentista, il disgusto duraturo per un cibo mangiato prima di un’intossicazione (l’avversione gustativa studiata da Garcia, che si forma anche con un solo accoppiamento e a distanza di ore), le fobie, e il modo in cui la pubblicità accosta un prodotto neutro a immagini che già producono emozioni positive.
Negli esercizi qui sotto ritrovi lo stesso schema applicato in ordine crescente di difficoltà: prima riconoscere le sigle in una scena quotidiana, poi ragionare su estinzione e recupero spontaneo, leggere un gradiente di generalizzazione con dati numerici e infine analizzare la formazione di una fobia e il motivo per cui l’evitamento la mantiene.
Esercizi svolti
1. Nel forno di casa di Luca un bip segnala la fine della cottura, e ogni volta subito dopo esce una teglia di biscotti caldi. Dopo qualche settimana a Luca viene l'acquolina in bocca appena sente il bip, anche quando nel forno c'è una lasagna. Individua stimolo incondizionato, risposta incondizionata, stimolo neutro, stimolo condizionato e risposta condizionata. base
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- Cerco prima la reazione che esiste già senza alcun apprendimento: la salivazione davanti al cibo. Quindi lo stimolo incondizionato (SI) è l'odore e il sapore dei biscotti.
- La risposta che quello stimolo provoca automaticamente è la risposta incondizionata (RI): la salivazione davanti ai biscotti.
- Cerco poi lo stimolo che all'inizio non provocava nulla: il bip del forno. Prima dell'apprendimento è lo stimolo neutro (SN).
- Il bip viene presentato ripetutamente poco prima dei biscotti: l'accoppiamento lo trasforma in stimolo condizionato (SC).
- La salivazione che ora compare al solo bip, senza biscotti, è la risposta condizionata (RC).
- Controllo la coerenza: RI e RC sono la stessa reazione fisiologica, ma hanno cause diverse. La RI è innata, la RC è appresa.
Risultato: SI = odore e sapore dei biscotti; RI = salivazione davanti ai biscotti; SN = bip del forno prima dell'apprendimento; SC = bip del forno dopo gli accoppiamenti; RC = salivazione al solo bip
2. Vero o falso? Correggi le affermazioni false. a) Perché ci sia condizionamento classico il soggetto deve fare qualcosa per ottenere una ricompensa. b) Pavlov vinse il premio Nobel per la scoperta del condizionamento. c) Se lo stimolo neutro viene presentato dopo lo stimolo incondizionato, il condizionamento è più rapido. d) La risposta condizionata è di solito più debole della risposta incondizionata. base
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- a) Falso. Quella descrizione è il condizionamento operante di Skinner, dove il comportamento è volontario e viene modificato dalle sue conseguenze. Nel condizionamento classico il soggetto è passivo e la risposta è riflessa.
- b) Falso. Pavlov ricevette il Nobel per la medicina nel 1904 per gli studi sulla fisiologia della digestione. Il condizionamento nacque come effetto collaterale imprevisto di quelle ricerche: i cani salivavano prima ancora di ricevere il cibo.
- c) Falso. È l'ordine opposto a funzionare. Il condizionamento è efficace quando lo stimolo neutro precede quello incondizionato di poco (condizionamento ritardato, in genere frazioni di secondo o pochi secondi): il segnale deve annunciare l'evento, non seguirlo.
- d) Vero. La risposta condizionata è tipicamente più debole e più lenta: i cani di Pavlov salivavano meno al suono di quanto salivassero davanti alla carne.
Risultato: a) Falso (è il condizionamento operante); b) Falso (Nobel 1904 per la fisiologia della digestione); c) Falso (lo stimolo neutro deve precedere quello incondizionato); d) Vero
3. Una macchinetta del caffè in ufficio emette un ronzio pochi secondi prima di erogare. Marco ha imparato ad avere l'acquolina al ronzio. Per una settimana la macchinetta si guasta: ronza ma non eroga più nulla, e dopo una ventina di prove l'acquolina di Marco sparisce. Marco va in ferie due settimane; al rientro sente il ronzio e l'acquolina ricompare, anche se più debole. Come si chiamano le tre fasi e che cosa dimostra l'ultima? intermedio
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- Prima fase: il ronzio (SN) precede regolarmente il caffè (SI) e diventa SC. È l'acquisizione.
- Seconda fase: il ronzio viene presentato senza più il caffè. L'accoppiamento si rompe e la risposta condizionata cala fino a scomparire. È l'estinzione.
- Terza fase: dopo una pausa senza stimoli, il solo ronzio riattiva la risposta. È il recupero spontaneo.
- Interpreto il recupero spontaneo: se l'estinzione avesse cancellato l'apprendimento, dopo la pausa non dovrebbe restare nulla da recuperare.
- Poiché invece la risposta torna, l'estinzione non cancella il legame originario ma gli sovrappone un nuovo apprendimento inibitorio, che con il tempo perde forza.
- Verifica: la risposta recuperata è più debole di quella iniziale, coerente con un legame originario ancora presente ma parzialmente inibito.
Risultato: Acquisizione, estinzione e recupero spontaneo. Il recupero spontaneo dimostra che l'estinzione non cancella l'associazione appresa, ma la inibisce con un apprendimento aggiuntivo.
4. Un cane è stato condizionato con un tono di 1000 Hz e alla presentazione dello stimolo condizionato produce 60 gocce di saliva. Sottoposto a tono di prova senza cibo produce: 800 Hz → 45 gocce; 900 Hz → 54; 1000 Hz → 60; 1100 Hz → 51; 1200 Hz → 39. Calcola la risposta di ogni tono in percentuale rispetto allo stimolo condizionato, di' come si chiama l'andamento ottenuto e spiega come si farebbe rispondere il cane solo a 1000 Hz. intermedio
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- Prendo come riferimento il 100 per cento la risposta allo stimolo condizionato: 60 gocce a 1000 Hz.
- 800 Hz: 45 / 60 = 0,75, cioè il 75 per cento.
- 900 Hz: 54 / 60 = 0,90, cioè il 90 per cento.
- 1000 Hz: 60 / 60 = 1,00, cioè il 100 per cento.
- 1100 Hz: 51 / 60 = 0,85, cioè l'85 per cento.
- 1200 Hz: 39 / 60 = 0,65, cioè il 65 per cento.
- Leggo i numeri: la risposta è massima sullo stimolo condizionato e cala man mano che il tono se ne allontana. È la generalizzazione dello stimolo, e la curva si chiama gradiente di generalizzazione.
- Per ottenere la risposta solo a 1000 Hz servirebbe un addestramento alla discriminazione: continuare ad accoppiare 1000 Hz con il cibo e presentare gli altri toni sempre senza cibo, così che si estinguano soltanto quelli.
Risultato: 75 per cento a 800 Hz, 90 per cento a 900 Hz, 100 per cento a 1000 Hz, 85 per cento a 1100 Hz, 65 per cento a 1200 Hz. L'andamento è il gradiente di generalizzazione; per rispondere solo a 1000 Hz serve un addestramento alla discriminazione, cioè rinforzare solo quel tono ed estinguere gli altri.
5. Sara resta chiusa per venti minuti in un ascensore bloccato e ha un attacco di panico. Da allora ha paura degli ascensori, poi anche dell'atrio in cui si trova l'ascensore, e infine evita del tutto quel palazzo. Spiega la formazione della fobia con il condizionamento classico, di' quale meccanismo spiega la paura dell'atrio, chiarisci perché l'evitamento impedisce alla paura di spegnersi e indica il principio su cui si basa la terapia di esposizione. avanzato
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- Ricostruisco l'episodio iniziale: il blocco dell'ascensore è lo stimolo incondizionato, il panico è la risposta incondizionata. L'ascensore, prima neutro, diventa stimolo condizionato e da solo produce paura, cioè la risposta condizionata.
- Un solo accoppiamento è bastato perché lo stimolo incondizionato era molto intenso: nei condizionamenti con forte valenza emotiva l'apprendimento in una prova sola è frequente.
- La paura dell'atrio non nasce da un secondo blocco. L'atrio si associa all'ascensore, che ormai è già uno stimolo condizionato: è condizionamento di ordine superiore, dove uno stimolo condizionato funziona da stimolo incondizionato per uno stimolo nuovo.
- L'estensione a tutto il palazzo è invece generalizzazione: stimoli simili al contesto originario evocano la stessa risposta.
- Perché la paura si spenga servirebbe l'estinzione, cioè incontrare l'ascensore senza che accada nulla di brutto. Evitandolo, Sara non fa mai quell'esperienza: l'associazione resta intatta e non viene mai smentita.
- In più l'evitamento riduce subito l'ansia, quindi viene rinforzato negativamente: è un anello operante che protegge l'associazione classica sottostante.
- Conclusione: la terapia di esposizione, e la desensibilizzazione sistematica di Wolpe, fanno esattamente ciò che l'evitamento impedisce. Espongono in modo graduale allo stimolo condizionato senza lo stimolo incondizionato, e affiancano una risposta incompatibile come il rilassamento (controcondizionamento).
Risultato: Blocco in ascensore = SI, panico = RI, ascensore = SC, paura dell'ascensore = RC. La paura dell'atrio è condizionamento di ordine superiore, l'estensione a tutto il palazzo è generalizzazione. L'evitamento impedisce l'estinzione perché toglie a Sara le prove che smentirebbero l'associazione, e viene mantenuto dal sollievo immediato. La terapia di esposizione si basa proprio sull'estinzione, affiancata al controcondizionamento.
Domande frequenti
Qual è la differenza fra condizionamento classico e condizionamento operante?
Nel condizionamento classico si associano due stimoli e la risposta è un riflesso involontario che compare prima della conseguenza: il soggetto non deve fare nulla. Nel condizionamento operante si associano un comportamento volontario e la sua conseguenza, che lo rende più o meno probabile. Salivare a un suono è classico, premere una leva per avere cibo è operante.
L'estinzione cancella davvero ciò che è stato appreso?
No. Se lo stimolo condizionato viene presentato a lungo senza quello incondizionato la risposta scompare, ma tre fenomeni mostrano che l'associazione resta: il recupero spontaneo dopo una pausa, la riacquisizione molto più rapida di un nuovo condizionamento e il ritorno della risposta se si cambia contesto. L'estinzione è quindi un apprendimento in più che inibisce il primo, non una cancellazione.
Che cos'è l'esperimento del piccolo Albert e perché si studia?
Nel 1920 Watson e Rayner condizionarono un bambino di circa undici mesi ad avere paura di un topolino bianco accoppiandolo a un forte rumore alle spalle, e la paura si generalizzò ad altri oggetti pelosi. Si studia perché mostra che anche le emozioni umane possono essere condizionate, ed è insieme un caso classico di ricerca oggi inaccettabile sul piano etico: nessun consenso informato e nessuna procedura di decondizionamento.