Diritto
Costituzione italiana: i principi fondamentali (artt. 1-12) con riassunto ed esercizi svolti
I principi fondamentali della Costituzione italiana spiegati articolo per articolo, dal lavoro all'uguaglianza sostanziale fino al ripudio della guerra, con i caratteri della Costituzione, 5 esercizi svolti e 3 FAQ.
Consigliato per: 3ª superiore · 4ª superiore · 5ª superiore
I principi fondamentali della Costituzione italiana sono i primi dodici articoli: fissano i valori su cui poggia tutto il resto del testo, dalla sovranità popolare all’uguaglianza, dal lavoro al ripudio della guerra. Stanno prima della Parte I proprio perché non sono un capitolo fra gli altri, ma la premessa di tutti gli altri.
Come è fatta la Costituzione
La Costituzione fu approvata dall’Assemblea costituente il 22 dicembre 1947, promulgata il 27 dicembre da Enrico De Nicola ed entrò in vigore il 1° gennaio 1948. Conta 139 articoli, cinque dei quali oggi abrogati, più 18 disposizioni transitorie e finali, ed è organizzata in tre blocchi: i principi fondamentali (artt. 1-12), la Parte I sui diritti e doveri dei cittadini (artt. 13-54) e la Parte II sull’ordinamento della Repubblica (artt. 55-139).
I suoi caratteri si riassumono in poche parole. È votata, perché nasce da un’assemblea eletta e non dalla concessione di un sovrano; rigida, perché si modifica solo con l’art. 138; lunga, perché non regola soltanto i poteri ma anche i rapporti civili, etico-sociali, economici e politici; compromissoria, perché è il risultato dell’incontro fra culture politiche diverse; e in buona parte programmatica, perché indica al legislatore obiettivi da realizzare nel tempo.
Articoli 1-4: democrazia, diritti, uguaglianza, lavoro
L’art. 1 definisce l’Italia una Repubblica democratica fondata sul lavoro e attribuisce la sovranità al popolo, che però la esercita «nelle forme e nei limiti della Costituzione». Quella clausola finale è decisiva: la volontà popolare non è illimitata, passa per le regole e incontra i diritti garantiti dal testo.
L’art. 2 riconosce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà. Il verbo «riconosce» non è casuale: segnala che quei diritti preesistono allo Stato e non sono una concessione revocabile.
L’art. 3 è il perno del testo. Il primo comma stabilisce la pari dignità sociale e l’uguaglianza davanti alla legge senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali: è l’uguaglianza formale. Il secondo comma affida alla Repubblica il compito di rimuovere gli ostacoli economici e sociali che di fatto limitano la libertà dei cittadini: è l’uguaglianza sostanziale, quella che giustifica borse di studio, progressività fiscale e politiche di sostegno.
L’art. 4 riconosce a tutti il diritto al lavoro e insieme il dovere di svolgere un’attività che concorra al progresso della società: il lavoro è al tempo stesso una pretesa verso lo Stato e una responsabilità verso gli altri.
Articoli 5-8: autonomie, minoranze, religioni
L’art. 5 tiene insieme due esigenze: la Repubblica è una e indivisibile, ma riconosce e promuove le autonomie locali e adegua i propri metodi al decentramento. L’art. 6 impegna la Repubblica a tutelare con apposite norme le minoranze linguistiche, come quelle slovena, francofona, ladina, tedesca, albanese o greca.
Gli artt. 7 e 8 disegnano il rapporto con le confessioni religiose. Lo Stato e la Chiesa cattolica sono indipendenti e sovrani, ciascuno nel proprio ordine, e i loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi, rivisti nel 1984 con l’accordo di Villa Madama. Tutte le altre confessioni sono egualmente libere davanti alla legge, hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti e regolano i rapporti con lo Stato per legge sulla base di intese.
Articoli 9-12: cultura, ambiente, stranieri, pace
L’art. 9 promuove la cultura e la ricerca scientifica e tecnica e tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. Dal 2022 un terzo comma vi ha aggiunto la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni.
L’art. 10 apre l’ordinamento italiano al diritto internazionale, rimette alla legge la condizione giuridica dello straniero in conformità ai trattati, garantisce il diritto di asilo a chi non può esercitare nel proprio paese le libertà democratiche e vieta l’estradizione per reati politici.
L’art. 11 contiene la formula più citata dell’intero testo: l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali. Nella seconda parte consente, in condizioni di parità, le limitazioni di sovranità necessarie a un ordinamento che assicuri pace e giustizia fra le Nazioni: è su questo comma che si fonda l’appartenenza dell’Italia all’Unione europea. Chiude l’art. 12, sulla bandiera tricolore a tre bande verticali di eguali dimensioni.
Quanto sono modificabili
L’art. 138 permette di modificare la Costituzione con una legge costituzionale approvata due volte da ciascuna Camera, ma l’art. 139 mette fuori discussione la forma repubblicana. Accanto a questo limite esplicito la Corte costituzionale ne ha riconosciuto uno implicito: con la sentenza 1146/1988 ha affermato che esistono principi supremi dell’ordinamento che nemmeno una legge di revisione può sovvertire. È il motivo per cui i primi dodici articoli non sono soltanto i primi in ordine di numerazione.
Negli esercizi qui sotto si parte dal riconoscere l’articolo giusto in casi concreti, si passa alla distinzione fra uguaglianza formale e sostanziale e all’analisi dell’art. 2, e si arriva a valutare l’ammissibilità di tre proposte di revisione costituzionale.
Esercizi svolti
1. Abbina ciascuna situazione all'articolo dei principi fondamentali che la riguarda, motivando in una riga. a) Una Regione istituisce borse di studio riservate agli studenti con reddito familiare basso. b) In Valle d'Aosta gli atti pubblici sono redatti anche in francese. c) L'Italia aderisce a un'organizzazione internazionale accettando che alcune decisioni siano prese a maggioranza fra gli Stati membri. d) Lo Stato stipula un'intesa con una confessione religiosa non cattolica per regolarne i rapporti. e) Una legge vincola un'area di grande pregio naturalistico e ne vieta l'edificazione. base
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- a) La misura non tratta tutti allo stesso modo: dà di più a chi parte svantaggiato. È il compito della Repubblica di rimuovere gli ostacoli economici e sociali, cioè l'uguaglianza sostanziale dell'art. 3 comma 2.
- b) Il francese in Valle d'Aosta è la lingua di una minoranza linguistica storica, tutelata con apposite norme: art. 6.
- c) Accettare decisioni prese fuori dal Parlamento significa accettare limitazioni di sovranità, che l'Italia consente in condizioni di parità per un ordinamento che assicuri pace e giustizia: art. 11 comma 2.
- d) I rapporti fra Stato e confessioni diverse da quella cattolica sono regolati per legge sulla base di intese: art. 8 comma 3. Per la Chiesa cattolica varrebbe invece l'art. 7.
- e) La tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico è affidata alla Repubblica dall'art. 9 comma 2, che dal 2022 tutela anche ambiente, biodiversità ed ecosistemi.
Risultato: a) art. 3 comma 2 (uguaglianza sostanziale); b) art. 6 (minoranze linguistiche); c) art. 11 (limitazioni di sovranità); d) art. 8 (intese con le confessioni non cattoliche); e) art. 9 (paesaggio, patrimonio, ambiente)
2. Vero o falso? Correggi le affermazioni false. a) La Costituzione italiana è entrata in vigore il 2 giugno 1946. b) È una Costituzione rigida. c) I principi fondamentali sono contenuti nella Parte I, dedicata ai diritti e doveri dei cittadini. d) Tutti gli articoli della Costituzione possono essere modificati con il procedimento dell'art. 138. base
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- a) Falso. Il 2 giugno 1946 si tennero il referendum istituzionale e l'elezione dell'Assemblea costituente. La Costituzione fu approvata il 22 dicembre 1947, promulgata il 27 dicembre ed entrò in vigore il 1° gennaio 1948.
- b) Vero. Non può essere modificata con una legge ordinaria: serve il procedimento aggravato dell'art. 138, e le leggi contrarie alla Costituzione possono essere dichiarate illegittime dalla Corte costituzionale.
- c) Falso. I principi fondamentali sono gli artt. 1-12 e stanno prima della Parte I (artt. 13-54), proprio per segnalare che valgono come premessa di tutto il testo.
- d) Falso. L'art. 139 esclude dalla revisione la forma repubblicana, e la Corte costituzionale (sentenza 1146/1988) ha aggiunto che esistono principi supremi dell'ordinamento sottratti anche alle leggi di revisione.
Risultato: a) Falso (in vigore dal 1° gennaio 1948); b) Vero; c) Falso (artt. 1-12, prima della Parte I); d) Falso (limite dell'art. 139 e principi supremi)
3. Per ciascuna misura indica se realizza l'uguaglianza formale (art. 3 comma 1) o quella sostanziale (art. 3 comma 2). a) Una legge vieta di pagare meno una lavoratrice a parità di mansioni rispetto a un collega uomo. b) Lo Stato finanzia l'abbattimento delle barriere architettoniche nelle scuole. c) Un regolamento comunale che escludeva dai concorsi gli iscritti a un certo partito viene annullato. d) Un ateneo riduce le tasse universitarie in base all'indicatore economico della famiglia. intermedio
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- Fisso il criterio: l'uguaglianza formale vieta di trattare diversamente situazioni uguali in base a sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali. L'uguaglianza sostanziale, invece, autorizza a trattare diversamente chi si trova in condizioni di partenza diverse, per rimuovere un ostacolo di fatto.
- a) Divieto di discriminazione fondata sul sesso a parità di mansioni: si impone lo stesso trattamento in una situazione uguale. Uguaglianza formale.
- b) La spesa pubblica interviene su un ostacolo materiale che impedisce a una parte degli studenti di frequentare davvero. Uguaglianza sostanziale.
- c) L'esclusione si basava sulle opinioni politiche, uno dei fattori vietati dal comma 1. Annullandola si ripristina l'uguaglianza formale.
- d) La differenza di trattamento è voluta e proporzionata alla condizione economica, per rendere effettivo il diritto allo studio. Uguaglianza sostanziale.
- Controllo la coerenza: nei casi a e c si chiede di ignorare una differenza irrilevante, nei casi b e d di tenerne conto perché rilevante. I due commi non si contraddicono, si completano.
Risultato: a) formale; b) sostanziale; c) formale; d) sostanziale
4. L'art. 2 afferma che la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali dove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale. Rispondi: 1) perché il verbo è riconosce e non concede; 2) che cosa sono le formazioni sociali e perché sono citate; 3) se l'elenco dei diritti inviolabili sia chiuso o aperto; 4) che rapporto c'è fra diritti e doveri nell'articolo. intermedio
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- 1) Riconoscere presuppone che il diritto esista già prima dello Stato: è la concezione giusnaturalistica accolta dalla Costituente. Se lo Stato li concedesse potrebbe anche revocarli; riconoscendoli, si autolimita.
- 2) Le formazioni sociali sono i gruppi in cui la persona sviluppa la propria personalità: la famiglia, la scuola, i sindacati, i partiti, le associazioni, le comunità religiose. La Costituzione le cita perché la persona non è tutelata solo come individuo isolato, ma anche nella vita di relazione.
- 3) La dottrina prevalente e la giurisprudenza costituzionale leggono l'art. 2 come clausola aperta: è la porta da cui sono entrati diritti che nel 1948 nessuno aveva scritto, come la riservatezza, l'identità personale o l'abitazione. La tesi opposta lo considera invece un semplice riassunto dei diritti elencati negli articoli successivi.
- 4) I doveri di solidarietà non sono il prezzo dei diritti né una condizione per averli: l'articolo li affianca sullo stesso piano. Sono inderogabili, cioè non eliminabili per scelta individuale, e trovano attuazione in norme come il dovere di concorrere alle spese pubbliche (art. 53) o quello di fedeltà alla Repubblica (art. 54).
- Verifica: le quattro risposte devono restare coerenti fra loro. Se i diritti preesistono allo Stato (punto 1) e l'elenco è aperto (punto 3), i doveri non possono essere una contropartita, altrimenti lo Stato tornerebbe a disporre dei diritti.
Risultato: 1) Riconosce perché i diritti inviolabili preesistono allo Stato e non sono una sua concessione. 2) Sono i gruppi in cui si svolge la personalità (famiglia, scuola, partiti, sindacati, associazioni): la persona è tutelata anche nella vita di relazione. 3) Prevale la lettura come clausola aperta, che ha permesso il riconoscimento di nuovi diritti. 4) Diritti e doveri di solidarietà stanno sullo stesso piano: i doveri sono inderogabili e non sono la condizione per godere dei diritti.
5. Un gruppo parlamentare presenta tre proposte di legge costituzionale: a) trasformare l'Italia in una monarchia parlamentare; b) trasferire a un'organizzazione internazionale, in condizioni di parità con gli altri Stati, la competenza su una materia oggi statale; c) abrogare il comma 2 dell'art. 3. Di ciascuna dì se può essere approvata e perché, poi descrivi il procedimento dell'art. 138 indicando quando serve il referendum. avanzato
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- a) Non è ammissibile. L'art. 139 stabilisce che la forma repubblicana non può essere oggetto di revisione costituzionale: è un limite esplicito e assoluto, che protegge la scelta popolare del referendum del 2 giugno 1946.
- b) È ammissibile in linea di principio. L'art. 11 comma 2 consente le limitazioni di sovranità purché avvengano in condizioni di parità con gli altri Stati e servano a un ordinamento che assicuri pace e giustizia fra le Nazioni: è la base costituzionale dell'adesione dell'Italia all'Unione europea, oggi affiancata dall'art. 117 comma 1.
- b) Aggiungo il limite: le limitazioni non possono spingersi fino a violare i principi supremi dell'ordinamento e i diritti inviolabili. È la dottrina dei controlimiti, elaborata dalla Corte costituzionale con le sentenze 183/1973 e 170/1984.
- c) Formalmente l'art. 3 non compare nell'art. 139, quindi rientrerebbe nella revisione ordinaria. Ma con la sentenza 1146/1988 la Corte costituzionale ha affermato che esistono principi supremi dell'ordinamento che nemmeno una legge di revisione costituzionale può sovvertire, e il principio di uguaglianza vi rientra. La proposta va quindi considerata inammissibile nel suo nucleo essenziale.
- Procedimento dell'art. 138: doppia deliberazione di ciascuna Camera, con un intervallo non minore di tre mesi fra la prima e la seconda. Nella seconda votazione serve almeno la maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera.
- Referendum costituzionale: può essere chiesto entro tre mesi dalla pubblicazione da un quinto dei membri di una Camera, da cinquecentomila elettori o da cinque Consigli regionali. Non è ammesso, invece, se nella seconda votazione la legge è stata approvata da ciascuna Camera con la maggioranza dei due terzi dei componenti.
- Nota utile: a differenza del referendum abrogativo dell'art. 75, quello costituzionale non richiede un quorum di partecipazione.
Risultato: a) Inammissibile: l'art. 139 sottrae alla revisione la forma repubblicana. b) Ammissibile in base all'art. 11 comma 2, con il limite dei controlimiti (principi supremi e diritti inviolabili). c) Inammissibile nel suo nucleo essenziale: la sentenza 1146/1988 protegge i principi supremi, fra cui l'uguaglianza. L'art. 138 richiede due deliberazioni per Camera a distanza di almeno tre mesi, con maggioranza assoluta nella seconda; il referendum è richiedibile entro tre mesi da un quinto dei membri di una Camera, 500.000 elettori o cinque Consigli regionali, e non è ammesso se in seconda votazione si è raggiunta la maggioranza dei due terzi.
Domande frequenti
Quali sono i principi fondamentali della Costituzione e perché stanno all'inizio?
Sono gli articoli da 1 a 12: democrazia e sovranità popolare, diritti inviolabili e doveri di solidarietà, uguaglianza, lavoro, autonomie locali, minoranze linguistiche, rapporti con la Chiesa cattolica e con le altre confessioni, cultura e tutela di paesaggio e ambiente, diritto internazionale e condizione dello straniero, ripudio della guerra, bandiera. La Costituente li collocò prima della Parte I per segnalare che non sono uno dei tanti capitoli, ma la premessa di valore su cui poggia tutto il resto del testo: sono i punti su cui cattolici, comunisti, socialisti e liberali riuscirono a convergere.
Che differenza c'è fra una Costituzione rigida e una flessibile?
Una Costituzione flessibile può essere modificata da una qualsiasi legge ordinaria: era il caso dello Statuto albertino del 1848, che restò formalmente in vigore anche mentre il regime fascista lo svuotava. Una Costituzione rigida, come quella italiana del 1948, si modifica solo con il procedimento aggravato dell'art. 138, e una legge ordinaria che la violi può essere dichiarata illegittima dalla Corte costituzionale. La rigidità è una garanzia: impedisce a una maggioranza di governo di cambiare le regole del gioco quando le fa comodo.
L'articolo 11 vieta all'Italia qualsiasi guerra?
No, e il verbo scelto dai costituenti è preciso. L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali: sono vietate la guerra di aggressione e quella usata per far valere le proprie ragioni. Resta legittima la difesa, coerente con l'art. 52 che definisce la difesa della Patria un sacro dovere del cittadino. La partecipazione a missioni internazionali sotto l'egida di organizzazioni come l'ONU viene invece ricondotta alla seconda e alla terza parte dell'articolo, quelle sulle limitazioni di sovranità e sulla promozione delle organizzazioni internazionali per la pace.