Diritto

Forme di Stato e di governo: tabelle e 7 esercizi svolti

La forma di Stato è il rapporto fra il potere e i cittadini, la forma di governo la divisione del potere fra gli organi. Tabelle, esempi e 7 esercizi.

Consigliato per: 3ª superiore · 4ª superiore · 5ª superiore

Forma di Stato e forma di governo sono due domande diverse fatte allo stesso Stato. La prima chiede chi comanda e in che rapporto sta con i cittadini; la seconda chiede come il potere è distribuito fra gli organi costituzionali. Confonderle è l’errore più frequente nelle verifiche: «repubblica» e «monarchia» sono forme di governo, non forme di Stato.

Forma di Stato: chi è titolare della sovranità

La forma di Stato descrive il rapporto fra lo Stato-apparato (l’organizzazione che esercita il potere) e lo Stato-comunità (le persone che vivono sul territorio). Cambiando questo rapporto nel corso della storia sono cambiate anche le forme di Stato.

Forma di StatoSovranitàDiritti riconosciutiEsempio
Stato assolutoNel monarcaNessuno opponibile al sovrano; sudditi, non cittadiniFrancia di Luigi XIV
Stato liberaleNella nazione, con suffragio censitarioLibertà civili ed economiche; Stato non interventistaRegno di Sardegna con lo Statuto albertino (1848)
Stato democraticoNel popolo, con suffragio universaleLibertà civili e politiche; costituzione rigidaItalia dal 1948
Stato socialeNel popoloAnche diritti sociali: istruzione, salute, previdenzaItalia, Germania, Paesi scandinavi
Stato totalitarioNel partito unico e nel capoDiritti soppressi; controllo dell’informazioneItalia fascista, Germania nazista
Stato socialistaNel partito unico, in nome della classe lavoratriceProprietà collettiva dei mezzi di produzioneURSS, Cina

Lo Stato assoluto concentra tutti i poteri in un solo organo. Lo Stato liberale dell’Ottocento introduce la separazione dei poteri e una costituzione, ma riserva il voto a chi ha reddito o istruzione: è una democrazia solo per una minoranza. Il passaggio allo Stato democratico avviene con l’allargamento del suffragio, in Italia maschile nel 1912 e completo, con il voto alle donne, solo nel 1946.

Lo Stato sociale non è un’alternativa a quello democratico ma il suo sviluppo novecentesco: allo Stato si chiede di intervenire per rendere effettivi i diritti, ed è esattamente quello che fa l’art. 3 comma 2 della Costituzione. Se questa parte non ti è chiara conviene rileggere i principi fondamentali della Costituzione italiana, dove l’uguaglianza sostanziale è spiegata articolo per articolo.

La distribuzione territoriale del potere

Il secondo criterio per classificare le forme di Stato riguarda quanto potere resta al centro e quanto va alla periferia.

ModelloAutonomia degli enti territorialiCostituzioneEsempi
Stato unitario accentratoSolo amministrativaUna sola, stataleFrancia dell’Ottocento
Stato unitario decentratoAmministrativa, ampiaUna sola, stataleFrancia, Regno Unito
Stato regionaleAnche legislativa, in materie elencateUna sola, stataleItalia, Spagna
Stato federaleLegislativa, con costituzioni proprieUna federale più quelle degli Stati membriStati Uniti, Germania, Svizzera
ConfederazioneGli Stati restano sovrani e possono recedereUn trattato fra StatiStati Uniti 1781-1789

La differenza fra regionale e federale non sta nella quantità di autonomia ma nella sua origine: nel federalismo l’autonomia nasce da un patto fra enti che erano già Stati, nel regionalismo è la Costituzione statale a riconoscerla e a poterla ridisegnare.

Forma di governo: il rapporto fra gli organi

Qui la domanda cambia: non più chi è titolare della sovranità, ma come il potere circola fra capo dello Stato, Governo e Parlamento. Il criterio decisivo è uno: esiste o no un rapporto di fiducia fra Parlamento e Governo?

Forma di governoCapo dello StatoCapo del GovernoFiducia del ParlamentoEsempio
Monarchia assolutaIl re, che governaIl reNoFrancia prerivoluzionaria
Monarchia costituzionaleIl reMinistri scelti dal reNo, rispondono al reRegno d’Italia dal 1848
Monarchia parlamentareIl re, che non governaPrimo ministroRegno Unito, Spagna
Repubblica parlamentarePresidente eletto dal ParlamentoPresidente del Consiglio o CancelliereItalia, Germania
Repubblica presidenzialePresidente eletto dal popoloLo stesso PresidenteNoStati Uniti
Repubblica semipresidenzialePresidente eletto dal popoloPrimo ministroSì, solo per il Primo ministroFrancia
Repubblica direttorialeCollegio di sette membriLo stesso collegioNo, non è sfiduciabileSvizzera

Nella repubblica parlamentare italiana il Governo nasce solo se ottiene la fiducia di entrambe le Camere entro dieci giorni dalla formazione (art. 94 Cost.), e il Presidente della Repubblica è un organo di garanzia eletto dal Parlamento in seduta comune con 58 delegati regionali.

Nella repubblica presidenziale statunitense il rapporto di fiducia non esiste: il Presidente è eletto per quattro anni tramite i 538 grandi elettori, può restare in carica al massimo due mandati (XXII emendamento, 1951) e i suoi segretari rispondono solo a lui. La separazione dei poteri è rigida e compensata da contrappesi: il veto presidenziale sulle leggi, il superamento del veto con i due terzi delle Camere, l’impeachment.

La repubblica semipresidenziale francese mette insieme i due schemi: Presidente eletto direttamente (dal referendum del 1962) e Primo ministro responsabile davanti all’Assemblea nazionale. Quando le due maggioranze non coincidono si ha la coabitazione, accaduta tre volte fra il 1986 e il 2002.

La repubblica direttoriale svizzera è il caso limite: il Consiglio federale è composto da sette membri eletti dall’Assemblea federale per quattro anni, non può essere sfiduciato e la presidenza ruota ogni anno fra i suoi componenti.

Gli errori più comuni

  • Dire che l’Italia è una repubblica «democratica» come forma di governo. Democratica è la forma di Stato; la forma di governo è parlamentare.
  • Trattare monarchia e repubblica come forme di Stato. Riguardano il modo di designare il capo dello Stato, quindi la forma di governo. Una monarchia parlamentare come la Spagna è uno Stato democratico a tutti gli effetti.
  • Confondere presidenziale e semipresidenziale. Se esiste un Primo ministro che risponde al Parlamento è semipresidenziale (Francia); se il Presidente è anche capo del Governo è presidenziale (Stati Uniti).
  • Confondere Stato federale e confederazione. Nella confederazione gli Stati restano sovrani e possono recedere; nello Stato federale la sovranità è una sola. La Svizzera si chiama Confederazione per ragioni storiche, ma è uno Stato federale.
  • Credere che il Presidente della Repubblica italiano sia eletto dal popolo. Lo eleggono le Camere in seduta comune con i delegati regionali.
  • Applicare la coabitazione agli Stati Uniti. Là il fenomeno analogo è il divided government, e il Presidente resta comunque capo dell’esecutivo.

Per collocare storicamente questi modelli aiuta un ripasso di come funzionava la democrazia ateniese, primo esperimento di sovranità popolare, e del potere del faraone nell’Antico Egitto, esempio manualistico di monarchia assoluta di tipo teocratico.

Negli esercizi qui sotto si parte dal riconoscere la forma di Stato da una descrizione, si passa alla classificazione di sei Paesi e alla distinzione fra i due concetti, e si arriva ad analizzare la sfiducia costruttiva tedesca e la coerenza interna di una proposta di riforma.

Esercizi svolti

1. Per ciascuna descrizione indica la forma di Stato corrispondente. a) La sovranità appartiene al monarca, che concentra su di sé la funzione legislativa, esecutiva e giudiziaria; chi vive nel territorio è suddito, non cittadino. b) Esiste una costituzione, i poteri sono separati e le libertà sono garantite, ma vota solo chi possiede un certo reddito o un titolo di studio. c) Il suffragio è universale, la costituzione è rigida e la Repubblica si impegna a rimuovere gli ostacoli economici e sociali che limitano di fatto l'uguaglianza. d) I mezzi di produzione sono di proprietà collettiva e un unico partito guida lo Stato e l'economia. base

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  1. a) Concentrazione di tutti i poteri in un solo organo e assenza di diritti opponibili al sovrano: è lo Stato assoluto, tipico dell'Europa fra Cinquecento e Settecento.
  2. b) Separazione dei poteri e libertà garantite ci sono, ma la partecipazione politica è riservata ai proprietari: è lo Stato liberale dell'Ottocento, con suffragio censitario.
  3. c) Suffragio universale più uguaglianza sostanziale: è lo Stato democratico-sociale del Novecento, quello disegnato dalla Costituzione italiana del 1948.
  4. d) Proprietà collettiva e partito unico che assorbe lo Stato: è lo Stato socialista.

Risultato: a) Stato assoluto; b) Stato liberale; c) Stato democratico-sociale; d) Stato socialista

2. Completa la scheda di ciascun Paese indicando la forma di Stato in senso territoriale (unitario, regionale o federale) e la forma di governo: a) Italia; b) Stati Uniti; c) Francia; d) Germania; e) Regno Unito; f) Svizzera. base

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  1. a) Italia: lo Stato è unico ma le Regioni hanno potestà legislativa propria (artt. 114 e 117 Cost.) senza essere Stati: Stato regionale. Il Governo deve avere la fiducia delle due Camere e il Presidente della Repubblica è eletto dal Parlamento: repubblica parlamentare.
  2. b) Stati Uniti: i cinquanta Stati hanno costituzione, parlamento e giudici propri e concorrono alla revisione costituzionale federale: Stato federale. Il Presidente è capo dello Stato e del Governo, non chiede la fiducia al Congresso: repubblica presidenziale.
  3. c) Francia: le Regioni sono enti amministrativi senza potere legislativo: Stato unitario decentrato. Il Presidente è eletto a suffragio universale diretto ma il Primo ministro risponde all'Assemblea nazionale: repubblica semipresidenziale.
  4. d) Germania: i Länder hanno costituzione e parlamento propri e sono rappresentati nel Bundesrat: Stato federale. Il Cancelliere è eletto dal Bundestag e ne dipende: repubblica parlamentare.
  5. e) Regno Unito: il potere legislativo resta a Westminster, la devolution è concessa per legge e revocabile: Stato unitario decentrato. Il Sovrano è capo dello Stato ereditario, il Governo risponde ai Comuni: monarchia parlamentare.
  6. f) Svizzera: i Cantoni hanno costituzioni proprie ed è previsto il referendum obbligatorio per le revisioni: Stato federale. L'esecutivo è un collegio di sette membri eletto dall'Assemblea federale e non sfiduciabile: repubblica direttoriale.

Risultato: a) regionale, repubblica parlamentare; b) federale, repubblica presidenziale; c) unitario decentrato, repubblica semipresidenziale; d) federale, repubblica parlamentare; e) unitario decentrato, monarchia parlamentare; f) federale, repubblica direttoriale

3. Ognuna di queste affermazioni riguarda la forma di Stato oppure la forma di governo. Assegna la categoria giusta e spiega in una riga. a) Il diritto di voto viene esteso a tutti i cittadini maggiorenni. b) Il capo dello Stato è eletto direttamente dal popolo. c) La Costituzione riconosce il diritto all'istruzione e alla salute. d) Il Governo deve dimettersi se il Parlamento approva una mozione di sfiducia. e) Le Regioni ottengono la potestà legislativa in alcune materie. f) Il Presidente può porre il veto sulle leggi approvate dal Parlamento. intermedio

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  1. Fisso il criterio: la forma di Stato descrive il rapporto fra chi comanda e la comunità (chi è titolare della sovranità, quali diritti sono riconosciuti, come il potere è distribuito sul territorio); la forma di governo descrive il rapporto fra gli organi costituzionali dello stesso Stato.
  2. a) Estendere il suffragio cambia chi è titolare della sovranità: forma di Stato.
  3. b) È una regola sul modo di designare un organo costituzionale: forma di governo.
  4. c) Diritti sociali riconosciuti ai cittadini: forma di Stato (in particolare Stato sociale).
  5. d) È il rapporto di fiducia fra Parlamento e Governo: forma di governo.
  6. e) Riguarda la distribuzione territoriale del potere: forma di Stato.
  7. f) Regola i rapporti fra esecutivo e legislativo: forma di governo.
  8. Verifica: i casi a, c ed e parlano di cittadini e territorio, i casi b, d ed f parlano solo di organi. Il criterio regge.

Risultato: Forma di Stato: a, c, e. Forma di governo: b, d, f.

4. Un Governo italiano appena nominato dal Presidente della Repubblica si presenta alle Camere. Rispondi: 1) entro quanto tempo deve chiedere la fiducia e a chi; 2) come si vota la fiducia; 3) che cosa serve per presentare una mozione di sfiducia; 4) se il Governo è obbligato a dimettersi quando una Camera respinge un suo disegno di legge. intermedio

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  1. 1) L'art. 94 comma 3 Cost. impone al Governo di presentarsi alle Camere entro dieci giorni dalla formazione per ottenerne la fiducia. Serve la fiducia di entrambe le Camere, perché il bicameralismo italiano è paritario.
  2. 2) La fiducia si accorda o si revoca mediante mozione motivata e votata per appello nominale (art. 94 comma 2). L'appello nominale rende palese il voto di ciascun parlamentare e quindi politicamente responsabile chi lo esprime.
  3. 3) La mozione di sfiducia deve essere firmata da almeno un decimo dei componenti della Camera e non può essere messa in discussione prima di tre giorni dalla sua presentazione (art. 94 comma 5): il termine serve a evitare agguati d'aula e a dare tempo per una trattativa politica.
  4. 4) No. L'art. 94 comma 4 stabilisce che il voto contrario di una o di entrambe le Camere su una proposta del Governo non comporta obbligo di dimissioni. Le dimissioni per voto sono dovute solo dopo una mozione di sfiducia approvata; nella prassi, però, un Governo battuto su un provvedimento qualificante spesso si dimette per scelta politica.

Risultato: 1) Entro dieci giorni dalla formazione, davanti a entrambe le Camere. 2) Con mozione motivata votata per appello nominale. 3) La firma di almeno un decimo dei componenti della Camera e l'attesa di tre giorni prima della discussione. 4) No: il voto contrario su una proposta del Governo non obbliga alle dimissioni (art. 94 comma 4).

5. In un Paese il Presidente è eletto dal popolo per cinque anni e nomina il Primo ministro; alle elezioni parlamentari successive vince però lo schieramento opposto al suo, e il Presidente deve nominare un Primo ministro avversario. Di che forma di governo si tratta, come si chiama la situazione descritta e perché non potrebbe verificarsi negli Stati Uniti? intermedio

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  1. Individuo gli elementi: elezione diretta del capo dello Stato più un Primo ministro distinto che dipende dalla maggioranza parlamentare. Due teste nell'esecutivo e doppia legittimazione popolare: è la repubblica semipresidenziale, il modello della Quinta Repubblica francese (1958, con elezione diretta del Presidente introdotta dal referendum del 1962).
  2. La situazione in cui Presidente e Primo ministro appartengono a schieramenti opposti si chiama coabitazione. In Francia si è verificata tre volte: Mitterrand con Chirac (1986-1988), Mitterrand con Balladur (1993-1995), Chirac con Jospin (1997-2002).
  3. Perché non è possibile negli Stati Uniti: là non esiste un Primo ministro. Il Presidente è al tempo stesso capo dello Stato e capo dell'esecutivo, nomina i segretari di dipartimento che rispondono solo a lui e il Congresso non può sfiduciarlo.
  4. Attenzione a non confondere: negli Stati Uniti può accadere che il Congresso sia controllato dal partito avversario, ma quello è il divided government, non la coabitazione. Il Presidente resta capo dell'esecutivo; cambia solo la difficoltà di far approvare le leggi.
  5. Il quinquennato, introdotto in Francia con il referendum del 2000, ha reso la coabitazione meno probabile: allineando la durata del mandato presidenziale a quella dell'Assemblea nazionale, le due elezioni cadono ormai a poche settimane di distanza.

Risultato: È una repubblica semipresidenziale (modello francese); la situazione si chiama coabitazione. Negli Stati Uniti non può accadere perché non esiste un Primo ministro: il Presidente è anche capo del Governo e non dipende dalla fiducia del Congresso.

6. L'art. 67 della Legge fondamentale tedesca del 1949 prevede che il Bundestag possa sfiduciare il Cancelliere solo eleggendo contestualmente il suo successore a maggioranza assoluta. Spiega: 1) come si chiama questo istituto; 2) quale problema storico intendeva risolvere; 3) perché rende il Governo più stabile senza toccare la forma di governo parlamentare; 4) quante volte ha funzionato in Germania. avanzato

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  1. 1) Si chiama sfiducia costruttiva: costruttiva perché il voto che abbatte un Governo deve nello stesso momento costruirne un altro.
  2. 2) Il precedente è la Repubblica di Weimar, dove maggioranze soltanto negative (estrema destra ed estrema sinistra unite nel dire no) potevano far cadere i governi senza essere capaci di formarne uno, alimentando l'instabilità che precedette il 1933.
  3. 3) La forma di governo resta parlamentare, perché il Cancelliere continua a dipendere dalla fiducia del Bundestag: cambia solo la regola procedurale. Il potere di rovesciare il Governo resta in Parlamento, ma può essere esercitato solo da chi ha i numeri per governare, non da chi ha i numeri solo per dire no.
  4. 4) Il meccanismo è stato attivato due volte e ha avuto successo una sola: nel 1972 il tentativo di Rainer Barzel contro Willy Brandt fallì per due voti; nel 1982 Helmut Kohl sostituì Helmut Schmidt con una sfiducia costruttiva riuscita.
  5. Nota comparativa: in Italia l'art. 94 non prevede nulla del genere. Una mozione di sfiducia approvata fa cadere il Governo senza indicare chi lo sostituisce, e la ricerca del successore si sposta sulle consultazioni del Presidente della Repubblica.

Risultato: 1) Sfiducia costruttiva. 2) Doveva evitare le maggioranze solo negative che avevano destabilizzato la Repubblica di Weimar. 3) Perché il Cancelliere resta legato alla fiducia del Bundestag: cambia la procedura, non il rapporto fiduciario. 4) Tentata due volte, riuscita una: fallita nel 1972 contro Brandt, riuscita nel 1982 con Kohl al posto di Schmidt.

7. Una proposta di riforma prevede: elezione diretta del Presidente della Repubblica italiana; potere del Presidente di nominare e revocare liberamente i ministri; mantenimento del rapporto di fiducia fra Parlamento e Governo; potere del Presidente di sciogliere le Camere. Analizza la proposta rispondendo: 1) verso quale forma di governo sposta l'Italia; 2) quale punto è in contraddizione con gli altri; 3) se una riforma del genere cambierebbe anche la forma di Stato. avanzato

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  1. 1) Elezione diretta del capo dello Stato più potere di scioglimento più fiducia parlamentare sono gli ingredienti del semipresidenzialismo alla francese: la proposta sposta l'Italia da repubblica parlamentare a repubblica semipresidenziale.
  2. 2) La contraddizione sta nella revoca libera dei ministri da parte del Presidente unita al mantenimento della fiducia parlamentare. Se i ministri rispondono solo al Presidente, il Parlamento non ha più uno strumento reale per far valere la sfiducia; se rispondono al Parlamento, il Presidente non può revocarli liberamente. Nella Quinta Repubblica francese, infatti, il Presidente nomina il Primo ministro ma non lo revoca formalmente, e i ministri sono nominati su proposta del Primo ministro.
  3. 3) Da sola, no. Tutti i punti riguardano i rapporti fra organi costituzionali, cioè la forma di governo. La forma di Stato cambierebbe solo se la riforma toccasse la titolarità della sovranità, il catalogo dei diritti o la distribuzione territoriale del potere fra Stato e Regioni.
  4. Aggiungo il limite giuridico: una riforma simile andrebbe approvata con il procedimento aggravato dell'art. 138, e non potrebbe spingersi fino a intaccare la forma repubblicana, sottratta alla revisione dall'art. 139.

Risultato: 1) Verso la repubblica semipresidenziale. 2) La revoca libera dei ministri da parte del Presidente è incompatibile con il mantenimento della fiducia parlamentare: i ministri non possono rispondere contemporaneamente a due soggetti diversi. 3) No: si tratterebbe solo di forma di governo, salvo che la riforma incidesse su sovranità, diritti o autonomie territoriali.

Domande frequenti

Che differenza c'è tra forma di Stato e forma di governo?

La forma di Stato riguarda il rapporto fra chi detiene il potere e la comunità: chi è titolare della sovranità, quali diritti sono riconosciuti ai cittadini e come il potere è distribuito sul territorio (Stato unitario, regionale, federale). La forma di governo riguarda invece i rapporti fra gli organi costituzionali all'interno dello stesso Stato: chi è il capo dello Stato, come si forma il Governo e se esiste un rapporto di fiducia con il Parlamento. Un modo rapido per non sbagliare: se la domanda parla di cittadini, diritti o Regioni è forma di Stato; se parla solo di Presidente, Governo e Parlamento è forma di governo.

L'Italia è una repubblica parlamentare o presidenziale?

Parlamentare. Il Presidente della Repubblica non è eletto dal popolo ma dal Parlamento in seduta comune integrato da 58 delegati regionali (tre per Regione, uno solo per la Valle d'Aosta), resta in carica sette anni e ha funzioni di garanzia, non di governo. Il potere esecutivo è del Governo, che deve ottenere e mantenere la fiducia di entrambe le Camere secondo l'art. 94 della Costituzione. Se il Presidente fosse eletto dal popolo e guidasse l'esecutivo saremmo in una repubblica presidenziale, come gli Stati Uniti.

Una monarchia può essere democratica?

Sì, se è una monarchia parlamentare. In Regno Unito, Spagna, Belgio, Paesi Bassi e nei Paesi scandinavi il Sovrano è capo dello Stato per successione ereditaria ma non governa: il Governo nasce dal Parlamento eletto e ne dipende, e gli atti del Sovrano sono controfirmati dai ministri, che se ne assumono la responsabilità. La monarchia è quindi una questione di forma di governo, non di democrazia. Non è democratica invece la monarchia assoluta, dove il sovrano conserva un potere effettivo e non limitato.

Qual è la differenza tra Stato federale e Stato regionale?

In uno Stato federale gli enti territoriali (Stati, Länder, Cantoni) hanno una costituzione propria, partecipano alla revisione della costituzione federale e sono rappresentati in una camera apposita, come il Senato statunitense o il Bundesrat tedesco: la loro autonomia nasce dal patto federale. In uno Stato regionale, come l'Italia o la Spagna, la Costituzione è una sola e statale: le Regioni hanno potestà legislativa in materie elencate dalla Costituzione stessa, ma non una costituzione propria né un potere di veto sulla revisione costituzionale. La differenza, in sostanza, è l'origine dell'autonomia: pattizia nel federalismo, concessa dalla Costituzione nel regionalismo.

Che cos'è la coabitazione nel semipresidenzialismo francese?

È la situazione in cui il Presidente della Repubblica e il Primo ministro appartengono a schieramenti politici opposti, perché le elezioni parlamentari hanno dato la maggioranza agli avversari del Presidente. Il Presidente conserva le prerogative su difesa e politica estera, mentre la politica interna passa di fatto al Primo ministro sostenuto dall'Assemblea nazionale. In Francia è accaduto tre volte: 1986-1988, 1993-1995 e 1997-2002. Dal 2000 il mandato presidenziale dura cinque anni come la legislatura, e le due elezioni ravvicinate rendono la coabitazione molto meno probabile.