Diritto

Fonti del diritto: gerarchia, schema e 8 esercizi svolti

Le fonti del diritto si ordinano per gerarchia: Costituzione, leggi e atti con forza di legge, regolamenti, usi. Ottieni schema, criteri e 8 esercizi svolti.

Consigliato per: 3ª superiore · 4ª superiore · 5ª superiore

Le fonti del diritto sono gli atti e i fatti da cui nascono le norme giuridiche. In Italia sono ordinate in una gerarchia: la Costituzione sta in cima, seguono le leggi e gli atti con forza di legge, poi i regolamenti, infine le consuetudini. Una fonte di grado inferiore non può contraddire una di grado superiore.

Che cosa sono le fonti del diritto

Una fonte del diritto è il modo in cui le regole diventano obbligatorie. Si distinguono due tipi:

  • fonti-atto: sono volute da un organo preciso, come una legge approvata dal Parlamento o un regolamento emanato dal Governo;
  • fonti-fatto: nascono dal comportamento ripetuto nel tempo e non hanno un autore, come la consuetudine.

Le Preleggi, cioè le disposizioni preliminari al Codice civile, all’art. 1 elencano come fonti le leggi, i regolamenti e gli usi. Quell’elenco, però, è un punto di partenza: oggi la Costituzione e il diritto dell’Unione europea occupano posti più alti.

La gerarchia delle fonti: lo schema

LivelloFontiChi le produceEsempio
1Costituzione e leggi costituzionaliParlamento, con procedimento aggravato (art. 138)Costituzione del 1948
2Diritto dell’Unione europea e obblighi internazionaliIstituzioni UE, Stati (art. 117, c. 1)Regolamenti e direttive UE
3Leggi ordinarie, decreti-legge, decreti legislativi, referendum abrogativo, leggi regionaliParlamento, Governo, RegioniCodice civile, decreto-legge
4RegolamentiGoverno, ministri, enti localiRegolamento di esecuzione
5Usi e consuetudiniComportamento ripetutoUsi commerciali

Una regola pratica: ogni livello trova il fondamento della propria validità in quello sopra di lui. Il regolamento si regge sulla legge, la legge sulla Costituzione.

La Costituzione e le leggi costituzionali

Le leggi di revisione costituzionale e le altre leggi costituzionali seguono l’art. 138: due deliberazioni successive da ciascuna Camera, a intervallo non minore di tre mesi, con la seconda a maggioranza assoluta dei componenti.

Dopo l’approvazione, per tre mesi può essere chiesto il referendum da un quinto dei membri di una Camera, da 500.000 elettori o da cinque Consigli regionali. Se la legge è stata approvata nella seconda votazione da entrambe le Camere con la maggioranza dei due terzi, il referendum non si può chiedere. Il referendum costituzionale non ha quorum: basta la maggioranza dei voti validi.

C’è un limite assoluto: la forma repubblicana non può essere oggetto di revisione (art. 139). Per i principi della Carta puoi rileggere il riassunto sulla Costituzione italiana e i principi fondamentali.

Le fonti europee e internazionali

Dal 2001 l’art. 117, comma 1, impone al legislatore, statale e regionale, di rispettare la Costituzione e anche i vincoli derivanti dall’ordinamento dell’Unione europea e dagli obblighi internazionali.

Fonte UEEffetto in Italia
RegolamentoObbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile, senza legge di recepimento
DirettivaFissa un risultato: gli Stati lo raggiungono con una norma di recepimento
DecisioneVincola i destinatari che indica

Se una legge nazionale contrasta con un regolamento UE, il giudice la disapplica nel caso concreto: è il primato del diritto europeo.

Le leggi ordinarie e gli atti con forza di legge

Al terzo livello stanno atti diversi che hanno lo stesso valore.

Legge ordinaria. La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere (art. 70). Dopo l’approvazione, il Presidente della Repubblica la promulga entro un mese e la legge viene pubblicata in Gazzetta Ufficiale. Entra in vigore il quindicesimo giorno successivo, se non è previsto altro.

Decreto-legge (art. 77). Il Governo, in casi straordinari di necessità e urgenza, adotta un provvedimento provvisorio con forza di legge. Lo presenta alle Camere il giorno stesso per la conversione, che deve avvenire entro sessanta giorni dalla pubblicazione, altrimenti perde efficacia fin dall’inizio.

Decreto legislativo (art. 76). Il Parlamento delega il Governo con una legge di delegazione: servono principi e criteri direttivi, tempo limitato e oggetti definiti.

Decreto-leggeDecreto legislativo
Articolo7776
Presuppostonecessità e urgenzadelega del Parlamento
Quando arriva il Parlamentodopo, per la conversioneprima, con la legge di delegazione
Entrata in vigoresubito, alla pubblicazionesecondo le regole generali
Se manca il passaggioperde efficacia dall’inizioeccesso di delega, illegittimità

Referendum abrogativo (art. 75). Può cancellare in tutto o in parte una legge, se lo chiedono 500.000 elettori o cinque Consigli regionali. Non è ammesso per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e indulto, e di autorizzazione a ratificare trattati internazionali. È valido se partecipa la maggioranza degli aventi diritto e se prevale la maggioranza dei voti validi.

Leggi regionali. Le Regioni legiferano nei limiti dell’art. 117: Stato e Regioni non stanno uno sopra l’altro, hanno competenze distinte. Per approfondire come lo Stato è organizzato sul territorio, vedi le forme di Stato e di governo.

I regolamenti e le consuetudini

I regolamenti sono emanati dal Governo e da altre autorità amministrative. Sono fonti secondarie: danno attuazione alla legge ma non possono contraddirla né, di regola, regolare materie coperte da riserva di legge.

La consuetudine nasce quando un comportamento si ripete nel tempo (elemento oggettivo, la diuturnitas) con la convinzione che sia giuridicamente obbligatorio (elemento soggettivo, l’opinio iuris). Gli usi hanno efficacia solo se richiamati da leggi e regolamenti (art. 8 Preleggi), e non possono derogare a una norma imperativa.

Come si risolve il contrasto tra due norme

Quando due norme dicono cose diverse sullo stesso caso, si parla di antinomia. Quattro criteri la risolvono:

CriterioQuando si usaRegola
Gerarchicole norme hanno rango diversoprevale la norma superiore
Cronologicostesso rango, norme in successionela legge posteriore abroga l’anteriore
Specialitàstesso rango, una norma regola solo un caso particolarela speciale prevale sulla generale
Competenzale norme appartengono a fonti ugualmente forti, ma di ambiti diversiprevale la fonte competente

L’abrogazione può essere espressa, tacita oppure per nuova disciplina dell’intera materia (art. 15 Preleggi).

Gli errori più comuni

  • Mettere lo Stato sopra le Regioni. Le leggi statali e regionali stanno sullo stesso piano: decide la ripartizione delle competenze (art. 117).
  • Dire che il decreto-legge è una legge. È un atto del Governo con forza di legge, diventa legge solo con la conversione.
  • Confondere i decreti 76 e 77. Il decreto legislativo ha la delega prima, il decreto-legge ha la conversione dopo.
  • Pensare che il giudice disapplichi le leggi incostituzionali. Deve rimettere la questione alla Corte costituzionale, mentre per il diritto UE direttamente applicabile può disapplicare.
  • Credere che il referendum costituzionale abbia il quorum. Non c’è: il quorum riguarda solo il referendum abrogativo.
  • Dimenticare la differenza tra maggioranza assoluta e dei presenti. La prima si calcola sui componenti dell’assemblea.

Riepilogo veloce

  1. Le fonti sono in gerarchia: Costituzione, diritto UE, leggi e atti con forza di legge, regolamenti, consuetudini.
  2. Il decreto-legge si converte in 60 giorni, il decreto legislativo richiede una delega.
  3. Contrasti tra norme: gerarchico, cronologico, specialità, competenza.
  4. Legge incostituzionale: la Corte costituzionale; legge in contrasto con un regolamento UE: disapplicazione del giudice.

Per fissare tutto, svolgi gli esercizi in ordine di difficoltà: dal riconoscimento dei livelli fino a date e quorum.

Esercizi svolti

1. Ordina dalla più forte alla più debole nella gerarchia delle fonti: regolamento del Governo, legge costituzionale, consuetudine, decreto legislativo, legge ordinaria dello Stato. Poi indica quali due stanno sullo stesso gradino. base

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  1. Al vertice sta la legge costituzionale: modifica o integra la Costituzione e può essere cambiata solo con il procedimento aggravato dell'art. 138.
  2. Subito sotto stanno la legge ordinaria e il decreto legislativo. Il decreto legislativo è un atto con forza di legge: il Governo lo adotta su delega del Parlamento (art. 76), e perciò ha lo stesso valore della legge.
  3. Sotto di loro c'è il regolamento del Governo, che è una fonte secondaria: non può contraddire la legge.
  4. In fondo c'è la consuetudine, che nelle Preleggi (art. 1) compare tra le fonti ma resta subordinata a leggi e regolamenti.
  5. Stesso gradino: legge ordinaria e decreto legislativo.

Risultato: Legge costituzionale > legge ordinaria = decreto legislativo > regolamento del Governo > consuetudine.

2. Abbina ogni atto all'articolo della Costituzione che lo disciplina: a) decreto-legge; b) decreto legislativo; c) referendum abrogativo; d) revisione costituzionale. Articoli: 75, 76, 77, 138. base

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  1. a) Il decreto-legge è disciplinato dall'art. 77: il Governo lo adotta in casi straordinari di necessità e urgenza, sotto la propria responsabilità.
  2. b) Il decreto legislativo si fonda sulla delega dell'art. 76, che richiede principi e criteri direttivi, tempo limitato e oggetti definiti.
  3. c) Il referendum abrogativo è dell'art. 75: i cittadini possono abrogare in tutto o in parte una legge o un atto con forza di legge.
  4. d) La revisione costituzionale è dell'art. 138: due deliberazioni per Camera a intervallo non minore di tre mesi.
  5. Attenzione al trucco: 76 e 77 sono vicini, ma il 76 riguarda la delega (decreto legislativo) e il 77 l'urgenza (decreto-legge).

Risultato: a) art. 77; b) art. 76; c) art. 75; d) art. 138.

3. Due norme sono in contrasto. Per ciascun caso indica il criterio che risolve il contrasto: A) una legge del 2012 e una legge del 2022 disciplinano la stessa materia in modo diverso; B) una legge ordinaria contraddice un articolo della Costituzione; C) una legge generale sui contratti e una legge speciale sui contratti di viaggio, dello stesso rango; D) una legge statale invade una materia di competenza esclusiva regionale. intermedio

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  1. A) Le due norme hanno lo stesso rango e regolano lo stesso oggetto: vale il criterio cronologico, la legge posteriore prevale su quella anteriore (art. 15 Preleggi).
  2. B) Le norme hanno rango diverso: vale il criterio gerarchico. La norma inferiore è invalida, ma non la disapplica il giudice comune: spetta alla Corte costituzionale dichiararla illegittima (art. 134).
  3. C) Stesso rango e nessuna successione nel tempo: vale il criterio di specialità, la norma speciale prevale su quella generale per i casi che regola.
  4. D) Qui il rango non c'entra, perché le due leggi stanno sullo stesso gradino: vale il criterio di competenza. Sono le competenze fissate dall'art. 117 a dire quale legge è valida in quella materia.

Risultato: A) cronologico; B) gerarchico (con giudizio della Corte costituzionale); C) specialità; D) competenza.

4. Un decreto-legge è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il 10 novembre 2026. a) Entro quale data deve essere convertito in legge dalle Camere? b) Che cosa accade se la conversione non arriva? c) Il decreto-legge entra in vigore il 10 novembre o dopo? Quando entrerebbe in vigore invece una legge ordinaria pubblicata lo stesso giorno? intermedio

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  1. a) L'art. 77 concede sessanta giorni dalla pubblicazione. Si contano: 20 giorni restanti di novembre (fino al 30), 31 di dicembre (totale 51) e 9 di gennaio. Il termine cade il 9 gennaio 2027.
  2. b) Il decreto perde efficacia sin dall'inizio (ex tunc), come se non fosse mai esistito. Le Camere possono però regolare con legge i rapporti giuridici sorti nel frattempo.
  3. c) Il decreto-legge entra in vigore subito, il giorno stesso della pubblicazione, cioè il 10 novembre, perché è un atto d'urgenza.
  4. Una legge ordinaria rispetta invece la vacatio legis: entra in vigore il quindicesimo giorno dopo la pubblicazione, salvo termini diversi. 10 novembre + 15 giorni = 25 novembre 2026.

Risultato: a) Entro il 9 gennaio 2027; b) perde efficacia fin dall'inizio, salvo legge che regoli i rapporti sorti; c) il decreto-legge è in vigore dal 10 novembre; la legge ordinaria dal 25 novembre 2026.

5. Una legge è pubblicata nella Gazzetta Ufficiale il 20 dicembre 2026 e non indica un termine diverso. a) Quando entra in vigore? b) Una norma penale più severa contenuta nella legge si applica a un fatto commesso il 2 gennaio 2027? Spiega con la regola dell'irretroattività. intermedio

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  1. a) La regola generale è il quindicesimo giorno dopo la pubblicazione. 20 dicembre + 15 giorni = 4 gennaio 2027 (11 giorni restano in dicembre, poi 4 in gennaio).
  2. b) Il fatto è del 2 gennaio, quando la legge non è ancora in vigore. Le leggi non dispongono che per l'avvenire (art. 11 Preleggi), e in materia penale l'art. 25, comma 2, Cost. vieta di punire per un fatto che al momento in cui fu commesso non era punito da una legge in vigore.
  3. Quindi la norma più severa non si applica: nessuna aggravante può colpire un comportamento anteriore alla sua entrata in vigore.

Risultato: a) 4 gennaio 2027; b) no, perché il fatto è precedente all'entrata in vigore e vale l'irretroattività della legge penale (art. 25 Cost.).

6. Una revisione costituzionale è approvata in seconda votazione dalla Camera dei deputati (400 componenti). a) Quanti voti servono per la maggioranza assoluta? b) E per la maggioranza dei due terzi? c) Perché la differenza è importante per il referendum? intermedio

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  1. a) Maggioranza assoluta significa più della metà dei componenti, non dei presenti: 400 : 2 = 200, quindi servono almeno 201 voti.
  2. b) Due terzi: 400 × 2/3 = 266,67. Non esistono frazioni di voto, quindi il minimo è 267 voti.
  3. c) La seconda deliberazione richiede almeno la maggioranza assoluta, ma se in entrambe le Camere si raggiunge la soglia dei due terzi la legge non può essere sottoposta a referendum (art. 138).
  4. Con meno di due terzi, invece, entro tre mesi dalla pubblicazione un quinto dei membri di una Camera, 500.000 elettori o cinque Consigli regionali possono chiedere il referendum. Non esiste quorum di partecipazione.

Risultato: a) 201 voti; b) 267 voti; c) i due terzi in entrambe le Camere escludono la richiesta di referendum, la maggioranza assoluta no.

7. Referendum abrogativo (ipotesi): gli aventi diritto sono 50.000.000, i votanti 26.000.000, i voti validi 25.500.000 (14.000.000 sì e 11.500.000 no). a) Il quorum di partecipazione è raggiunto? b) La proposta è approvata? c) Cosa cambierebbe con 24.900.000 votanti? avanzato

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  1. a) Il quorum richiede che partecipi la maggioranza degli aventi diritto (art. 75): più di 50.000.000 : 2 = 25.000.000. I votanti sono 26.000.000 > 25.000.000: raggiunto. Si contano tutti i votanti, anche schede bianche e nulle.
  2. b) Va poi raggiunta la maggioranza dei voti validi: 25.500.000 : 2 = 12.750.000, quindi servono più di 12.750.000 sì. I sì sono 14.000.000: la proposta è approvata.
  3. Verifica: 26.000.000 − 25.500.000 = 500.000 schede bianche o nulle, che contano per il quorum ma non per la maggioranza.
  4. c) Con 24.900.000 votanti il quorum non è raggiunto: il referendum è invalido anche se i sì fossero la totalità dei voti validi. È la strategia dell'astensione.

Risultato: a) Sì, 26 milioni > 25 milioni; b) Sì, 14 milioni > 12,75 milioni; c) il referendum sarebbe invalido per mancato quorum.

8. Spiega che cosa fa un giudice quando, in una causa, la norma da applicare è: 1) una legge ordinaria che sospetta contraria alla Costituzione; 2) una legge nazionale in contrasto con un regolamento dell'Unione europea direttamente applicabile. Perché i due casi hanno esiti diversi? avanzato

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  1. 1) Il giudice comune non può disapplicare una legge: ha il compito di verificare che il dubbio sia rilevante per decidere la causa e non manifestamente infondato. Poi sospende il giudizio e solleva la questione davanti alla Corte costituzionale (art. 134 Cost.).
  2. Se la Corte accoglie, la norma dichiarata illegittima cessa di avere efficacia dal giorno successivo alla pubblicazione della sentenza (art. 136 Cost.).
  3. 2) Un regolamento UE è direttamente applicabile e prevale sul diritto interno (art. 117, comma 1, e art. 11 Cost.). Il giudice comune disapplica la norma nazionale nel caso concreto, senza rivolgersi alla Corte costituzionale.
  4. La differenza nasce dal tipo di vizio: nel primo caso la legge viola una norma di rango superiore del medesimo ordinamento e la sua caducazione è riservata alla Corte. Nel secondo concorrono due ordinamenti, e prevale quello europeo nell'ambito delle sue competenze.

Risultato: 1) Solleva questione di legittimità costituzionale e sospende il giudizio; 2) disapplica direttamente la norma nazionale. Nel primo caso la sola Corte costituzionale può eliminare la legge, nel secondo il primato del diritto UE consente al giudice di non applicarla.

Domande frequenti

Qual è la gerarchia delle fonti del diritto in Italia?

Dall'alto in basso: Costituzione e leggi costituzionali; fonti dell'Unione europea e obblighi internazionali (art. 117, comma 1); leggi ordinarie, decreti-legge, decreti legislativi e leggi regionali; regolamenti; consuetudini. Leggi statali e regionali non sono una sopra all'altra, ma si distinguono per competenza.

Che differenza c'è tra decreto-legge e decreto legislativo?

Sono entrambi atti del Governo con forza di legge, ma nascono in modo opposto. Il decreto-legge (art. 77) lo adotta il Governo di sua iniziativa nei casi di necessità e urgenza, ed entra in vigore subito, ma va convertito dalle Camere entro 60 giorni. Il decreto legislativo (art. 76) lo adotta su delega preventiva del Parlamento, con principi, tempi e oggetti definiti.

Il decreto-legge è una legge?

Formalmente no. Il decreto-legge è un atto del Governo, non del Parlamento, ma ha forza di legge e produce effetti immediati. Diventa legge solo quando le Camere approvano la legge di conversione. Se non viene convertito entro 60 giorni perde efficacia fin dall'inizio.

Quando entra in vigore una legge?

Di regola il quindicesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, salvo che la legge stabilisca un termine diverso. Questo intervallo si chiama vacatio legis. La legge deve prima essere approvata dalle due Camere e promulgata dal Presidente della Repubblica entro un mese.

Cosa succede se una legge è incostituzionale?

Non può essere disapplicata dal giudice, ma va portata davanti alla Corte costituzionale con una questione incidentale. Se la Corte accoglie la questione, la legge cessa di avere efficacia dal giorno dopo la pubblicazione della sentenza. Gli effetti si estendono ai rapporti non ancora esauriti.