Economia

Inflazione: formula, cause ed effetti con 7 esercizi

Inflazione = (indice finale − indice iniziale) / indice iniziale × 100. Scopri cause, tipi, effetti su salari e risparmi, con tabelle e 7 esercizi svolti.

Consigliato per: 3ª superiore · 4ª superiore · 5ª superiore

L’inflazione è l’aumento generale e continuo del livello dei prezzi, che fa diminuire il potere d’acquisto della moneta. Si misura con la variazione percentuale di un indice dei prezzi: inflazione = (indice finale − indice iniziale) / indice iniziale × 100. Se l’indice dei prezzi passa da 200 a 210, l’inflazione è del 5%. In questa guida trovi formula, cause, tipi, effetti e gli errori in cui cadono più spesso le interrogazioni di economia.

Che cos’è l’inflazione (e che cosa non è)

L’inflazione non è l’aumento del prezzo di un singolo bene: se il petrolio rincara ma tutto il resto resta uguale, cambia un prezzo relativo. Si parla di inflazione quando a salire è il livello generale dei prezzi e quando l’aumento si protrae nel tempo. Un solo rincaro stagionale, come i pomodori in inverno, non fa inflazione.

La conseguenza centrale è questa: con la stessa quantità di moneta si comprano meno beni. Per questo si distingue sempre tra valori nominali (espressi in euro correnti) e valori reali (corretti per l’inflazione, cioè espressi in potere d’acquisto).

Come si misura: indici dei prezzi

In Italia l’ISTAT calcola ogni mese gli indici dei prezzi al consumo su un paniere di beni e servizi acquistati dalle famiglie, ciascuno con un peso proporzionale alla spesa. L’indice di riferimento per l’intera collettività è il NIC; esiste anche l’indice armonizzato europeo (IPCA), usato per confrontare i paesi dell’area euro.

StrumentoChe cosa misuraA che cosa serve
Indice dei prezzi al consumocosto di un paniere medio di beni e servizicalcolare il tasso di inflazione
Panierebeni e servizi con relativi pesi di spesarappresentare i consumi tipici delle famiglie
Tasso di inflazione tendenzialevariazione rispetto allo stesso mese dell’anno precedenteconfronto annuo, senza effetti stagionali
Tasso di inflazione congiunturalevariazione rispetto al mese precedentecogliere la tendenza di breve periodo
Deflatore del PILprezzi di tutti i beni prodotti nel paeseconfrontare il PIL reale e nominale

Le formule da sapere

Che cosa vuoi trovareFormulaEsempio
Tasso di inflazione(indice finale − indice iniziale) / indice iniziale × 100(210 − 200) / 200 × 100 = 5%
Prezzo dopo l’inflazioneprezzo iniziale × (1 + π)100 × 1,05 = 105
Prezzo prima dell’inflazioneprezzo finale / (1 + π)105 / 1,05 = 100
Valore realevalore nominale / (1 + π)1.050 / 1,05 = 1.000
Inflazione su più anni(1 + π)^n − 11,03^5 − 1 ≈ 15,93%
Tasso di interesse reale (approssimato)tasso nominale − inflazione5% − 3,2% = 1,8%
Tasso di interesse reale (esatto)(1 + i) / (1 + π) − 11,05 / 1,032 − 1 ≈ 1,74%

Per stimare in quanto tempo i prezzi raddoppiano esiste la regola del 70: anni ≈ 70 / tasso percentuale. Con un’inflazione del 2% i prezzi raddoppiano in circa 35 anni, con il 7% in circa 10.

Le cause: da domanda, da costi, da aspettative

TipoMeccanismoEsempio
Inflazione da domandala domanda aggregata supera ciò che il sistema riesce a produrre, e i prezzi salgonoforte ripresa dei consumi dopo una crisi, con le imprese che non riescono a produrre abbastanza
Inflazione da costiaumenta il costo di energia, materie prime o lavoro, e le imprese lo scaricano sui prezzirincaro del gas che fa salire le bollette e i listini dell’industria
Inflazione da aspettativese tutti si aspettano prezzi più alti, richiedono salari più alti e le imprese alzano i listini, e l’aumento si autoavveracontrattazioni salariali indicizzate all’inflazione prevista
Inflazione monetariala quantità di moneta cresce molto più dei beni disponibilistampa di moneta per finanziare la spesa pubblica

Il modello di domanda e offerta aiuta a visualizzare i primi due casi: nell’inflazione da domanda si sposta la curva della domanda verso destra, in quella da costi si sposta la curva dell’offerta verso sinistra.

Gli effetti dell’inflazione

SoggettoEffettoPerché
Lavoratori a stipendio fissoperdono potere d’acquistoil salario nominale non si adegua subito ai prezzi
Chi tiene liquidità fermaperde valoreil denaro non rende, mentre i prezzi salgono
Debitori a tasso fissoguadagnanorestituiscono denaro che vale meno di quando l’hanno ricevuto
Creditoriperdono, se il tasso non copre l’inflazioneincassano interessi reali bassi o negativi
Impreseincertezzaè più difficile pianificare investimenti e prezzi
Esportazionipossono peggiorarese i prezzi interni salgono più di quelli esteri, i prodotti diventano meno competitivi

Esistono anche i costi di adeguamento dei listini (i cosiddetti costi di menu) e il rischio che l’inflazione elevata renda instabile la moneta come unità di conto.

Inflazione, deflazione, disinflazione e altri termini

TermineSignificatoChe cosa succede ai prezzi
Inflazioneaumento generale dei prezzisalgono
Disinflazionel’inflazione rallenta (per esempio dall’8% al 5%)salgono, ma più lentamente
Deflazionecalo generale dei prezzi, tasso negativoscendono
Stagflazioneinflazione alta insieme a crescita debole e disoccupazione elevatasalgono mentre l’economia ristagna
Iperinflazioneinflazione fuori controllo, di solito oltre il 50% al mesesalgono vertiginosamente

L’iperinflazione distrugge la fiducia nella moneta: l’esempio classico è la Germania del 1923, dove i prezzi si moltiplicavano nel giro di giorni.

Chi tiene sotto controllo l’inflazione

Nell’area euro il compito spetta alla Banca centrale europea (BCE), che persegue la stabilità dei prezzi con un obiettivo di inflazione del 2% nel medio termine. Lo strumento principale è il tasso di interesse: se l’inflazione è troppo alta, la banca centrale lo alza, il credito costa di più, consumi e investimenti rallentano e i prezzi crescono meno; se è troppo bassa, lo abbassa. Una moderata inflazione è considerata normale, perché lascia margine alla politica monetaria ed evita il rischio di deflazione.

Errori più comuni

  • Sommare i tassi di anni diversi. Il 3% per 5 anni non fa 15%, ma circa 15,93%, perché gli aumenti si compongono.
  • Sottrarre invece di dividere. Per risalire al prezzo di un anno fa non si toglie il 4% dal prezzo attuale: si divide per 1,04.
  • Confondere perdita di potere d’acquisto e inflazione. Con inflazione del 4% il potere d’acquisto cala del 3,85%, non del 4%.
  • Scambiare disinflazione e deflazione. Se l’inflazione scende dall’8% al 5% i prezzi salgono ancora.
  • Dimenticare di passare dal nominale al reale. Un interesse del 5% con inflazione del 5% lascia il potere d’acquisto invariato.
  • Credere che +10% e −10% si annullino. Partendo da 100 si arriva a 99.
  • Usare la media semplice dei prezzi. L’indice usa pesi di spesa: un rincaro del pane pesa più di quello dei gioielli.

Schema riassuntivo

ConcettoIdea chiave
Inflazioneaumento generale e continuo dei prezzi
Formula(indice finale − indice iniziale) / indice iniziale × 100
Valore realevalore nominale / (1 + inflazione)
Tasso realecirca tasso nominale − inflazione; esatto con Fisher
Causedomanda, costi, aspettative, moneta
Disinflazioneprezzi che salgono più lentamente
Deflazioneprezzi che scendono
Rimedio tipicola banca centrale alza i tassi di interesse

Se vuoi allenare i calcoli con le variazioni percentuali, ripassa gli esercizi svolti sulle percentuali: quasi tutto ciò che serve per l’inflazione è lì.

Esercizi svolti

1. L'indice dei prezzi al consumo passa da 200 (anno scorso) a 210 (quest'anno). Calcola il tasso di inflazione. base

Mostra soluzione
  1. Applico la formula: inflazione = (indice finale − indice iniziale) / indice iniziale × 100.
  2. Variazione dell'indice: 210 − 200 = 10.
  3. Rapporto con il valore iniziale: 10 / 200 = 0,05.
  4. Moltiplico per 100 per ottenere la percentuale: 0,05 × 100 = 5%.

Risultato: Il tasso di inflazione è del 5%.

2. Uno stipendio netto di 1.500 euro resta uguale mentre l'inflazione annua è del 4%. Quanto vale oggi lo stipendio in euro di un anno fa e di quanto è calato il potere d'acquisto? base

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  1. I prezzi sono saliti del 4%, quindi il fattore di crescita è 1,04.
  2. Valore reale = valore nominale / fattore di crescita = 1.500 / 1,04 = 1.442,31 euro.
  3. Perdita in euro di un anno fa: 1.500 − 1.442,31 = 57,69 euro.
  4. Perdita percentuale: 57,69 / 1.500 = 0,0385, cioè 3,85%. Non è il 4%: il potere d'acquisto cala sempre di meno del tasso di inflazione, perché il valore reale si ottiene dividendo per 1,04, non sottraendo il 4%.

Risultato: Vale circa 1.442,31 euro di un anno fa; il potere d'acquisto cala del 3,85%, non del 4%.

3. Un caffè al bar costa oggi 1,30 euro. Nell'ultimo anno i prezzi del settore sono saliti del 4%. Quanto costava un anno fa? base

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  1. Il prezzo attuale è il prezzo precedente moltiplicato per 1,04: prezzo precedente × 1,04 = 1,30.
  2. Per tornare indietro si divide, non si sottrae il 4%: prezzo precedente = 1,30 / 1,04 = 1,25 euro.
  3. Verifica: 1,25 × 1,04 = 1,30. Se avessi sottratto il 4% di 1,30 (0,052) avrei ottenuto 1,248, un valore sbagliato.

Risultato: Un anno fa il caffè costava 1,25 euro.

4. L'inflazione è costante al 3% annuo per 5 anni. Di quanto aumentano i prezzi in totale? Quanto costerebbe fra 5 anni un affitto che oggi è 800 euro al mese? intermedio

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  1. Gli aumenti si compongono: ogni anno si applica il 3% al prezzo già aumentato. Fattore complessivo = 1,03^5.
  2. Calcolo: 1,03^5 = 1,159274 (circa).
  3. Aumento totale: 1,159274 − 1 = 0,159274, cioè circa 15,93%. L'errore tipico è 3% × 5 = 15%.
  4. Affitto fra 5 anni, a parità di condizioni: 800 × 1,159274 = 927,42 euro.

Risultato: I prezzi crescono di circa il 15,93%; l'affitto passerebbe da 800 a circa 927,42 euro al mese.

5. Depositi 10.000 euro in un conto che rende il 5% nominale annuo, mentre l'inflazione è del 3,2%. Calcola il tasso di interesse reale (approssimato ed esatto) e il valore reale del capitale dopo un anno. intermedio

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  1. Formula approssimata: tasso reale ≈ tasso nominale − inflazione = 5% − 3,2% = 1,8%.
  2. Formula esatta (equazione di Fisher): (1 + i) / (1 + π) − 1 = 1,05 / 1,032 − 1 = 0,017442, cioè circa 1,74%.
  3. Capitale nominale dopo un anno: 10.000 × 1,05 = 10.500 euro.
  4. Valore reale (in euro di oggi): 10.500 / 1,032 = 10.174,42 euro. Il guadagno di potere d'acquisto è di 174,42 euro, non di 500.

Risultato: Tasso reale approssimato 1,8%, esatto circa 1,74%; il capitale vale in termini reali circa 10.174,42 euro.

6. Il paniere ISTAT di una famiglia ha questi pesi e variazioni di prezzo: alimentari 30% (+6%), abitazione ed energia 40% (+3%), trasporti 20% (+10%), altri beni e servizi 10% (+2%). Calcola l'inflazione complessiva e il costo di un paniere che prima valeva 400 euro. avanzato

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  1. L'inflazione complessiva è la media ponderata delle variazioni, con i pesi di spesa.
  2. Alimentari: 0,30 × 6 = 1,8. Abitazione ed energia: 0,40 × 3 = 1,2.
  3. Trasporti: 0,20 × 10 = 2,0. Altri: 0,10 × 2 = 0,2.
  4. Somma: 1,8 + 1,2 + 2,0 + 0,2 = 5,2%. Non è la media semplice (6 + 3 + 10 + 2) / 4 = 5,25%, che ignora i pesi.
  5. Nuovo costo del paniere: 400 × 1,052 = 420,80 euro.

Risultato: L'inflazione complessiva è del 5,2%; il paniere passa da 400 a 420,80 euro.

7. Caso limite 1: un prezzo sale del 10% e il mese dopo scende del 10%. Torna al valore iniziale? Di quanto dovrebbe scendere per tornarci? Caso limite 2: l'inflazione passa dall'8% al 5%, i prezzi stanno scendendo? Con indice 100 al primo anno, calcola l'indice dopo i due anni. avanzato

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  1. Caso 1: partendo da 100, +10% porta a 110. Poi −10% di 110 è 11, quindi 99. Il prezzo finale è 99, cioè −1% rispetto a 100: le percentuali non si annullano perché hanno basi diverse.
  2. Per tornare a 100 da 110 serve scendere di 10 / 110 = 0,0909, cioè 9,09%.
  3. Caso 2: un'inflazione del 5% è sempre inflazione, solo più lenta: si chiama disinflazione. I prezzi continuano a salire, non scendono. La deflazione richiede un tasso negativo.
  4. Indice: dopo il primo anno 100 × 1,08 = 108; dopo il secondo 108 × 1,05 = 113,4. L'aumento cumulato è del 13,4%, non 8% + 5% = 13%.

Risultato: Caso 1: si arriva a 99 (−1%), servirebbe un calo del 9,09%. Caso 2: disinflazione, i prezzi salgono ancora; indice finale 113,4 (+13,4%).

Domande frequenti

Come si calcola il tasso di inflazione?

Si confronta l'indice dei prezzi al consumo di due periodi: (indice finale − indice iniziale) / indice iniziale × 100. Se l'indice passa da 200 a 210, l'inflazione è (210 − 200) / 200 × 100 = 5%. Per un periodo più lungo i tassi annui non si sommano, ma si compongono.

Che differenza c'è tra inflazione e deflazione?

Con l'inflazione il livello generale dei prezzi sale e la moneta compra meno; con la deflazione scende e la moneta compra di più. La disinflazione è un caso intermedio: i prezzi salgono ancora, ma più lentamente di prima.

Perché l'inflazione fa male ai risparmi?

Perché il valore nominale dei soldi fermi resta uguale mentre il loro potere d'acquisto cala. Con inflazione al 3%, 10.000 euro in un cassetto comprano dopo un anno quanto ne valevano circa 9.709 euro di prima. Conta il tasso reale: interesse nominale meno inflazione.

Quali sono le cause dell'inflazione?

Le principali sono tre: la domanda che supera la capacità produttiva (inflazione da domanda), l'aumento dei costi di produzione come energia e materie prime (inflazione da costi) e le aspettative, quando famiglie e imprese si aspettano prezzi più alti e li fanno salire con salari e listini. Può contribuire anche una crescita eccessiva della quantità di moneta.

Chi guadagna e chi perde con l'inflazione?

Perdono chi ha redditi fissi e chi tiene la liquidità ferma. Guadagnano i debitori a tasso fisso, perché restituiscono soldi che valgono meno, e chi possiede beni i cui prezzi salgono con l'inflazione. L'effetto netto dipende dall'inflazione attesa e da quanto i redditi si adeguano.