Geografia

Vulcani: riassunto facile con 5 esercizi svolti

Come è fatto un vulcano, perché erutta, i tipi di eruzione e i vulcani italiani, spiegati in modo semplice, con 5 esercizi svolti e 3 FAQ per il ripasso.

Consigliato per: 1ª media · 2ª media · 3ª media

Un vulcano è un’apertura della crosta terrestre da cui escono roccia fusa, gas e frammenti solidi provenienti dall’interno della Terra. Finché sta sotto la superficie quella roccia fusa si chiama magma; quando esce all’aperto si chiama lava.

Come è fatto un vulcano

La struttura di un vulcano si legge dal basso verso l’alto, seguendo il percorso del magma:

  • la camera magmatica è il serbatoio profondo dove il magma si accumula;
  • il camino (o condotto) è il canale verticale lungo cui il magma risale;
  • il cratere è l’apertura a imbuto in cima da cui esce il materiale;
  • il cono vulcanico è il rilievo costruito dagli strati di lava e cenere depositati a ogni eruzione;
  • le bocche laterali sono aperture secondarie sui fianchi, da cui il magma può uscire prima di arrivare in cima.

Perché un vulcano erutta

Il magma è meno denso delle rocce che lo circondano, quindi tende a risalire. Ma il vero motore dell’eruzione sono i gas disciolti al suo interno, soprattutto vapore acqueo e anidride carbonica. Risalendo, la pressione diminuisce e i gas si liberano formando bolle, esattamente come quando apri una bottiglia di acqua frizzante. Se il magma è fluido le bolle escono senza problemi; se è denso restano intrappolate e la pressione cresce fino all’esplosione.

Eruzioni effusive ed esplosive

Le eruzioni si dividono in due grandi famiglie, e la differenza dipende dalla viscosità del magma, cioè da quanto è “appiccicoso”.

Le eruzioni effusive avvengono con magma fluido e povero di silice: la lava esce con calma e scorre in colate che possono percorrere chilometri. Sono le tipiche eruzioni hawaiane.

Le eruzioni esplosive avvengono con magma viscoso e ricco di silice: i gas intrappolati fanno saltare il tappo del camino e scagliano in aria cenere, lapilli e bombe vulcaniche, formando una colonna eruttiva alta chilometri. L’esempio storico è l’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., che seppellì Pompei ed Ercolano.

I prodotti di un vulcano

Un’eruzione emette tre categorie di materiali. La lava, che scorrendo si raffredda e forma nuova roccia. I piroclasti, cioè frammenti solidi scagliati in aria e classificati in base alle dimensioni: cenere (meno di 2 mm), lapilli (da 2 a 64 mm) e bombe vulcaniche (oltre 64 mm). I gas, in gran parte vapore acqueo, insieme ad anidride carbonica e composti di zolfo.

Tipi di vulcano

La forma di un vulcano racconta il tipo di lava che lo ha costruito. I vulcani a scudo sono ampi e poco inclinati, perché la lava fluida scorre lontano prima di solidificarsi. Gli stratovulcani hanno il classico cono alto e ripido, fatto di strati alternati di lava e piroclasti. I coni di scorie sono piccoli rilievi ripidi formati dall’accumulo di lapilli attorno a una bocca.

Dove si trovano i vulcani

I vulcani non sono sparsi a caso: seguono i margini delle placche tettoniche. Si concentrano dove una placca sprofonda sotto un’altra (zone di subduzione) e lungo le dorsali oceaniche, dove le placche si allontanano e il magma risale a formare nuova crosta. La fascia più famosa è la Cintura di fuoco del Pacifico, che circonda l’Oceano Pacifico e ospita circa tre quarti dei vulcani attivi del pianeta. Esistono poi i punti caldi, risalite di magma nel mezzo di una placca: è così che sono nate le isole Hawaii.

I vulcani italiani

L’Italia è uno dei Paesi vulcanici d’Europa. L’Etna, in Sicilia, è il vulcano attivo più alto del continente, con circa 3350 metri di altezza che variano a ogni eruzione. Lo Stromboli, nelle Eolie, è in attività quasi continua da millenni ed è soprannominato “il faro del Mediterraneo”. Il Vesuvio, vicino a Napoli, è quiescente dal 1944 ma resta sorvegliato perché si trova in un’area densamente abitata. Poco più a ovest ci sono i Campi Flegrei, una vasta caldera con attività di bradisismo, cioè lento sollevamento e abbassamento del suolo.

Vulcani attivi, quiescenti e spenti

I vulcani si classificano anche in base al loro stato. Un vulcano è attivo se erutta o mostra attività evidente; è quiescente se è in pausa ma ha eruttato in tempi storici e conserva una camera magmatica; è spento se non erutta da moltissimo tempo e non è più alimentato dal magma.

Negli esercizi qui sotto trovi le parti del vulcano da ordinare, un vero/falso sui concetti chiave, i tipi di vulcano da abbinare, un calcolo sulla velocità di una colata di lava e una domanda di ragionamento sul perché alcune eruzioni sono tranquille e altre distruttive.

Esercizi svolti

1. Metti in ordine le parti di un vulcano attraversate dal magma, dal punto più profondo fino all'uscita: cratere, camino, camera magmatica. base

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  1. Il magma si accumula nel serbatoio più profondo, chiamato camera magmatica, a chilometri sotto la superficie.
  2. Quando la pressione aumenta, il magma risale lungo un condotto verticale: il camino.
  3. Il camino sbocca in superficie nell'apertura a imbuto in cima al cono: il cratere.
  4. Quindi l'ordine dal basso verso l'alto è: camera magmatica, camino, cratere.

Risultato: Camera magmatica → camino → cratere

2. Vero o falso? Correggi le affermazioni false. a) Magma e lava sono due nomi della stessa cosa nello stesso posto. b) I vulcani si trovano quasi tutti ai bordi delle placche tettoniche. c) Un vulcano quiescente è un vulcano spento. d) La cenere vulcanica è polvere di roccia finissima. base

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  1. a) Falso: è la stessa materia fusa, ma cambia nome col luogo. Si chiama magma finché è sotto la superficie e lava quando esce all'aperto.
  2. b) Vero: la grande maggioranza dei vulcani si trova lungo i margini delle placche, dove queste si scontrano o si allontanano. Fanno eccezione i vulcani dei punti caldi, come quelli delle Hawaii.
  3. c) Falso: quiescente significa che il vulcano è solo in pausa, ha eruttato in tempi storici e può risvegliarsi. Spento significa che non erutta da migliaia di anni e non ha più alimentazione di magma.
  4. d) Vero: la cenere vulcanica non è cenere di legna bruciata, ma frammenti di roccia e vetro vulcanico più piccoli di 2 mm.

Risultato: a) Falso (magma sotto, lava sopra); b) Vero; c) Falso (quiescente = in pausa); d) Vero

3. Abbina ogni tipo di vulcano alla sua forma e al tipo di eruzione: vulcano a scudo, stratovulcano, cono di scorie. intermedio

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  1. Il vulcano a scudo ha fianchi larghi e poco inclinati, come uno scudo appoggiato a terra: nasce da lava molto fluida che scorre lontano, con eruzioni effusive e tranquille (esempio: Kilauea, alle Hawaii).
  2. Lo stratovulcano ha il classico cono alto e ripido, costruito a strati alternati di lava e materiali piroclastici: la lava è viscosa e le eruzioni sono spesso esplosive (esempi: Vesuvio, Monte Fuji).
  3. Il cono di scorie è piccolo e ripido, formato dall'accumulo di lapilli e frammenti attorno a una bocca, e nasce da eruzioni brevi e modeste.
  4. Il legame da ricordare è: più la lava è fluida, più il vulcano è basso e largo; più è viscosa, più il vulcano è ripido ed esplosivo.

Risultato: A scudo = largo e basso, eruzioni effusive; stratovulcano = cono ripido a strati, eruzioni esplosive; cono di scorie = piccolo cono ripido di lapilli

4. Una colata di lava fluida avanza a velocità costante di 4 metri al minuto. Un paese si trova a 2,4 km dalla bocca eruttiva. Quanto tempo hanno gli abitanti prima che la lava arrivi? intermedio

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  1. Porto tutto nella stessa unità di misura: 2,4 km = 2,4 × 1000 = 2400 metri.
  2. Uso la formula del tempo: tempo = spazio ÷ velocità.
  3. Calcolo: 2400 m ÷ 4 m/min = 600 minuti.
  4. Converto in ore: 600 ÷ 60 = 10 ore.
  5. Verifica: in 10 ore, a 4 m al minuto, la lava percorre 4 × 600 = 2400 m, cioè proprio 2,4 km. Il conto torna.

Risultato: 600 minuti, cioè 10 ore

5. Alle Hawaii le eruzioni sono spettacolari ma raramente pericolose, mentre quelle del Vesuvio possono essere distruttive. Spiega da cosa dipende questa differenza. avanzato

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  1. La differenza non sta nella quantità di magma, ma nella sua composizione, e in particolare nel contenuto di silice.
  2. Il magma delle Hawaii è povero di silice: è quindi poco viscoso, cioè molto fluido. I gas disciolti riescono a sfuggire man mano, senza accumularsi.
  3. Il magma del Vesuvio è ricco di silice: è viscoso e denso, quasi pastoso. I gas restano intrappolati e la pressione cresce fino a far saltare il tappo di lava solidificata nel camino.
  4. Il contesto geologico spiega la composizione: le Hawaii nascono su un punto caldo in mezzo alla placca pacifica, mentre il Vesuvio si trova in una zona di subduzione, dove una placca sprofonda sotto l'altra portando con sé acqua e rocce della crosta che rendono il magma più ricco di silice e di gas.
  5. Conclusione: magma fluido, eruzione effusiva con colate di lava; magma viscoso, eruzione esplosiva con nubi di cenere e materiali piroclastici.

Risultato: Dalla viscosità del magma: povero di silice e fluido alle Hawaii (eruzioni effusive), ricco di silice e viscoso al Vesuvio, dove i gas restano intrappolati (eruzioni esplosive).

Domande frequenti

Che differenza c'è tra magma e lava?

È la stessa roccia fusa, ma cambia nome a seconda di dove si trova. Si chiama magma finché è all'interno della Terra, dove contiene ancora tutti i suoi gas disciolti; si chiama lava quando esce in superficie e comincia a perdere gas e a raffreddarsi.

Il Vesuvio è un vulcano spento?

No, è un vulcano quiescente, cioè in pausa. La sua ultima eruzione risale al 1944 e la camera magmatica è ancora attiva, quindi viene sorvegliato di continuo. Un vulcano si definisce spento solo quando non erutta da moltissimo tempo e non ha più alimentazione di magma.

Si possono prevedere le eruzioni vulcaniche?

Non con data e ora esatte, ma i vulcani danno segnali di risveglio che gli osservatori monitorano: piccoli terremoti sotto il vulcano, rigonfiamento o deformazione del suolo, aumento della temperatura e cambiamenti nei gas emessi. Questi indizi permettono spesso di lanciare l'allarme e organizzare l'evacuazione con giorni o settimane di anticipo.