Test Professioni Sanitarie

Biologia test Professioni Sanitarie: 9 quesiti svolti

23 domande su 60, 34,5 punti su 90: la biologia vale il 38% del test di Professioni Sanitarie. Il programma in tabelle e 9 quesiti svolti passo per passo.

Nel test di Professioni Sanitarie la biologia è la materia che decide la graduatoria: 23 quesiti su 60, il 38,3% della prova, per un massimo di 34,5 punti su 90. La chimica ne vale 22,5, fisica e matematica 19,5, il ragionamento logico appena 7,5. Se il tempo di studio è poco, sai già dove va speso.

La biologia nel testDati 2026/2027
Quesiti23 su 60
Peso sulla prova38,3%
Punti massimi34,5 su 90
FormatoRisposta multipla, 5 opzioni, una sola corretta
Punteggio+1,5 esatta, 0 omessa, -0,4 errata
Tempo medio a quesitocirca 1 minuto e 40 secondi

Le regole generali della prova, le date e il calcolo del punteggio sono nella guida al test di Professioni Sanitarie. Qui si entra nel merito della materia: quali argomenti escono davvero, come sono scritti i quesiti e dove si perdono punti.

Che cosa esce, argomento per argomento

Il syllabus ministeriale elenca i macro-temi ma non dice quanti quesiti tocchino a ciascuno. Guardando le prove degli anni scorsi la distribuzione è abbastanza stabile, e vale la pena tenerla a mente quando decidi come dividere le ore di studio.

BloccoQuesiti tipici su 23Che cosa chiedono
La cellula5-6Organuli e loro funzione, procarioti contro eucarioti, membrana e trasporti, osmosi
Biomolecole e metabolismo4-5Glucidi, lipidi, proteine, enzimi, glicolisi, ciclo di Krebs, fermentazione
Riproduzione cellulare3-4Ciclo cellulare, mitosi, meiosi, numero di cromosomi e di cromatidi
Genetica5-6Leggi di Mendel, gruppi sanguigni, malattie ereditarie, eredità legata al sesso
Genetica molecolare2-3DNA e RNA, duplicazione, trascrizione, codice genetico, sintesi proteica
Corpo umano3-4Tessuti, apparati, sistema immunitario, omeostasi

Genetica e genetica molecolare insieme fanno 7-9 quesiti, cioè poco meno di un terzo della biologia e più del 12% dell’intera prova. Ed è la parte più allenabile: i problemi si risolvono con pochi schemi ripetuti, quindi rende molto più di un ripasso generico di anatomia.

Le tabelle da avere in testa il giorno del test

Molti quesiti non chiedono un ragionamento, chiedono un confronto. Se questi schemi li hai memorizzati, si risolvono in venti secondi.

Procarioti ed eucarioti

CaratteristicaProcariotiEucarioti
Nucleo delimitato da membranaNo (nucleoide)
DNACircolare, singolo, senza istoniLineare, in più cromosomi, con istoni
Ribosomi70S80S (70S in mitocondri e cloroplasti)
Organuli membranosiAssentiPresenti
Parete cellulareDi norma presente, di peptidoglicanoSolo in piante (cellulosa) e funghi (chitina)
DivisioneScissione binariaMitosi e meiosi
Dimensioni tipiche1-10 micrometri10-100 micrometri

Mitosi e meiosi

Elemento di confrontoMitosiMeiosi
Divisioni12 (meiosi I e meiosi II)
Cellule figlie24
Corredo cromosomicoDiploide (2n)Aploide (n)
Identiche alla cellula madreNo
Crossing-overAssentePresente (profase I)
Appaiamento degli omologhiAssentePresente (profase I)
Dove avvieneCellule somaticheCellule germinali
A che serveCrescita e riparazioneProduzione dei gameti

DNA e RNA

Elemento di confrontoDNARNA
ZuccheroDesossiribosioRibosio
BasiA, T, C, GA, U, C, G
StrutturaDoppia elicaDi norma singolo filamento
Dove si trovaNucleo e mitocondriNucleo e citoplasma
FunzioneConserva l’informazioneLa trasporta (mRNA), porta gli amminoacidi (tRNA), costruisce i ribosomi (rRNA)

Il punto da non sbagliare mai: nel DNA A si appaia con T con due legami idrogeno e C con G con tre legami idrogeno. Da qui discende la regola di Chargaff, cioè A = T e C = G, su cui si regge il quesito 2 qui sotto.

Gruppi sanguigni

GruppoGenotipi possibiliAntigeni sui globuli rossiAnticorpi nel plasma
AI(A)I(A), I(A)0Aanti-B
BI(B)I(B), I(B)0Banti-A
ABI(A)I(B)A e Bnessuno (ricevente universale)
000nessunoanti-A e anti-B (donatore universale)

A e B sono codominanti fra loro ed entrambi dominanti su 0. Il gruppo AB e il gruppo 0 hanno un solo genotipo possibile: è l’informazione che risolve quasi tutti i quesiti sulla compatibilità trasfusionale e sulla paternità.

Come sono scritti i quesiti, e dove ti aspettano al varco

Le domande di biologia del test si dividono in tre famiglie, e ognuna ha la sua trappola.

1. Quesiti di memoria pura. “Quale organulo sintetizza i lipidi?”, “Dove avviene il ciclo di Krebs?”. Si risolvono o non si risolvono: non c’è niente da ragionare. La trappola sono le opzioni plausibili, come reticolo endoplasmatico liscio e rugoso messi entrambi in lista.

2. Quesiti con la negazione. “Quale delle seguenti NON è una caratteristica di…”. Sono i più insidiosi, perché la fretta fa cercare la risposta vera invece di quella falsa. Conviene, sul foglio, segnare vero o falso accanto a ciascuna delle cinque opzioni e poi prendere l’unica diversa dalle altre.

3. Quesiti numerici. Coppie di basi, cromosomi, probabilità genetiche, amminoacidi di una proteina. Sono i più facili da preparare, perché gli schemi sono pochi e tornano ogni anno. Sei dei nove quesiti svolti qui sotto appartengono a questa famiglia.

Gli errori più comuni

  • Confondere cromosomi e molecole di DNA. Dopo la fase S i cromosomi sono ancora 46, ma le molecole di DNA sono 92. Al termine della meiosi I i cromosomi sono già 23 e il DNA è ancora doppio (quesito 3).
  • Calcolare le percentuali di basi sulle coppie invece che sulle basi. 1.200 coppie sono 2.400 basi: sbagliare il denominatore dimezza la risposta (quesito 2).
  • Contare il codone di stop fra gli amminoacidi. Lo stop termina la traduzione e non codifica nulla; l’AUG iniziale, invece, un amminoacido lo mette (quesito 7).
  • Scambiare “dei figli maschi” con “dei figli”. Nell’eredità legata all’X sono due numeri diversi, 50% e 25%, e in genere sono entrambi fra le opzioni (quesito 9).
  • Trattare il gruppo 0 come se fosse dominante. L’allele 0 è recessivo: un individuo di gruppo 0 è per forza 00, e questo vincola tutto l’incrocio (quesito 5).
  • Dire che i procarioti non hanno DNA o non hanno ribosomi. Hanno entrambi. Manca l’involucro nucleare, non l’informazione genetica (quesito 1).
  • Rispondere a caso per non lasciare vuoti. Con la penalità di -0,4 il valore atteso della risposta casuale è negativo, -0,02 punti. Se non riesci a escludere almeno un’opzione, l’omissione vale di più.
  • Studiare l’anatomia e trascurare la genetica. I quesiti di corpo umano sono 3-4, quelli di genetica 5-6, e questi ultimi si allenano con gli esercizi mentre i primi si possono soltanto memorizzare.

Da dove partire

Se devi ricostruire la materia da zero, l’ordine che rende di più non è quello del libro. Si parte dalla struttura e dalle funzioni della cellula, perché organuli e membrane sono il presupposto di metabolismo, mitosi e sintesi proteica: senza quella base ogni altro argomento va imparato a memoria invece che capito. Subito dopo viene la genetica, e il modo più rapido per fissarla è fare problemi: gli esercizi svolti di genetica mendeliana coprono gli schemi che ritrovi nei quesiti 4, 5, 8 e 9 di questa pagina.

Il metabolismo energetico sta a cavallo fra biologia e chimica, e chi prepara le due materie separatamente ci perde tempo: i quesiti svolti di chimica toccano gli stessi concetti di ossidoriduzione e stechiometria che servono per capire davvero glicolisi e ciclo di Krebs.

Nei nove quesiti qui sotto trovi il confronto procarioti-eucarioti, il calcolo di Chargaff sulle basi azotate, il conteggio di cromosomi e DNA in meiosi, l’incrocio diibrido, i gruppi sanguigni, il bilancio energetico del glucosio, la lunghezza di una proteina a partire dall’mRNA, la probabilità condizionata su una malattia autosomica recessiva e l’eredità legata al cromosoma X. Ogni conto è rifatto passo per passo.

Esercizi svolti

1. Quale di queste strutture NON si trova in una cellula procariotica? (A) ribosomi (B) membrana plasmatica (C) nucleo delimitato da membrana (D) parete cellulare (E) DNA base

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  1. I procarioti (batteri e archei) hanno ribosomi, più piccoli di quelli eucariotici (70S contro 80S), quindi A è presente.
  2. La membrana plasmatica delimita ogni cellula vivente, procariote compresa: B è presente.
  3. La parete cellulare nei batteri c'è quasi sempre, ed è fatta di peptidoglicano: D è presente.
  4. Il DNA c'è, ma è un unico cromosoma circolare libero nel citoplasma, in una zona chiamata nucleoide: E è presente.
  5. Resta C: la definizione stessa di procariote è 'senza nucleo delimitato da membrana'.

Risultato: La risposta è C. Attenzione al tranello: il procariote il DNA ce l'ha eccome, quello che gli manca è l'involucro nucleare, e con lui mitocondri, reticolo endoplasmatico e apparato di Golgi.

2. Un tratto di DNA a doppia elica è formato da 1.200 coppie di basi e il 32% delle basi totali è guanina. Quante adenine contiene? base

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  1. Ogni coppia di basi contiene 2 basi azotate, quindi le basi totali sono 1.200 x 2 = 2.400.
  2. Le guanine sono il 32% di 2.400: 0,32 x 2.400 = 768.
  3. Per la regola di Chargaff, nel DNA a doppia elica G si appaia sempre con C, quindi le citosine sono anch'esse 768.
  4. Basi occupate da G e C: 768 + 768 = 1.536.
  5. Le basi restanti sono adenine e timine: 2.400 - 1.536 = 864.
  6. Sempre per Chargaff A = T, quindi le adenine sono 864 : 2 = 432.
  7. Verifica: 432 + 432 + 768 + 768 = 2.400, e in percentuale 18% + 18% + 32% + 32% = 100%.

Risultato: 432 adenine, cioè il 18% delle basi totali. L'errore tipico è calcolare il 32% sulle 1.200 coppie invece che sulle 2.400 basi: darebbe 216, la metà del valore giusto.

3. Una cellula umana entra in meiosi con 46 cromosomi. Al termine della prima divisione meiotica, quanti cromosomi e quante molecole di DNA ci sono in ciascuna delle due cellule figlie? base

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  1. Prima della meiosi, nella fase S, ogni cromosoma viene duplicato: restano 46 cromosomi, ma ognuno è formato da 2 cromatidi fratelli, quindi le molecole di DNA sono 92.
  2. Nella meiosi I si separano i cromosomi omologhi, non i cromatidi fratelli.
  3. Ogni cellula figlia riceve quindi 23 cromosomi, uno per ogni coppia di omologhi.
  4. Ma ciascuno di quei 23 cromosomi è ancora formato da 2 cromatidi: le molecole di DNA sono 23 x 2 = 46.
  5. Solo nella meiosi II i cromatidi si separano, e si arriva a 23 cromosomi con 23 molecole di DNA per gamete.

Risultato: 23 cromosomi e 46 molecole di DNA. È il quesito su cui cade più gente: al termine della meiosi I il numero di cromosomi è già dimezzato, la quantità di DNA no.

4. Nei conigli il pelo nero (N) è dominante sul marrone (n) e il pelo corto (C) è dominante sul lungo (c). I due geni stanno su cromosomi diversi. Incrociando due individui NnCc, quale frazione della progenie ha pelo nero e lungo? intermedio

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  1. I due caratteri sono indipendenti, quindi si possono trattare separatamente e poi moltiplicare le probabilità.
  2. Primo carattere: Nn x Nn dà 1 NN, 2 Nn, 1 nn, cioè 3/4 di neri e 1/4 di marroni.
  3. Secondo carattere: Cc x Cc dà allo stesso modo 3/4 di pelo corto e 1/4 di pelo lungo.
  4. Nero E lungo significa che devono verificarsi entrambi gli eventi: 3/4 x 1/4.
  5. Moltiplica numeratori e denominatori: (3 x 1) / (4 x 4) = 3/16.
  6. In percentuale: 3 : 16 = 0,1875, cioè 18,75%.

Risultato: 3/16, pari al 18,75%. Il quadrato di Punnett 4x4 dà il classico rapporto 9:3:3:1, e i 3 neri a pelo lungo sono proprio questa casella.

5. Una donna di gruppo sanguigno AB ha figli con un uomo di gruppo 0. Quali gruppi possono avere i figli? intermedio

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  1. Il gruppo AB ha un solo genotipo possibile, I(A)I(B): la madre produce gameti I(A) al 50% e I(B) al 50%.
  2. Il gruppo 0 ha un solo genotipo possibile, 00, perché l'allele 0 è recessivo sia rispetto ad A sia rispetto a B: il padre produce solo gameti 0.
  3. Prima combinazione: I(A) dalla madre più 0 dal padre dà I(A)0, che si esprime come gruppo A. Probabilità 50%.
  4. Seconda combinazione: I(B) dalla madre più 0 dal padre dà I(B)0, cioè gruppo B. Probabilità 50%.
  5. Non esistono altre combinazioni: nessun figlio può essere AB, perché servirebbe un allele B dal padre, né 0, perché servirebbe un allele 0 dalla madre, che non ne ha.

Risultato: Solo A al 50% e B al 50%. È il caso di codominanza per eccellenza: due genitori AB e 0 non possono generare né un figlio AB né un figlio 0.

6. La demolizione completa di una molecola di glucosio in presenza di ossigeno rende circa 32 ATP. La glicolisi, da sola, ne produce 2 netti. Che percentuale del totale rappresenta la glicolisi, e dove si produce il resto? intermedio

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  1. Rapporto tra ATP della glicolisi e ATP totali: 2 : 32 = 0,0625.
  2. In percentuale: 0,0625 x 100 = 6,25%.
  3. La glicolisi avviene nel citoplasma, non consuma ossigeno e produce anche 2 NADH e 2 molecole di piruvato.
  4. Il piruvato entra nel mitocondrio, dove decarbossilazione ossidativa e ciclo di Krebs generano altri 2 ATP (come GTP) e la gran parte dei coenzimi ridotti.
  5. La fosforilazione ossidativa sulla membrana interna del mitocondrio riossida NADH e FADH2 e produce i circa 28 ATP restanti: 32 - 2 - 2 = 28.

Risultato: Il 6,25%. Oltre il 90% dell'ATP si ottiene nel mitocondrio, ed è il motivo per cui in fermentazione, cioè senza ossigeno, la resa crolla a soli 2 ATP per glucosio.

7. Un mRNA maturo è lungo 450 nucleotidi, comprese la tripletta di inizio e quella di stop. Da quanti amminoacidi è formata la proteina che ne deriva? avanzato

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  1. Il codice genetico è a triplette: ogni codone è formato da 3 nucleotidi.
  2. Numero di codoni: 450 : 3 = 150.
  3. Il codone di inizio AUG codifica per la metionina, quindi conta come amminoacido.
  4. Il codone di stop (UAA, UAG o UGA) non codifica per nessun amminoacido: serve solo a terminare la traduzione.
  5. Amminoacidi: 150 - 1 = 149.

Risultato: 149 amminoacidi. L'errore standard è rispondere 150 dimenticando che lo stop non viene tradotto; il secondo errore è togliere anche l'AUG, che invece un amminoacido lo mette.

8. Due genitori sani hanno un figlio affetto da fibrosi cistica, malattia autosomica recessiva. Qual è la probabilità che il prossimo figlio sia portatore sano? E se sappiamo già che il prossimo figlio nascerà sano, qual è la probabilità che sia portatore? avanzato

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  1. Il figlio malato è omozigote recessivo (aa), quindi ha ricevuto un allele a da ciascun genitore.
  2. I genitori sono sani ma hanno entrambi un allele a: sono eterozigoti Aa.
  3. Incrocio Aa x Aa: i genotipi attesi sono 1/4 AA, 2/4 Aa, 1/4 aa.
  4. Prima domanda: la probabilità di essere portatore sano (Aa) calcolata su tutti i nati è 2/4 = 1/2, cioè 50%.
  5. Seconda domanda: sapere che il figlio è sano esclude il caso aa, quindi le possibilità residue sono 1 AA e 2 Aa, in tutto 3.
  6. Probabilità condizionata: 2 casi favorevoli su 3 possibili = 2/3, circa 66,7%.
  7. In formula: P(Aa se sano) = P(Aa) : P(sano) = (1/2) : (3/4) = 2/3.

Risultato: 50% su un figlio qualsiasi, ma 2/3, cioè 66,7%, se sappiamo già che è sano. Confondere queste due percentuali è l'errore più frequente nei quesiti di genetica medica.

9. Una donna portatrice sana di daltonismo, X(D)X(d), ha figli con un uomo non daltonico, X(D)Y. Che percentuale dei figli maschi sarà daltonica? E che percentuale di tutta la progenie? avanzato

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  1. Il daltonismo è recessivo e legato al cromosoma X: un maschio è daltonico se riceve l'unico X con l'allele d.
  2. La madre produce due tipi di gameti: X(D) al 50% e X(d) al 50%.
  3. Il padre produce X(D) al 50% e Y al 50%.
  4. Le quattro combinazioni equiprobabili sono X(D)X(D), X(D)X(d), X(D)Y e X(d)Y, ciascuna al 25%.
  5. Fra i soli maschi, che sono X(D)Y e X(d)Y, uno dei due è daltonico: 1 su 2, cioè il 50%.
  6. Sull'intera progenie il daltonico è 1 caso su 4: 25%.
  7. Le femmine non sono mai daltoniche in questo incrocio, perché ricevono comunque un X(D) dal padre; il 50% di esse è però portatrice.

Risultato: Il 50% dei maschi, ma solo il 25% di tutti i figli. Se il quesito chiede 'dei figli maschi' la risposta è 50%, se chiede 'dei figli' è 25%: leggere male la domanda qui vale 1,9 punti di differenza fra risposta esatta e risposta errata.

Domande frequenti

Quante domande di biologia ci sono nel test di Professioni Sanitarie?

Sono 23 quesiti su 60, cioè il 38,3% della prova. Valgono al massimo 34,5 punti sui 90 totali, più di chimica, che ne ha 15, e più di fisica e matematica messe insieme, che ne hanno 13. È la materia con il peso maggiore in assoluto: nessun'altra ci si avvicina.

Quali argomenti di biologia studiare per il test di Professioni Sanitarie?

I blocchi che tornano ogni anno sono cinque: la cellula (organuli, procarioti contro eucarioti, membrane e trasporti), le biomolecole e il metabolismo energetico (glicolisi, ciclo di Krebs, fosforilazione ossidativa, fermentazione), la riproduzione cellulare (mitosi e meiosi), la genetica classica e molecolare (leggi di Mendel, gruppi sanguigni, malattie ereditarie, DNA, RNA, sintesi proteica) e l'anatomia e fisiologia umana per grandi apparati. Cellula e genetica da sole coprono in genere più della metà dei quesiti.

Conviene rispondere a caso alle domande di biologia?

No, se non hai davvero idea della risposta. Con 5 opzioni e il punteggio di +1,5 per l'esatta e -0,4 per l'errata, il valore atteso di una risposta tirata completamente a caso è (1/5) x 1,5 + (4/5) x (-0,4) = -0,02 punti, quindi leggermente negativo. Basta però riuscire a escludere una sola opzione perché tentare diventi conveniente: con 4 alternative residue il valore atteso sale a +0,075.

Il programma di biologia del test di Professioni Sanitarie è uguale a quello di Medicina?

Gli argomenti sono quasi gli stessi, ma il formato no. Le Professioni Sanitarie si giocano in un test unico da 60 domande con graduatoria di ateneo, mentre Medicina passa dal semestre filtro, con un esame universitario di Biologia da 31 quesiti, soglia a 18/30 e graduatoria nazionale. Cambiano soprattutto la profondità richiesta e la strategia di risposta, perché al semestre filtro la penalità per l'errore è molto più bassa e conviene sempre tentare.

Quanto tempo serve per preparare biologia per il test?

Chi arriva da un liceo scientifico o da un istituto a indirizzo biologico di solito parte da una base già utilizzabile e ha bisogno di due o tre mesi di ripasso mirato con esercizi. Chi parte da zero dovrebbe contare almeno quattro o cinque mesi, dedicando alla biologia circa il 40% del tempo totale di studio, cioè la stessa quota che la materia ha nella prova.