Analisi grammaticale

Aggettivo qualificativo: gradi, accordo e 8 esercizi svolti

L'aggettivo qualificativo concorda col nome e ha tre gradi: positivo, comparativo, superlativo. Tabelle, forme irregolari, errori comuni e 8 esercizi svolti.

Consigliato per: 1ª media · 2ª media · 3ª media

L’aggettivo qualificativo è la parte variabile del discorso che dice com’è una persona, un animale o una cosa: una torta deliziosa, un cane vivace, giornate corte. Si accorda sempre in genere e numero con il nome, e può avere tre gradi: positivo, comparativo e superlativo.

Nell’analisi grammaticale non basta scrivere “aggettivo”: per ogni aggettivo qualificativo indichi cinque cose, in quest’ordine.

Cosa indicareLe possibilità
Speciequalificativo (di qualità)
Gradopositivo, comparativo (maggioranza, minoranza, uguaglianza), superlativo (relativo, assoluto)
Genere e numeromaschile o femminile; singolare o plurale
Riferimentoil nome a cui si accorda
Funzioneattributiva o predicativa

Esempio completo: veloce in una moto veloce = aggettivo qualificativo, grado positivo, femminile singolare, riferito a moto, funzione attributiva.

Se non hai ancora chiaro il metodo generale, parti da come si fa l’analisi grammaticale e poi torna qui per i dettagli sull’aggettivo.

Qualificativo o determinativo?

Gli aggettivi si dividono in due famiglie, e confonderle è l’errore più frequente nelle verifiche. Il qualificativo aggiunge una qualità; il determinativo (o indicativo) precisa il nome senza dire com’è.

QualificativoDeterminativo
Domandacom’è?quale? di chi? quanto?
Esempirosso, simpatico, tranquilloquesto, mio, tre, molto, quale
Si può graduare?sì (più rosso, rossissimo)no
Specieuno solodimostrativo, possessivo, numerale, indefinito, interrogativo, esclamativo

Test rapido: prova ad aggiungere molto davanti. Molto simpatico funziona, molto mio no. Se regge, è qualificativo.

Accordo: genere e numero

L’aggettivo qualificativo cambia forma per accordarsi al nome. Ci sono quattro tipi.

TipoFormeEsempi
Prima classe-o, -a, -i, -ealto, alta, alti, alte
Seconda classe-e (m. e f.), -igrande, grandi; felice, felici
Terza classe-a (m. e f.), -i/-eottimista, ottimisti, ottimiste
Invariabilisempre ugualiblu, rosa, viola, beige (colori)

I plurali delle forme in -co, -go e -io seguono regole precise.

SingolarePlurale m.Plurale f.Perché
biancobianchibiancheil suono duro si mantiene con la h
lungolunghilunghecome sopra
simpaticosimpaticisimpatiche-ico di solito fa -ici al maschile
grigiogrigigrigiela i non accentata cade al maschile

Se l’aggettivo si riferisce a più nomi di genere diverso, prevale il maschile plurale: un ragazzo e una ragazza simpatici.

I tre gradi dell’aggettivo

Il grado positivo dice la qualità senza confronto: alto. Il comparativo confronta due elementi; il superlativo porta la qualità al massimo.

GradoFormulaEsempio
Comparativo di maggioranzapiù … di / cheLuca è più alto di Marco
Comparativo di minoranzameno … di / cheMarco è meno alto di Luca
Comparativo di uguaglianza(così) … come / (tanto) … quantoSei alto come me; è tanto bello quanto utile
Superlativo relativoil più / il meno … di, traÈ il più alto della classe
Superlativo assoluto-issimo, molto, assai, estremamentealtissimo; molto alto

Di o che?

Dopo il comparativo si usa di se il secondo termine è un nome o un pronome (più veloce di me). Si usa che per confrontare due aggettivi, due verbi o due complementi (è più furbo che intelligente; è meglio ridere che piangere).

Il superlativo assoluto

Il modo più comune è aggiungere -issimo alla radice: bello → bellissimo, ricco → ricchissimo, lungo → lunghissimo. Alcuni aggettivi in -ro prendono -errimo, di origine latina: celebre → celeberrimo, integro → integerrimo, salubre → saluberrimo.

Si può formare anche con un avverbio (molto, assai, estremamente utile), un prefisso (superveloce, stranoto, arcicontento) o ripetendo l’aggettivo (una casa grande grande).

Forme irregolari

Alcuni aggettivi hanno una forma di comparativo e di superlativo propria, che viene dal latino. Spesso esiste anche la forma regolare, e le due non sono sempre intercambiabili.

PositivoComparativoSuperlativo assoluto
buonomigliore (più buono)ottimo (buonissimo)
cattivopeggiore (più cattivo)pessimo (cattivissimo)
grandemaggiore (più grande)massimo (grandissimo)
piccolominore (più piccolo)minimo (piccolissimo)
altosuperioresupremo, sommo
bassoinferioreinfimo

Le forme organiche si usano soprattutto in senso astratto o figurato (il voto migliore, la massima attenzione), mentre quelle regolari valgono per le qualità concrete (una torta più buona, un tavolo più grande).

Posizione: prima o dopo il nome?

L’aggettivo qualificativo di solito sta dopo il nome (un libro interessante), ma può precederlo per dare risalto. In alcuni casi la posizione cambia il significato.

Prima del nomeDopo il nome
un grand’uomo (di valore)un uomo grande (alto o adulto)
un povero ragazzo (da compatire)un ragazzo povero (senza denaro)
un vecchio amico (da tempo)un amico vecchio (anziano)
una certa notizia (non precisata)una notizia certa (sicura)

Alcuni aggettivi perdono la parte finale davanti al nome, e si parla di troncamento: buono → buon amico, bello → bel libro, grande → gran caldo, santo → san Marco. Davanti a s impura, z o gn si usano le forme intere (un bello zaino, un buono studente).

Funzione: attributiva e predicativa

L’aggettivo ha funzione attributiva quando accompagna direttamente il nome: un cielo sereno. Ha funzione predicativa quando è collegato al nome da un verbo: il cielo è sereno (parte nominale del predicato) oppure trovo il cielo sereno. La struttura del predicato è spiegata nella guida sul predicato verbale e nominale.

Casi particolari

Un aggettivo può trasformarsi in altre parti del discorso.

FenomenoEsempioCome lo riconosci
Aggettivo sostantivatoi poveri hanno bisogno; il bello della vitaha l’articolo e funziona da nome
Aggettivo avverbialeparla chiaro; vai pianomodifica un verbo e non varia
Aggettivo alteratobellino, grandicello, magrolinosuffisso che attenua o precisa la qualità

Il passaggio è lo stesso che avviene con i nomi: per i dettagli sulla loro classificazione c’è la guida sul nome nell’analisi grammaticale.

Gli errori più comuni

  1. Doppio comparativo o superlativo: più migliore, molto ottimo, il più minore. Le forme organiche contengono già il grado.
  2. Di al posto di che (e viceversa): più furbo di intelligente è sbagliato, giusto più furbo che intelligente.
  3. Scambiare il determinativo per qualificativo: quella, mio, tre, molta non dicono com’è il nome.
  4. Dimenticare l’accordo: le giornate lunghi è sbagliato, giusto lunghe. Con più nomi di genere diverso, plurale maschile.
  5. Sbagliare il plurale in -co e -go: bianci è sbagliato, giusto bianchi.
  6. Dire come me per di me nel comparativo di maggioranza: sei più bravo come me è sbagliato, giusto più bravo di me.

Gli esercizi qui sotto seguono la stessa progressione: dal riconoscere l’aggettivo, alle forme, ai confronti, fino all’analisi completa di una frase con superlativo.

Esercizi svolti

1. Fai l'analisi dell'aggettivo qualificativo nella frase: 'Una bambina curiosa legge un libro interessante.' Per ciascuno indica grado, genere, numero, nome a cui si riferisce e funzione. base

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  1. Cerco prima i nomi: bambina e libro. Poi cerco le parole che ne dicono una qualità: curiosa e interessante.
  2. curiosa: aggettivo qualificativo, grado positivo, femminile singolare, riferito a bambina. Sta accanto al nome senza verbo in mezzo, quindi funzione attributiva.
  3. interessante: aggettivo qualificativo, grado positivo, maschile singolare (ma la forma in -e vale per entrambi i generi), riferito a libro, funzione attributiva.
  4. Una e un non sono aggettivi qualificativi: sono articoli indeterminativi, e non dicono nessuna qualità.

Risultato: curiosa = agg. qualificativo, positivo, f. sing., riferito a bambina, attributivo; interessante = agg. qualificativo, positivo, m. sing., riferito a libro, attributivo.

2. Scrivi il plurale maschile e il plurale femminile di questi aggettivi: bianco, lungo, ricco, grigio, grande, ottimista, blu. base

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  1. Gli aggettivi in -co e -go mantengono il suono duro con una h: bianco → bianchi, bianche; lungo → lunghi, lunghe; ricco → ricchi, ricche.
  2. grigio ha la i non accentata, che al plurale maschile si perde: grigi. Al femminile resta grigie.
  3. grande appartiene alla seconda classe (-e): una sola forma per i due generi, con plurale in -i: grandi, grandi.
  4. ottimista è della terza classe (-a): al plurale diventa ottimisti al maschile e ottimiste al femminile.
  5. blu è invariabile: resta blu in ogni caso, come rosa, viola e beige quando indicano un colore.

Risultato: bianchi / bianche; lunghi / lunghe; ricchi / ricche; grigi / grigie; grandi / grandi; ottimisti / ottimiste; blu / blu.

3. Nella frase 'Quella ragazza ha tre gatti neri e mio fratello compra molta frutta fresca' distingui gli aggettivi qualificativi da quelli determinativi, e di questi indica la specie. base

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  1. Un aggettivo qualificativo risponde alla domanda 'com'è?'. Un determinativo precisa quale, di chi o quanto.
  2. quella: determinativo dimostrativo. tre: determinativo numerale cardinale. mio: determinativo possessivo. molta: determinativo indefinito, perché indica una quantità.
  3. neri risponde a 'com'erano i gatti?': qualificativo. fresca risponde a 'com'è la frutta?': qualificativo.

Risultato: Qualificativi: neri, fresca. Determinativi: quella (dimostrativo), tre (numerale), mio (possessivo), molta (indefinito).

4. Luca è alto 1,80 m, Marco 1,75 m, Paolo 1,90 m. Scrivi quattro confronti con il comparativo e il superlativo relativo, poi calcola di quanti centimetri Paolo supera Marco. intermedio

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  1. Comparativo di maggioranza: Luca è più alto di Marco (1,80 > 1,75).
  2. Comparativo di minoranza: Luca è meno alto di Paolo (1,80 < 1,90).
  3. Superlativo relativo di maggioranza: Paolo è il più alto dei tre. Di minoranza: Marco è il meno alto dei tre.
  4. Differenza: 1,90 − 1,75 = 0,15 m, cioè 15 cm.

Risultato: Luca è più alto di Marco; Luca è meno alto di Paolo; Paolo è il più alto dei tre; Marco è il meno alto dei tre. Paolo supera Marco di 15 cm.

5. Completa con di (anche articolata) o che: a) Il treno è più veloce ... autobus. b) Sei più simpatico ... gentile. c) In estate fa più caldo ... in inverno. d) Il tuo zaino è meno pesante ... mio. e) Leggere è più rilassante ... guardare la tv. intermedio

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  1. Regola: si usa di quando il secondo termine è un nome o un pronome. Si usa che quando si confrontano due aggettivi, due verbi o due complementi.
  2. a) Il secondo termine è un nome: dell'autobus.
  3. b) Si confrontano due aggettivi sulla stessa persona: che gentile.
  4. c) Si confrontano due complementi di tempo, in estate e in inverno: che in inverno.
  5. d) Il secondo termine è un possessivo con articolo: del mio.
  6. e) Si confrontano due verbi all'infinito: che guardare.

Risultato: a) dell'autobus; b) che; c) che; d) del mio; e) che.

6. Correggi gli errori e spiega perché: a) Questo gelato è più migliore. b) Il film era molto ottimo. c) Anna è la più minore delle sorelle. intermedio

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  1. migliore è già un comparativo (di buono): aggiungere più è un errore di doppio comparativo. Si dice è migliore oppure è più buono.
  2. ottimo è già un superlativo assoluto (di buono): aggiungere molto raddoppia il grado. Si dice era ottimo oppure era molto buono.
  3. minore è già un comparativo (di piccolo). Si dice è la minore delle sorelle oppure la più piccola.
  4. Il criterio comune: le forme organiche (migliore, ottimo, minore, peggiore, pessimo, maggiore) contengono già il grado e non accettano più, molto o il più prima del grado stesso.

Risultato: a) Questo gelato è migliore (o più buono). b) Il film era ottimo (o molto buono). c) Anna è la minore (o la più piccola) delle sorelle.

7. Spiega come cambia il significato cambiando la posizione dell'aggettivo: a) un grand'uomo / un uomo grande; b) un povero ragazzo / un ragazzo povero; c) una certa notizia / una notizia certa. avanzato

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  1. Prima del nome, molti aggettivi hanno senso figurato o soggettivo. Dopo il nome, hanno senso letterale e oggettivo.
  2. a) un grand'uomo è una persona di grande valore; un uomo grande è fisicamente alto o di età adulta.
  3. b) un povero ragazzo suscita compassione; un ragazzo povero è privo di denaro.
  4. c) una certa notizia è una notizia non meglio specificata (qui certa è aggettivo indefinito); una notizia certa è sicura e verificata.
  5. Si noti anche l'apocope: grande diventa grand' davanti a vocale (grand'uomo).

Risultato: a) uomo di valore / uomo alto; b) ragazzo da compatire / ragazzo senza mezzi; c) una notizia imprecisata (indefinito) / una notizia sicura (qualificativo).

8. Fai l'analisi grammaticale completa degli aggettivi in: 'I miei cugini, stanchi ma felicissimi, tornarono a casa.' avanzato

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  1. miei è un aggettivo possessivo (determinativo): non va analizzato come qualificativo.
  2. stanchi: aggettivo qualificativo, grado positivo, maschile plurale, prima classe (stanco, stanca, stanchi, stanche), riferito a cugini.
  3. felicissimi: aggettivo qualificativo, grado superlativo assoluto (formato con -issimo da felice), maschile plurale, riferito a cugini.
  4. Funzione: stanchi e felicissimi non sono attributi stretti del nome. Dicono come erano i cugini mentre tornavano: funzione predicativa del soggetto.

Risultato: stanchi = qualificativo, positivo, m. pl., riferito a cugini, predicativo; felicissimi = qualificativo, superlativo assoluto di felice, m. pl., riferito a cugini, predicativo. miei = aggettivo possessivo.

Domande frequenti

Come si riconosce un aggettivo qualificativo?

Si riconosce perché risponde alla domanda 'com'è?' e dice una qualità del nome: nella frase 'una torta deliziosa', deliziosa dice com'è la torta. Aggiunge un'informazione, mentre l'aggettivo determinativo (questo, mio, due, molto) precisa solo quale, di chi o quanto.

Come si fa l'analisi grammaticale dell'aggettivo qualificativo?

Si scrivono, in quest'ordine: aggettivo qualificativo, grado (positivo, comparativo o superlativo), genere, numero e nome a cui si riferisce. Se richiesto, si aggiunge anche la funzione, attributiva o predicativa. Esempio: 'veloce' in 'un'auto veloce' è aggettivo qualificativo, positivo, femminile singolare, riferito ad auto, attributivo.

Si dice 'più migliore' o 'migliore'?

Si dice solo migliore. Migliore è già il comparativo di buono, quindi aggiungere più è un errore di doppio comparativo. Lo stesso vale per peggiore, maggiore e minore. In alternativa si può dire più buono, più cattivo, più grande, più piccolo, forme regolari ugualmente corrette.

Come si forma il superlativo assoluto?

Nel modo più comune si aggiunge -issimo alla radice dell'aggettivo: bello → bellissimo, ricco → ricchissimo, lungo → lunghissimo. Si può anche usare un avverbio (molto, assai, estremamente) o un prefisso (super-, stra-, arci-). Alcuni aggettivi hanno una forma speciale: buono → ottimo, cattivo → pessimo, celebre → celeberrimo.

Quando nel comparativo si usa 'di' e quando 'che'?

Si usa 'di' quando il secondo termine di paragone è un nome o un pronome (Marco è più alto di Luca; sei più veloce di me). Si usa 'che' quando si confrontano due aggettivi, due verbi, due avverbi o due complementi con la stessa preposizione (è più furbo che intelligente; in estate fa più caldo che in inverno).