Storia dell'arte

Arte romana: riassunto, opere chiave e 9 esercizi svolti

L'arte romana nasce da etruschi e greci ma inventa arco, volta e calcestruzzo. Periodi, tecniche murarie e opere in tabella.

Consigliato per: 1ª superiore · 2ª superiore

L’arte romana si capisce con tre parole: arco, volta, calcestruzzo. Da esse nasce tutto ciò che i Greci non potevano costruire — terme, anfiteatri, cupole da quaranta metri — mentre dal ritratto e dal rilievo storico arriva l’altra novità: un’arte che documenta persone ed eventi reali invece di miti.

PeriodoDateChe cosa domina
Età regia ed etruscaVIII-VI sec. a.C.tempio su podio, arco, ritratto funerario
Età repubblicana509-27 a.C.conquista della Grecia, ritratto verista, prime grandi opere pubbliche
Età augustea27 a.C.-14 d.C.classicismo di Stato, Ara Pacis, marmo
Alto impero14-192 d.C.Colosseo, Pantheon, Colonna Traiana: il massimo tecnico
Tardo imperoIII-V sec. d.C.spolia, frontalità, proporzioni gerarchiche

Le tre radici

Dagli Etruschi i Romani prendono il tempio su alto podio con scalinata solo frontale, l’arco a conci e il gusto per il ritratto realistico legato al culto degli antenati.

Dai Greci prendono il repertorio delle forme: gli ordini architettonici e la statuaria entrano a Roma in massa dopo le conquiste del II secolo a.C., quando la Grecia diventa provincia romana. Molte statue greche perdute le conosciamo solo grazie alle copie romane.

Ciò che è originale è il resto: la tecnica costruttiva, l’urbanistica a scala imperiale, il rilievo storico e un’idea di arte al servizio dello Stato.

La rivoluzione tecnica: arco, volta, cupola

Il sistema greco è trilitico: due sostegni verticali e un architrave orizzontale. L’architrave è di pietra, e la pietra lavora male a trazione: se allunghi troppo la luce, si spezza. Da qui i templi greci fitti di colonne.

L’arco cambia la regola. I conci a cuneo scaricano il peso lateralmente sui piedritti, e la struttura lavora a compressione, cioè nel modo in cui pietra e malta rendono meglio. Un arco esteso in profondità dà la volta a botte; due volte a botte incrociate danno la volta a crociera, che concentra i carichi su quattro soli pilastri e libera le pareti; un arco fatto ruotare su sé stesso dà la cupola.

Il materiale che rende tutto questo economico è l’opus caementicium: malta di calce e pozzolana impastata con scaglie di pietra, gettata dentro casseforme. Fa presa anche sott’acqua, non richiede manodopera specializzata come il taglio dei blocchi e si può modellare in curva. La cupola del Pantheon è alleggerita verso l’alto usando caementa sempre più leggeri, fino alla pomice.

Le tecniche murarie in tabella

Attenzione: l’opus caementicium è il nucleo del muro; le tecniche qui sotto sono i paramenti, cioè il rivestimento a vista. Confonderli è l’errore più frequente nelle verifiche.

TecnicaAspetto del paramentoPeriodo
opus quadratumblocchi squadrati in filari regolari (muro pieno, senza nucleo)dall’età arcaica in poi
opus incertumpietre irregolari, giunti a casoII sec. a.C.
opus reticulatumblocchetti piramidali a rete, file obliquefine II - I sec. a.C.
opus latericium (testaceum)mattoni cotti in filari sottilidal I sec. d.C., poi dominante
opus mixtumfasce di mattoni alternate a reticolatoetà imperiale

Gli edifici e la loro funzione

EdificioA che cosa serveEsempio da citare
Tempioculto, su podio, frontaleMaison Carrée di Nîmes
Basilicatribunale e affari (edificio civile)Basilica Ulpia; Basilica di Massenzio
Termebagni e vita socialeTerme di Caracalla
Anfiteatrogladiatori e venationes, pianta ellitticaColosseo
Teatrospettacoli, pianta semicircolare su sostruzioniTeatro di Marcello
Arco onorariocelebrare una vittoria o un imperatoreArco di Tito; Arco di Costantino
Acquedottoportare acqua in cittàAqua Appia (312 a.C.); Pont du Gard
Colonna coclidenarrare una campagna militareColonna Traiana

Nelle terme il percorso è codificato: frigidarium (freddo), tepidarium (tiepido), calidarium (caldo), con il riscaldamento a ipocausto, cioè aria calda che circola sotto il pavimento sospeso su pilastrini.

Tempio greco e tempio romano

tempio grecotempio romano
basamentocrepidoma di 3 gradini su tutti i latialto podio
accessoda ogni latouna sola scalinata frontale
pronaosimmetrico al retroprofondo, molto più del retro
colonnatoperiptero, colonne liberespesso pseudoperiptero, colonne addossate
effetto cercatovolume percorribile a giroimmagine frontale, scenografica

Le opere da sapere

OperaDataPerché conta
Ara Pacis13-9 a.C.rilievo storico e propaganda augustea
Augusto di Prima Porta20 a.C. circaritratto idealizzato, ripresa del Doriforo
Colosseo72-80 d.C.ordini sovrapposti, ellisse, ingegneria
Arco di Titodopo l’81 d.C.fornice unico, rilievi in prospettiva
Colonna Traiana113 d.C.fregio a spirale di circa 200 m, narrazione continua
Pantheon118-125 d.C. circacupola di 43,30 m, sfera inscritta
Arco di Costantino315 d.C.spolia e nuovo linguaggio tardoantico

Il Pantheon è l’esempio migliore di progetto geometrico: l’altezza interna al centro è uguale al diametro della cupola, cioè 43,30 m, perché l’edificio è costruito attorno a una sfera perfettamente inscritta. Se ti chiedono l’area del pavimento devi solo applicare la formula dell’area del cerchio.

Il ritratto: dal verismo all’immagine di Stato

Nel ritratto repubblicano conta la verità fisica: rughe, calvizie, guance scavate. Non è amore per il brutto, è il riflesso delle imagines maiorum, le maschere di cera degli antenati conservate nelle case patrizie, dove il volto valeva come documento della carriera di un uomo.

Con Augusto il registro cambia. L’Augusto di Prima Porta riprende la ponderazione del Doriforo di Policleto, mostra un principe eternamente giovane, con il gesto dell’adlocutio, la corazza che ricorda la restituzione delle insegne da parte dei Parti (20 a.C.), i piedi nudi da eroe e il Cupido sul delfino che allude alla discendenza da Venere. È un ritratto politico, non un documento anagrafico.

Nel II secolo l’occhio inizia a essere inciso e la barba scolpita a trapano; nel III secolo i ritratti si fanno drammatici e sintetici, fino alla frontalità rigida del tardo impero.

Il rilievo storico

È l’invenzione romana più originale sul piano del racconto. L’Ara Pacis mette in fila una processione di personaggi identificabili; l’Arco di Tito costruisce lo spazio in profondità con figure che sembrano uscire dal fondo; la Colonna Traiana srotola circa 200 metri di fregio a spirale in narrazione continua, dove lo stesso personaggio ricompare più volte in scene diverse.

I quattro stili pompeiani

StileNomeCome riconoscerlo
Ia incrostazionestucco a rilievo che imita lastre di marmo
IIarchitettonicola parete si apre in prospettiva su architetture e paesaggi
IIIornamentaleparete chiusa, esili edicole, quadretti al centro
IVfantasticoarchitetture irreali e quadri riuniti insieme

Gli errori più comuni

  • «L’arte romana è una copia di quella greca.» Falso per l’architettura, il rilievo storico e il ritratto, che sono invenzioni romane. Vero solo per una parte della statuaria ideale.
  • «L’arco lo hanno inventato i Romani.» No: era già noto a Etruschi e Mesopotamici. I Romani lo hanno reso sistematico e lo hanno unito al calcestruzzo.
  • «La basilica è una chiesa.» Nell’antica Roma è un edificio civile. La chiesa arriva dal IV secolo d.C.
  • «Teatro e anfiteatro sono la stessa cosa.» Semicerchio contro ellisse, attori contro gladiatori.
  • «Il Pantheon è di Agrippa, c’è scritto sopra.» L’edificio attuale è adrianeo: lo dicono i bolli sui mattoni.
  • «Opus caementicium è un tipo di muro a vista.» È il nucleo interno, mai il paramento.

Negli esercizi qui sotto si parte dal riconoscimento delle tecniche e dei tipi di edificio, si passa al calcolo sul Pantheon e al confronto fra tempio greco e romano, e si arriva ai due casi che si sbagliano più spesso: l’iscrizione di Agrippa e le spolia dell’Arco di Costantino.

Esercizi svolti

1. Un muro romano ha il paramento fatto di blocchetti a forma di piccola piramide, con la base quadrata a vista, disposti in file oblique che disegnano una rete. Come si chiama questa tecnica e in che periodo si usa? base

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  1. Le tecniche murarie romane si riconoscono dal paramento, cioè dal rivestimento esterno: il nucleo interno è quasi sempre conglomerato.
  2. Blocchetti squadrati in filari orizzontali sarebbero opus quadratum; pietre irregolari sarebbero opus incertum; mattoni cotti sarebbero opus latericium.
  3. Qui i blocchetti sono a punta di piramide e formano un reticolo di file oblique: è l'opus reticulatum.
  4. Questa tecnica si afferma fra la fine del II secolo a.C. e il I secolo a.C., ed è tipica dell'età tardorepubblicana e augustea.

Risultato: Opus reticulatum, tipico della tarda repubblica e dell'età augustea (fine II - I sec. a.C.).

2. Qual è la differenza fra un teatro romano e un anfiteatro? Indica pianta e funzione di ciascuno. base

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  1. Il teatro romano ha pianta semicircolare: cavea a semicerchio, orchestra e scena chiusa da un fronte architettonico alle spalle degli attori.
  2. L'anfiteatro ha pianta ellittica ed è chiuso su tutti i lati: il nome 'amphi-theatron' significa proprio teatro doppio, come due cavee affrontate.
  3. Nel teatro si rappresentano spettacoli teatrali; nell'anfiteatro si svolgono combattimenti fra gladiatori e cacce (venationes).
  4. Un secondo indizio: il teatro greco si appoggia al pendio di una collina, quello romano di solito no, perché la cavea poggia su sostruzioni ad arcate.

Risultato: Teatro = pianta semicircolare, spettacoli teatrali; anfiteatro = pianta ellittica chiusa, giochi gladiatori e venationes.

3. Elenca gli ordini architettonici usati nei tre livelli di arcate del Colosseo, dal basso verso l'alto. Che cosa c'è nel quarto livello? base

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  1. Il Colosseo (Anfiteatro Flavio, 72-80 d.C.) ha una facciata a quattro livelli.
  2. I primi tre livelli sono file di arcate inquadrate da semicolonne, secondo lo schema della cosiddetta 'arcata su ordini'.
  3. L'ordine più robusto sta in basso, per ragioni sia statiche sia visive: primo livello tuscanico (variante romana del dorico), secondo ionico, terzo corinzio.
  4. Il quarto livello non ha arcate: è un attico pieno scandito da lesene corinzie e da piccole finestre quadrate.

Risultato: Dal basso: tuscanico, ionico, corinzio; il quarto livello è un attico chiuso con lesene corinzie.

4. In un testo trovi la frase: «I lavori nella basilica proseguirono per tutta la mattina». Perché non si può concludere che si tratti di un edificio di culto? base

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  1. Nell'antica Roma la basilica è un edificio civile, non religioso.
  2. Sorge di norma su un lato del foro e ospita l'amministrazione della giustizia e gli affari commerciali: è una specie di tribunale coperto e borsa.
  3. La sua pianta è rettangolare, divisa in navate da file di colonne, spesso con abside sul fondo dove siede il magistrato.
  4. Solo a partire dal IV secolo d.C. i cristiani adottano questa pianta per le loro chiese: il nome resta, la funzione cambia.

Risultato: Perché la basilica romana è un edificio civile (giustizia e affari); il significato di chiesa nasce solo dal IV secolo d.C.

5. La cupola del Pantheon ha un diametro interno di 43,30 m e l'oculo un diametro di 8,90 m. Calcola l'altezza interna dell'edificio al centro e l'area del pavimento circolare (usa pi greco = 3,14). intermedio

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  1. Il Pantheon è progettato intorno a una sfera inscritta: l'altezza interna al centro è uguale al diametro della cupola.
  2. Altezza interna = 43,30 m.
  3. Il raggio del pavimento è metà del diametro: r = 43,30 : 2 = 21,65 m.
  4. Area = pi greco per r al quadrato = 3,14 x 21,65 x 21,65 = 3,14 x 468,72 = 1471,8 m² circa (1472,6 m² con pi greco più preciso).

Risultato: Altezza interna 43,30 m; area del pavimento circa 1472 m². Il dato dell'oculo qui non serve: è un dato in più.

6. Un tempio poggia su un alto podio, ha un'unica scalinata sul fronte, un pronao profondo e le colonne dei fianchi addossate al muro della cella. È un tempio greco o romano? Come si chiama quella soluzione delle colonne? intermedio

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  1. Il tempio greco poggia su un crepidoma di tre gradini che gira su tutti i lati: vi si accede da qualsiasi direzione.
  2. Qui invece c'è un alto podio con una sola scalinata frontale: è la frontalità di tradizione etrusca, ripresa dai Romani.
  3. Anche il pronao profondo, molto più della parte posteriore, è tipicamente etrusco-romano.
  4. Le colonne laterali non sono libere ma addossate al muro: il colonnato periptero diventa apparente, e il tempio si dice pseudoperiptero.

Risultato: È un tempio romano (di ascendenza etrusca); le colonne addossate alla cella rendono il tempio pseudoperiptero.

7. Una parete dipinta di una casa pompeiana mostra colonne, architravi e finte finestre che aprono su paesaggi, tutto reso in prospettiva come se il muro non ci fosse. A quale dei quattro stili pompeiani appartiene? intermedio

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  1. Il I stile (a incrostazione) imita a stucco i blocchi di marmo del rivestimento: è tutto a rilievo, senza scene.
  2. Il III stile (ornamentale) chiude di nuovo la parete e la copre di sottili elementi decorativi ed esili edicole, con piccoli quadretti al centro.
  3. Il IV stile (fantastico) mescola architetture irreali e quadri, ma non punta all'illusione coerente di uno spazio reale.
  4. L'apertura illusionistica della parete, con architetture in prospettiva e vedute credibili, è la caratteristica del II stile (architettonico), del I secolo a.C.

Risultato: Al II stile, detto architettonico o dell'illusione prospettica.

8. Sul fronte del Pantheon si legge M·AGRIPPA·L·F·COS·TERTIVM·FECIT, «Marco Agrippa lo costruì durante il suo terzo consolato» (27 a.C.). Perché l'edificio che vediamo non è quello di Agrippa? avanzato

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  1. Il Pantheon di Agrippa fu davvero costruito nel 27 a.C., ma bruciò e fu ricostruito da zero.
  2. L'edificio attuale, a rotonda con cupola, risale all'età di Adriano, fra il 118 e il 125 d.C. circa.
  3. La prova non è l'iscrizione ma i bolli laterizi: i mattoni portano stampigliato l'anno di produzione e datano al principato di Adriano.
  4. Adriano scelse di rimettere il nome di Agrippa sul fronte: era un gesto di continuità politica, non un'informazione sull'autore del progetto.
  5. Regola generale: un'iscrizione dice chi vuole essere ricordato, non necessariamente chi ha costruito.

Risultato: Perché l'edificio di Agrippa andò distrutto: quello attuale è la ricostruzione adrianea (118-125 d.C.), datata dai bolli laterizi. L'iscrizione fu ricollocata da Adriano.

9. L'Arco di Tito (dopo l'81 d.C.) ha un solo fornice e rilievi realizzati per lui. L'Arco di Costantino (315 d.C.) ha tre fornici e riusa sculture prese da monumenti di Traiano, Adriano e Marco Aurelio. Che cosa ci dice questo riuso sullo stato dell'arte tardoantica? avanzato

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  1. I pezzi riutilizzati si chiamano spolia: sono materiali di reimpiego prelevati da monumenti più antichi.
  2. Un primo motivo è ideologico: accostando la propria immagine a quella degli imperatori 'buoni' del II secolo, Costantino si presenta come loro erede legittimo.
  3. Un secondo motivo è pratico ed è visibile a occhio: nei rilievi eseguiti nel IV secolo (il fregio costantiniano) le figure sono tozze, frontali, di dimensioni gerarchiche, con proporzioni e resa anatomica lontane da quelle dei pezzi più antichi.
  4. Il confronto sullo stesso monumento rende quindi misurabile il cambiamento: non è solo una perdita di abilità, è un linguaggio nuovo che privilegia la chiarezza del messaggio sulla verosimiglianza.

Risultato: Le spolia servono a legittimare Costantino come erede degli imperatori del II secolo e, per contrasto con i rilievi del IV secolo, documentano il passaggio a un linguaggio antinaturalistico, frontale e gerarchico che porta all'arte tardoantica e bizantina.

Domande frequenti

Quali sono le caratteristiche principali dell'arte romana?

Concretezza e utilità: l'arte romana serve lo Stato e la vita quotidiana. Le tre costanti sono l'uso sistematico di arco, volta e cupola; il calcestruzzo (opus caementicium) che permette grandi luci e forme curve; e il realismo del ritratto e del rilievo storico, che documentano persone ed eventi reali invece di miti.

Che differenza c'è tra arte greca e arte romana?

I Greci puntano alla bellezza ideale e usano il sistema trilitico (colonna e architrave), che limita le luci coperte; i Romani puntano all'utilità e all'effetto, e con arco, volta e calcestruzzo costruiscono terme, anfiteatri e cupole enormi. Cambia anche il soggetto: il tempio greco è per la divinità, l'edificio romano è per i cittadini e per il potere.

Perché il Colosseo si chiama Colosseo?

Il nome antico è Anfiteatro Flavio, dalla dinastia dei Flavi che lo costruì fra il 72 e l'80 d.C. Il nome Colosseo si diffonde nel Medioevo e deriva quasi certamente dal Colosso di Nerone, la statua bronzea alta più di trenta metri che sorgeva lì accanto.

Chi ha costruito il Pantheon e quando?

Il Pantheon che vediamo oggi fu costruito sotto l'imperatore Adriano fra il 118 e il 125 d.C. circa. L'iscrizione sul fronte cita Marco Agrippa perché Adriano rimise il nome del costruttore del primo Pantheon (27 a.C.), andato distrutto: la datazione adrianea è confermata dai bolli sui mattoni.

Che cos'è l'opus caementicium?

È il calcestruzzo romano: un impasto di malta di calce, pozzolana e frammenti di pietra (caementa) gettato dentro casseforme o dietro un paramento. Non è una tecnica di paramento come l'opus reticulatum o il latericium: è il nucleo interno del muro. La pozzolana lo rendeva resistente anche in acqua, e senza di esso non esisterebbero né il Colosseo né la cupola del Pantheon.