Storia

Impero romano: riassunto in 10 date e 7 esercizi

L'Impero romano nasce nel 27 a.C. con Augusto e in Occidente finisce nel 476 d.C. Dieci date chiave, la tabella completa degli imperatori e 7 esercizi svolti.

Consigliato per: 3ª media · 1ª superiore

L’Impero romano è la fase della storia di Roma che va dal 27 a.C., quando Ottaviano diventa Augusto, al 476 d.C., quando in Occidente viene deposto l’ultimo imperatore. Sono 502 anni in Occidente, ai quali vanno aggiunti i 977 anni dell’Impero d’Oriente, sopravvissuto fino al 1453.

In sintesiImpero romano
Inizio27 a.C., Ottaviano riceve il titolo di Augusto
Fine in Occidente476 d.C., deposizione di Romolo Augustolo
Fine in Oriente1453, caduta di Costantinopoli
Massima estensionecirca 5 milioni di km², nel 117 d.C. con Traiano
Popolazionestimata fra 50 e 70 milioni di abitanti
CapitaliRoma, poi Costantinopoli (dal 330) e Ravenna (dal 402)
Linguelatino in Occidente, greco in Oriente
Imperatoripiù di settanta, contando solo quelli riconosciuti

Le 10 date da sapere a memoria

AnnoEventoPerché conta
31 a.C.Battaglia di AzioOttaviano batte Antonio e Cleopatra: resta solo lui
27 a.C.Ottaviano diventa AugustoNasce il principato: inizio convenzionale dell’impero
64 d.C.Grande incendio di RomaNerone e la prima persecuzione dei cristiani
80 d.C.Inaugurazione del ColosseoIl simbolo della Roma imperiale
117 d.C.Morte di TraianoMassima estensione territoriale
212 d.C.Constitutio AntoninianaCittadinanza romana a tutti gli abitanti liberi
313 d.C.Editto di MilanoCostantino concede libertà di culto ai cristiani
330 d.C.Inaugurazione di CostantinopoliIl centro dell’impero si sposta a Oriente
395 d.C.Morte di TeodosioDivisione definitiva fra Oriente e Occidente
476 d.C.Deposizione di Romolo AugustoloFine della carica imperiale in Occidente

Dalla repubblica all’impero: come nasce il principato

Nel 44 a.C. Giulio Cesare viene ucciso alle idi di marzo: era dittatore a vita, non imperatore. Dopo tredici anni di guerre civili, il suo figlio adottivo Ottaviano sconfigge Antonio e Cleopatra ad Azio (31 a.C.) e rimane l’unico uomo armato del mondo romano.

La mossa politica più intelligente arriva nel 27 a.C., e consiste nel non cambiare niente di apparente. Ottaviano restituisce formalmente i poteri al senato, che in cambio gli attribuisce il titolo di Augustus e lo chiama princeps, cioè primo cittadino. Senato, consoli e assemblee continuano a esistere; semplicemente, non decidono più nulla di importante.

I poteri che contano sono tre, e Augusto li tiene tutti:

  • l’imperium proconsulare, il comando sulle province di confine e quindi sull’esercito;
  • la tribunicia potestas, che rende la sua persona intoccabile e gli dà il diritto di veto;
  • il titolo di pontifex maximus, che gli consegna anche la religione pubblica.

È lo stesso meccanismo che avevi già visto nella storia dell’antica Grecia: le forme democratiche o repubblicane restano in piedi come scenografia, mentre il potere reale si sposta altrove.

Le dinastie e gli imperatori che devi conoscere

Non serve imparare settanta nomi. Serve avere in testa le quattro o cinque dinastie e un imperatore-simbolo per ciascuna.

Dinastia o faseAnniImperatori principaliDa ricordare
Giulio-Claudia27 a.C. - 68 d.C.Augusto, Tiberio, Caligola, Claudio, NeroneNascita del principato; conquista della Britannia con Claudio
Anno dei quattro imperatori69 d.C.Galba, Otone, Vitellio, VespasianoL’esercito scopre di poter fare e disfare gli imperatori
Flavi69-96Vespasiano, Tito, DomizianoColosseo; eruzione del Vesuvio (79); distruzione del tempio di Gerusalemme (70)
Antonini96-192Traiano, Adriano, Antonino Pio, Marco AurelioIl secolo d’oro: massima estensione e pax romana
Severi193-235Settimio Severo, CaracallaCittadinanza a tutti i liberi (212); peso crescente dell’esercito
Crisi del III secolo235-284decine di imperatori, spesso uccisi dalle truppe49 anni di guerre civili, inflazione e invasioni
Tetrarchia e riforme284-337Diocleziano, CostantinoImpero riorganizzato; svolta cristiana; Costantinopoli
Ultima fase337-476Teodosio, Romolo AugustoloDivisione del 395; fine dell’Occidente nel 476

Il II secolo: pax romana e massima espansione

Il periodo fra Traiano e Marco Aurelio è quello che gli storici chiamano pax romana: non assenza di guerre, ma assenza di guerre interne nel Mediterraneo. Chi viveva in Gallia, in Egitto o in Spagna commerciava in una stessa valuta, su strade sicure, sotto lo stesso diritto.

Qualche numero per capire la scala:

  • circa 80.000 km di strade principali lastricate, con stazioni di cambio e segnali di distanza;
  • 29 legioni per presidiare migliaia di chilometri di confine;
  • acquedotti che portavano a Roma, secondo le stime, oltre un milione di metri cubi d’acqua al giorno.

Traiano (98-117, diciannove anni di regno) conquista la Dacia e arriva fino alla Mesopotamia: nel 117 l’impero tocca la sua estensione massima. Il successore Adriano prende la decisione opposta e più lucida: smettere di espandersi. Abbandona la Mesopotamia e fortifica i confini, dalla linea del Reno al vallo che attraversa la Britannia da costa a costa. Da quel momento l’impero non cresce più: si difende.

Se vuoi vedere che aspetto avevano le città di questo periodo, l’articolo sull’arte romana mostra come fori, terme e anfiteatri fossero gli stessi dalla Britannia all’Africa.

Come si governava un impero di cinquanta milioni di persone

Il segreto non era la forza: con 29 legioni non si controllano cinquanta milioni di persone. Erano quattro meccanismi.

  1. Le province. Ognuna con un governatore, una capitale, tasse proprie. Quelle di confine erano gestite direttamente dall’imperatore, le interne dal senato.
  2. La cittadinanza come premio. Essere cittadino romano dava diritti giudiziari e fiscali reali. Si otteneva con il servizio militare, con cariche cittadine, per concessione. Nel 212 Caracalla la estende a tutti gli abitanti liberi: una mossa anche fiscale, perché i cittadini pagavano certe imposte.
  3. Le città come fotocopie di Roma. Ogni colonia riproduceva lo stesso schema urbanistico e le stesse istituzioni locali: le élite provinciali si sentivano romane e governavano al posto di Roma.
  4. Il latino e il diritto. Una lingua amministrativa unica e un diritto uniforme hanno tenuto insieme l’impero più delle legioni. Il latino che studi oggi, con le sue cinque declinazioni, è la lingua in cui venivano scritti i contratti da Cadice a Damasco.

La crisi del III secolo

Fra il 235 e il 284, cioè in 49 anni, si succedono decine di imperatori: quasi nessuno muore nel proprio letto. Il meccanismo è un circolo vizioso:

  • un esercito di confine proclama imperatore il proprio generale;
  • il nuovo imperatore deve pagare le truppe che lo hanno fatto salire;
  • per pagarle, aumenta le tasse e svaluta la moneta, riducendo l’argento del denario;
  • la moneta svalutata fa salire i prezzi, il commercio si contrae, le città si impoveriscono e si circondano di mura;
  • le province impoverite non bastano più a mantenere l’esercito, che proclama un altro imperatore.

Nello stesso periodo arrivano epidemie e incursioni su tutti i fronti: Goti sul Danubio, Alamanni sul Reno, Persiani Sasanidi in Oriente.

Diocleziano e Costantino: due riforme che cambiano tutto

Diocleziano (284-305) decide che un impero così grande non può essere governato da un uomo solo e crea la tetrarchia: due Augusti e due Cesari, quattro capi con quattro aree di competenza. Raddoppia il numero delle province, separa il potere civile da quello militare, prova a bloccare i prezzi per legge. Funziona a metà: appena lascia il potere, i tetrarchi si combattono.

Costantino (306-337) vince quella guerra e cambia due cose decisive:

  • con l’editto di Milano (313) concede libertà di culto ai cristiani, da religione perseguita a religione favorita; sarà poi Teodosio, nel 380, a renderla religione ufficiale dell’impero;
  • nel 330 inaugura Costantinopoli sul Bosforo, in una posizione facile da difendere e al centro delle rotte commerciali più ricche. È il riconoscimento di un fatto: l’Oriente è la parte dell’impero che conta economicamente.

395 e 476: la divisione e la caduta d’Occidente

Alla morte di Teodosio, nel 395, l’impero viene diviso fra i due figli: Arcadio in Oriente, Onorio in Occidente. Non è pensata come una separazione definitiva, ma le due metà non si riuniranno più.

L’Occidente regge ottant’anni difficili: Roma viene saccheggiata dai Visigoti di Alarico nel 410 e dai Vandali di Genserico nel 455, la capitale viene spostata a Ravenna, i generali di origine germanica diventano i veri padroni della politica.

Nel 476 il comandante Odoacre depone il ragazzo Romolo Augustolo e fa una cosa più significativa dell’atto in sé: rimanda le insegne imperiali a Costantinopoli, dichiarando che in Occidente un imperatore non è più necessario. Nessun incendio, nessuna battaglia finale. Si chiude una carica, non una civiltà.

Perché l’Impero romano è caduto

CausaTipoCome agisce
Inflazione e svalutazione della monetainternaIl commercio si contrae, lo stato non riesce a pagare l’esercito
Usurpazioni militariinternaLe legioni usano le risorse dei confini per le guerre civili
Calo demografico dopo le epidemieinternaMeno contadini, meno soldati, meno gettito fiscale
Spostamento della ricchezza a OrienteinternaL’Occidente resta la metà povera e indifendibile
Migrazioni e invasioni germanicheesternaGruppi armati si insediano stabilmente dentro i confini
Spinta degli UnniesternaMette in movimento Goti, Vandali e Alani verso ovest
Lunghezza dei confiniesternaReno e Danubio richiedono un esercito che l’Occidente non può più pagare

La domanda da porsi all’esame non è quale causa, ma perché solo in Occidente. L’Oriente subisce le stesse epidemie e le stesse invasioni, però ha confini più corti, città più ricche, un’agricoltura egiziana e siriana più produttiva. Con gli stessi colpi, resiste altri 977 anni.

Gli errori più comuni

  • Dire che Cesare fu il primo imperatore. Cesare muore nel 44 a.C. da dittatore, sotto la repubblica. Il primo imperatore è Augusto.
  • Sommare le date a cavallo dell’anno zero. Dal 27 a.C. al 476 d.C. non passano 503 anni ma 502: l’anno zero non esiste.
  • Credere che nel 476 sia finito tutto l’impero. Finisce l’Occidente. L’Oriente arriva al 1453.
  • Confondere repubblica e impero. Le istituzioni repubblicane restano in piedi anche sotto gli imperatori: cambia chi decide, non il nome degli organi.
  • Pensare che i barbari fossero estranei all’impero. Molti erano soldati, federati e generali dell’esercito romano da generazioni.
  • Usare l’espressione impero bizantino come se fosse un altro stato. È un nome inventato dagli storici moderni: i suoi abitanti si chiamavano Romani e la loro era, per loro, Roma.

Come studiarlo senza impazzire

Tre passaggi, in quest’ordine. Primo: impara solo le dieci date della tabella in alto, perché tutto il resto si appende a quelle. Secondo: associa un volto a ogni dinastia (Augusto, Nerone, Traiano, Costantino, Teodosio) e racconta la fase partendo da lui. Terzo: allenati a spiegare la caduta collegando due cause, interna ed esterna, invece di elencarne sette: è la risposta che distingue un ripasso da una comprensione.

Gli esercizi qui sotto seguono la stessa progressione: ordinare le date, riconoscere i protagonisti, poi smontare le affermazioni sbagliate che si trovano nei riassunti troppo veloci.

Esercizi svolti

1. Metti in ordine cronologico questi cinque eventi: caduta di Costantinopoli, Augusto diventa princeps, editto di Milano, massima espansione sotto Traiano, deposizione di Romolo Augustolo. base

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  1. Assegno una data a ogni evento: Augusto princeps = 27 a.C.; massima espansione con Traiano = 117 d.C.; editto di Milano = 313 d.C.; deposizione di Romolo Augustolo = 476 d.C.; caduta di Costantinopoli = 1453.
  2. Ricordo la regola delle date: tutte le date a.C. vengono prima di qualunque data d.C., e fra le date a.C. è più antica quella con il numero più grande.
  3. Qui c'è una sola data a.C. (27), quindi va al primo posto.
  4. Le date d.C. si ordinano normalmente, dal numero più piccolo al più grande: 117, 313, 476, 1453.

Risultato: 27 a.C. Augusto princeps → 117 d.C. massima espansione con Traiano → 313 editto di Milano → 476 deposizione di Romolo Augustolo → 1453 caduta di Costantinopoli.

2. Vero o falso? Correggi le affermazioni false. a) Augusto si fece proclamare re di Roma. b) Sotto Traiano l'impero raggiunse la sua massima estensione. c) Nel 476 d.C. finì l'intero Impero romano. d) Costantino spostò la capitale sul Bosforo. base

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  1. a) Falso: Augusto evitò con cura il titolo di re, odiato dai Romani. Si fece chiamare princeps, cioè primo cittadino, e accumulò poteri già previsti dalla repubblica.
  2. b) Vero: nel 117 d.C., alla morte di Traiano, l'impero toccò circa 5 milioni di km², dalla Britannia alla Mesopotamia.
  3. c) Falso: nel 476 cadde solo la parte occidentale. L'Impero d'Oriente, con capitale Costantinopoli, continuò per altri 977 anni, fino al 1453.
  4. d) Vero: Costantino rifondò la greca Bisanzio e nel 330 la inaugurò come Costantinopoli, la nuova capitale sullo stretto del Bosforo.

Risultato: a) Falso (si fece chiamare princeps, non re); b) Vero; c) Falso (cadde solo l'Occidente, l'Oriente durò fino al 1453); d) Vero.

3. In quale secolo cadono questi anni? 44 a.C. (uccisione di Cesare), 117 d.C. (morte di Traiano), 212 d.C. (cittadinanza a tutti i liberi), 476 d.C. (fine dell'Occidente), 1453 (caduta di Costantinopoli). base

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  1. La regola: per passare dall'anno al secolo si prendono le cifre delle centinaia e si aggiunge 1, a meno che l'anno finisca con due zeri.
  2. 44 a.C.: non ci sono centinaia, quindi 0 + 1 = I secolo a.C.
  3. 117 d.C.: centinaia = 1, quindi 1 + 1 = II secolo d.C.
  4. 212 d.C.: centinaia = 2, quindi 2 + 1 = III secolo d.C.
  5. 476 d.C.: centinaia = 4, quindi 4 + 1 = V secolo d.C.
  6. 1453: centinaia = 14, quindi 14 + 1 = XV secolo.

Risultato: 44 a.C. = I secolo a.C.; 117 = II secolo; 212 = III secolo; 476 = V secolo; 1453 = XV secolo.

4. Calcola tre durate: quanti anni passano dal 27 a.C. al 476 d.C.; quanti anni sopravvive l'Impero d'Oriente dopo il 476; quanti anni separano la fondazione di Roma (753 a.C.) dalla fine dell'Occidente. intermedio

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  1. Attenzione alla trappola: fra l'1 a.C. e l'1 d.C. non esiste un anno zero, quindi non basta sommare i due numeri.
  2. La formula per passare da un anno a.C. a un anno d.C. è: anni = (anno a.C.) + (anno d.C.) - 1.
  3. Dal 27 a.C. al 476 d.C.: 27 + 476 - 1 = 502 anni.
  4. Dopo il 476 l'Oriente arriva al 1453, e qui le date sono entrambe d.C.: basta la sottrazione, 1453 - 476 = 977 anni.
  5. Dalla fondazione di Roma alla fine dell'Occidente: 753 + 476 - 1 = 1228 anni.

Risultato: 502 anni di impero in Occidente; 977 anni di Impero d'Oriente dopo il 476; 1228 anni dalla fondazione di Roma alla deposizione di Romolo Augustolo.

5. Abbina ogni imperatore al fatto che lo rende riconoscibile: 1) Augusto; 2) Nerone; 3) Vespasiano; 4) Traiano; 5) Adriano; 6) Caracalla; 7) Diocleziano; 8) Costantino; 9) Teodosio. intermedio

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  1. 1) Augusto: fonda il principato nel 27 a.C. e governa quarant'anni, fino al 14 d.C.
  2. 2) Nerone: il grande incendio di Roma del 64 d.C. e la prima persecuzione dei cristiani.
  3. 3) Vespasiano: apre il cantiere dell'Anfiteatro Flavio, il Colosseo, inaugurato nell'80 dal figlio Tito.
  4. 4) Traiano: massima espansione territoriale nel 117, conquista della Dacia celebrata sulla Colonna Traiana.
  5. 5) Adriano: smette di espandere e fortifica i confini, con il vallo che porta il suo nome nel nord della Britannia.
  6. 6) Caracalla: nel 212 la Constitutio Antoniniana estende la cittadinanza romana a tutti gli abitanti liberi dell'impero.
  7. 7) Diocleziano: divide il governo fra quattro uomini con la tetrarchia e riorganizza province, esercito e fisco.
  8. 8) Costantino: editto di Milano del 313 che concede libertà di culto ai cristiani, e nuova capitale Costantinopoli nel 330.
  9. 9) Teodosio: ultimo imperatore di un impero unito; alla sua morte, nel 395, l'impero si divide definitivamente fra i due figli.

Risultato: 1-principato (27 a.C.); 2-incendio di Roma (64); 3-Colosseo; 4-massima espansione (117); 5-vallo di Adriano; 6-cittadinanza a tutti i liberi (212); 7-tetrarchia; 8-editto di Milano e Costantinopoli; 9-divisione del 395.

6. Dividi queste cause della caduta in interne ed esterne, poi spiega perché nessuna da sola basta: pressione dei popoli germanici, inflazione e crisi fiscale, eserciti che proclamano i propri generali imperatori, spostamento del centro economico verso Oriente, peso del confine sul Reno e sul Danubio, calo della popolazione dopo le epidemie. avanzato

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  1. Interne: inflazione e crisi fiscale; eserciti che proclamano i propri generali; spostamento del centro economico verso Oriente; calo demografico dopo le epidemie del II e III secolo.
  2. Esterne: pressione dei popoli germanici e, dietro di loro, la spinta degli Unni; lunghezza del confine su Reno e Danubio da presidiare.
  3. Il legame: un confine lungo richiede un esercito enorme, un esercito enorme richiede tasse altissime, le tasse altissime impoveriscono le province occidentali, e province impoverite non riescono più a pagare l'esercito.
  4. Ecco la prova che una causa sola non spiega niente: l'Oriente subisce le stesse invasioni e le stesse epidemie, ma è più ricco, più urbanizzato e ha un confine più corto da difendere. Per questo sopravvive altri 977 anni.

Risultato: Interne: inflazione, crisi fiscale, usurpazioni militari, calo demografico, spostamento della ricchezza a Oriente. Esterne: popoli germanici, Unni, lunghezza dei confini. La caduta nasce dall'intreccio: la controprova è l'Oriente, che con le stesse pressioni ma più risorse resiste fino al 1453.

7. Un compagno scrive nel compito: nel 476 i barbari distrussero l'Impero romano e iniziò il Medioevo. Trova i tre errori nascosti in questa frase e riscrivila correttamente. avanzato

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  1. Primo errore: cadde solo l'Impero d'Occidente. L'Impero d'Oriente, che i Romani stessi continuavano a chiamare romano, resistette fino al 1453.
  2. Secondo errore: non ci fu nessuna distruzione improvvisa. Odoacre depose il giovane Romolo Augustolo e rimandò le insegne imperiali a Costantinopoli, dichiarando che in Occidente un imperatore non serviva più. Era la fine di una carica, non di una civiltà.
  3. Terzo errore: la data di inizio del Medioevo è una convenzione scelta dagli storici molto tempo dopo, non un fatto accaduto nel 476. Lingua, diritto, strade, città e Chiesa romana continuarono a funzionare nei regni romano-barbarici.
  4. Riscrivo tenendo i fatti e togliendo le esagerazioni.

Risultato: Nel 476 Odoacre depose l'ultimo imperatore d'Occidente, Romolo Augustolo: finì la carica imperiale in Occidente, mentre l'Impero d'Oriente continuò fino al 1453. Gli storici usano quella data come confine convenzionale fra età antica e Medioevo, ma istituzioni, lingua e diritto romani sopravvissero nei regni che presero il posto dell'impero.

Domande frequenti

Quando nasce l'Impero romano?

La data convenzionale è il 27 a.C., quando il senato attribuì a Ottaviano il titolo di Augusto e il ruolo di princeps. Non ci fu nessuna proclamazione di una nuova forma di stato: formalmente la repubblica esisteva ancora, con senato, consoli e assemblee, ma tutti i poteri che contavano erano concentrati in un uomo solo. Alcuni storici fanno iniziare il passaggio prima, dalla battaglia di Azio del 31 a.C., che eliminò l'ultimo rivale di Ottaviano.

Chi è stato il primo imperatore romano?

Augusto, nato Gaio Ottavio e chiamato Ottaviano dopo l'adozione da parte di Cesare. Governò dal 27 a.C. al 14 d.C., cioè quarant'anni, il regno più lungo della storia romana. Giulio Cesare, che molti indicano per errore, non fu mai imperatore: morì nel 44 a.C. come dittatore a vita, sotto la repubblica.

Perché è caduto l'Impero romano d'Occidente?

Per più cause intrecciate, non per una sola. All'interno: inflazione, pressione fiscale insostenibile, generali che si proclamavano imperatori, calo della popolazione e spostamento della ricchezza verso le province orientali. All'esterno: migrazioni e invasioni dei popoli germanici, spinti a loro volta dagli Unni, lungo confini troppo estesi da difendere. La prova che serve l'intreccio è l'Oriente: subì le stesse pressioni e resistette fino al 1453.

Qual era la massima estensione dell'Impero romano?

Circa 5 milioni di km², raggiunti nel 117 d.C. alla morte di Traiano, con una popolazione stimata fra i 50 e i 70 milioni di persone. L'impero andava dalla Britannia all'Egitto e dalla Spagna alla Mesopotamia, e il Mediterraneo era interamente circondato da terre romane: per questo lo chiamavano Mare Nostrum.

Che differenza c'è tra repubblica romana e impero romano?

Nella repubblica (509-27 a.C.) il potere era diviso fra magistrature annuali ed elettive: due consoli, il senato, i tribuni della plebe. Nell'impero il potere militare, religioso e politico resta nelle mani di una persona a vita, e la successione diventa ereditaria o decisa dall'esercito. Le istituzioni repubblicane non vennero abolite, ma svuotate: il senato continuò a riunirsi per secoli con un ruolo sempre più formale.